
Vingegaard controlla Remco e vince la Volta a Catalunya. A Gilmore la volata di Barcellona
L'australiano sorprende Godon e si prende la tappa del Montjuic. Gli attacchi dei Red Bull non vanno a segno, generale invariata
Non sono di certo mancati gli attacchi nell'ultima tappa della Volta a Catalunya, il classico saliscendi del circuito del Montjuïc, ma alla fine è stata volata con un vincitore sorprendente. Brady Gilmore conferma di essere un corridore molto adatto a questi percorsi e di poter vincere anche al massimo livello: per il classe 2001, alla prima stagione tra i pro, è la prima vittoria nel World Tour.
Oltre all'australiano dell'NSN Cycling Team, sul podio di Barcelona gioisce anche Jonas Vingegaard, che dopo le due vittorie di tappa nei due arrivi in salita si è limitato a fare da stopper e controllare gli attacchi altrui, in particolare della Red Bull-BORA-hansgrohe. Ci ha provato a più riprese Remco Evenepoel, che si è dovuto però accontentare di un terzo posto allo sprint, dietro anche a Dorian Godon (INEOS Grenadiers). Il campione francese chiude una settimana da assoluto protagonista con due vittorie, due secondi e un quarto posto e la classifica a punti.
Volta a Catalunya 2026, la cronaca dell'ultima tappa
L'ultima tappa è ormai una classica, anche se di soli 95 chilometri. Gli ultimi 55 sono tutti all'interno del circuito finale, con sette passaggi sull'Alt del Castell de Montjuïc (2.5 km al 4.7%, punte in doppia cifra), tutti categorizzati come gran premi della montagna di seconda categoria. Il traguardo arriva in discesa, meno di cinque chilometri dopo l'ultimo scollinamento.
Fuga iniziale di cinque corridori, composta da Brandon McNulty (UAE Team Emirates-XRG), Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), Einer Rubio (Movistar), Liam Slock (Lotto Intermarché) e il vincitore della seconda tappa Magnus Cort (Uno-X Mobility). Il loro vantaggio arriva a poco meno di due minuti, e il tentativo resiste anche per i primi due giri di circuito. Negli ultimi quaranta chilometri inizia la giostra degli attacchi per la vittoria di tappa, e il primo a provarci è ovviamente Remco Evenepoel.

Sulla ruota del belga della Red Bull-BORA-hansgrohe si apposta subito Jonas Vingegaard, insieme a Oscar Onley (INEOS Grenadiers), Lenny Martinez (Bahrain-Victorious), Antoine L'Hote (Decathlon CMA CGM) e Senna Remijn (Alpecin Premier-Tech), con quest'ultimo che segue anche il successivo allungo di Evenepoel al passaggio sul traguardo. Al successivo ricongiungimento torna davanti anche Florian Lipowitz, compagno di squadra di Remco piazzato meglio in classifica. Il tedesco prova a sua volta a portare via un gruppetto in salita, ma gli uomini della Decathlon vanno a chiudere.
Jai Hindley torna davanti a fare il ritmo per i suoi due capitani, ma Vingegaard resta sempre vigilie nelle prime posizioni, seguendo anche il secondo scatto di Remco. Nessuno riesce a fare la differenza, e dopo lo scollinamento ci prova in contropiede Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), che è un po' più lontano in classifica ma non ha comunque lo spazio per andarsene. Red Bull e Visma contengono anche il successivo attacco di Marc Soler (UAE Team Emirates-XRG), e al terzultimo passaggio al Montjuïc si mette davanti Sepp Kuss a fare un ritmo più regolare e conservativo.
Ai -18 c'è spazio per un tentativo solitario di Tobias Svarre (Uno-X Mobility), dopo che il suo compagno Anthon Charmig non era riuscito ad andarsene in salita. Il danese classe 2004 guadagna una decina di secondi al passaggio sul traguardo, per poi essere raggiunto in salita da un terzetto composto da Soler, Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e Giulio Ciccone (Lidl-Trek). L'italiano passa per primo in cima e blinda la classifica dei gpm, ma alla sua ruota sono già sopraggiunti gli uomini di classifica.
Evenepoel ci riprova in discesa, seguito e stoppato da Vingegaard e Onley, e dopo l'ennesimo allungo di Lipowitz prima del traguardo la Red Bull desiste definitivamente. All'ultimo giro si fa vedere anche Enric Mas (Movistar), che però non ha le caratteristiche per fare la differenza su questi terreni. Vingegaard fa la discesa davanti per evitare rischi e impedire nuovi attacchi, poi Lipowitz torna davanti ma questa volta per tirare quel che resta del gruppo.
Dopo una lunga serie di scatti e controscatti mai risolutivi, si arriva a una volata ben più affollata del previsto. Arriva davanti al momento giusto Dorian Godon, rimasto sempre molto attento per tutto il giorno a non sprecare troppo, con Onley ad agire in suo favore. Il francese della INEOS Grenadiers deve però fare un primo sforzo per guadagnare posizioni alla curva ai -300, portandosi davanti per lanciare lo sprint ai 150 metri, testa a testa con Evenepoel. I due protagonisti della volata della prima tappa questa si fanno sorprendere dal terzo incomodo: Brady Gilmore esce all'ultimo, salta Godon prima del colpo di reni e si prende un successo di prestigio.
Prima vittoria nel World Tour per l'australiano della NSN, che aveva già raccolto ottimi risultati nelle gare minori e qualche piazzamento nelle corse di casa di inizio anno. Godon è secondo davanti a Evenepoel, mentre tra i primi dieci si infilano anche Luca Vergallito (Alpecin Premier-Tech) e Simone Gualdi (Lotto Intermarché), settimo e ottavo. Invariata la classifica generale: Vingegaard trionfa con 1'22" su Lenny Martinez e 1'30" su Lipowitz. Remco chiude quinto alle spalle di Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step).
