La Visma: "A volte abbiamo voluto la vittoria per Wout a tutti i costi, impariamo dagli errori"
Le dichiarazioni dei protagonisti della 13a tappa della Vuelta a España 2026: Wynants ammette gli errori del passato e celebra la sinergia tattica, mentre Brennan racconta il suo ruolo di gregario e la soddisfazione di servire un campione

Wout van Aert (Visma | Lease a Bike) si aggiudica la tredicesima tappa della Vuelta a España 2026, da Almuñécar a Loja, con uno sprint a due senza storia contro Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), unico superstite alla sua ruota dopo che il belga aveva piazzato la fiammata decisiva a 3.6 km dal traguardo. Il podio è completato da Matthew Brennan, che firma una giornata esemplare al servizio del proprio capitano prima di raccogliere la terza posizione sul traguardo. In quinta posizione si mette in luce l'italiano Vincenzo Albanese (EF Education-EasyPost), rimasto in lotta per la vittoria fino all'allungo definitivo di Van Aert.
La fuga di giornata, staccatasi sull'Alto de la Venta de la Cebada, ha riunito oltre quaranta corridori e ha animato tutta la seconda parte della tappa. Tra gli inseguitori, Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) consolida la settima posizione in classifica generale grazie all'ingresso nella fuga, mentre Gregor Mühlberger (Decathlon CMA CGM) si ritira, consentendo a tutti i corridori dalla nona piazza in poi di scalare una posizione. In classifica GPM Albanese aveva conquistato il primo posto sull'Alto del Legionario, mentre Brennan si era aggiudicato il traguardo volante di Tocon.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della tredicesima tappa della Vuelta a España 2026
Maarten Wynants (ds Visma | Lease a Bike): "A volte abbiamo sbagliato a volerlo troppo per Wout"
“Se si dovesse scrivere in anticipo uno scenario ideale, ci si avvicinerebbe moltissimo a questo. Rimane sempre emozionante, ma con Paret-Peintre avevamo un fuggitivo da sogno con noi” - ha dichiarato il direttore sportivo Maarten Wynants ai microfoni di VRT-. “È stato molto positivo che Matthew (Brennan) fosse nella fuga. Così davanti dovevamo faticare pochissimo e Wout poteva risparmiarsi in gruppo. Ogni volta avevamo la superiorità numerica, bello da vedere. Volevamo creare una superiorità numerica e non eravamo certi che ci sarebbe riuscito Matthew, che aveva segnalato di non sentirsi più al 100 per cento. Così Wout ha potuto saltare in avanti insieme ai migliori scalatori. In passato abbiamo già commesso un paio di volte l'errore di volerle la vittoria a tutti i costi per Wout e di prendere subito il controllo della corsa. Ogni tanto anche noi impariamo dai nostri errori” -ha aggiunto Wynants, sembrandosi riferire tra l'altro alla Dwars door Vlaanderen dell'anno scorso-. “Ha la grande forma. Era molto affamato dopo aver saltato il Tour. Quando Wout è in forma e si prende cura di sé al 100 per cento, si ottiene questo. Sarà uno dei favoriti al Mondiale. Questo è quello che speravamo in anticipo. Alla fine si è creata una sorta di sinergia tra loro. Quando si capiscono e si vogliono bene, succede questo.”
Wout van Aert: "A volte l'attacco è la migliore difesa"
“Ero appena al telefono con Sarah (la moglie) e i miei figli. Loro sono il sostegno di cui ho bisogno per fare questo. Il piano era di entrare nella fuga, perché era una tappa molto difficile da controllare -ha spiegato Van Aert ai microfoni di VRT-. Sapevamo che con Matthew (Brennan), Bruno (Armirail), Christophe (Laporte) e io avevamo alcuni ragazzi che sono molto bravi in tappe come questa. Per questo volevamo avere alcuni pedoni davanti per poter giocare. Ha funzionato perfettamente. Bruno (Armirail) e io abbiamo potuto stare in scia per gran parte della tappa perché avevamo Matty nel primo gruppo. Sull'ultima salita ho potuto fare il salto in avanti. Non ci spaventa sacrificarci l'uno per l'altro. Abbiamo continuato ad attaccare, e alla fine è riuscito. Come squadra oggi abbiamo fatto una masterclass. Non è mai facile quando sei davanti con più corridori. Con Matthew e io, gli altri non vogliono nemmeno arrivare in volata. Quindi l'attacco è la migliore difesa. Abbiamo sempre voluto creare una nuova situazione, prima che potessero metterci sulla difensiva. Avevo pianificato quell'attacco, sì. Quando prima della tappa guardavo il profilo, vedevo che c'era quel ultimo “kick” verso il paese. A quella distanza dal traguardo i corridori spesso cominciano già a pensare alla volata. Se riesci ad aprire un gap, gli altri cominciano a guardarsi. Valeva la pena provarci e con Valentin avevo un buon compagno. Per un corridore così leggero è molto esplosivo. Ha ancora resistito con forza, ma sono felice che sia andata bene. 15 vittorie? Wow, ne sono molto orgoglioso.”
Matthew Brennan: "Lavorare per Wout è ancora più bello di una vittoria"
“Che bella corsa oggi, no?” -ha detto Brennan ai microfoni di Eurosport- “Volevamo avere più uomini possibile davanti e mi sono sentito il candidato più adatto per farlo. Non credo di essere stato molto popolare nella fuga, ma sapevo di avere una superstar dietro di me.
La squadra ha lavorato per metterci nella migliore posizione possibile. Quando siamo arrivati in cima alla salita, sapevo cosa dovevo fare. Dovevamo prendere la corsa in mano, e lo abbiamo fatto. Abbiamo messo sotto pressione gli altri.
Questa vittoria era nell'aria da un po'. Lavorare oggi così per Wout è ancora più bello di una vittoria. Wout è straordinario, lavora incredibilmente duro, e non solo per se stesso. È davvero una superstar. Sono felice di aver dato oggi il mio contributo alla vittoria che meritava.”
Jarno Widar: "Sono contento di come ho corso questa tappa"
“I primi 20 chilometri non riuscivo a tenere il gruppo" -ha detto Widar ai microfoni di Sporza- "Ero surriscaldato. Ho avuto fortuna che la corsa si bloccasse. Subito dopo la cima ho potuto attaccare e nella discesa raggiungere la fuga di giornata. Poi ero contento che quei dieci corridori andassero via, perché ero al limite. Così ho potuto raffreddarmi un po' e stare a ruota. Il finale era torrido. Ero sul punto di avere i crampi, quindi dovevo essere parsimonioso con ogni sprint che facevo, per non toccare troppo presto quei valori di picco. Altrimenti i muscoli si sarebbero contratti. Mi aspettavo quell'attacco di Van Aert. Ero a ruota di Finn Fisher-Black, ma lui ha lasciato un varco. Ho provato a passarci sopra, ma ho sentito che sarei andato in crampo ed era meglio aspettare lo sprint. Brennan ha il maggior numero di vittorie WorldTour per la sua età e Wout è un campione. Quando attaccano a turno, sai che prima o poi la fanno franca. Ma sono soddisfatto di come ho corso questa tappa. Anche come squadra