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Tour de France 2026 - Analisi del percorso

Ecco la nostra guida con tutti i segreti, i trabocchetti e i punti chiave del percorso della Grande Boucle: si preannuncia una gara decisa quasi esclusivamente in montagna

Presentato il percorso del Tour de France 2026: una cronometro individuale (26 km), una cronometro a squadre (19 km; ricordiamo che debutta la formula sperimentata alla Parigi-Nizza, con il tempo preso sul primo corridore), tre tappe pirenaiche (a onor del vero piuttosto semplici), una tappa sul Massiccio Centrale, due sui Vosgi e quattro alpine; in tutto 3320.7 km con 53950 metri di dislivello. Nonostante spicchino alcune tappe molte ben pensate, il disegno complessivo appare sbilanciato, con troppe tappe di montagna (e di conseguenza alcune del tutto inutili) e, come quasi sempre, troppi pochi km cronometro, per di più infarciti a loro volta di salite.

Tutti i pregi e, soprattutto, i difetti potete approfondirli nell'acceso editoriale pubblicato a fine ottobre dopo la presentazione del percorso: (Il movimento vorticoso dei marrons glacés è) in crescendo. Per conoscere tutti i segreti del percorso, i dettagli delle salite e i possibili trabocchetti, trovate tutto qui sotto tappa per tappa. Come di consueto sono stati raccolti i dati di quasi tutte le asperità - anche minime - che movimentano il percorso, nonché corretti eventuali errori presenti nei dati ufficiali, a partire dalle stime sui metri di dislivello che sono decisamente enfatiche, soprattutto per le prime tappe nel nord della Francia.

Altimetria generale

 

Le tappe nel dettaglio

Sabato 4 luglio - 1a tappa: Barcellona - Barcellona (Cronometro a squadre - 19.6 km)

Altimetria 1a tappa

La prima giornata è subito importante: debutta al Tour la nuova formula della cronometro a squadre con il tempo preso individualmente. Il tracciato è sostanzialmente pianeggiante per quasi 16 km: soprattutto dopo i primi 5 un po' più complicati, i  9 km seguenti presentano solo 6 curve ad angolo retto a spezzare lunghissimi rettilinei. Avvicinandosi al Montjuic il tracciato torna un po' più tortuoso e si affronta un primo tratto in salita di 900 metri al 5.5%; raggiunto lo stadio olimpico gli si gira intorno, affrontando una breve discesa prima dell'ultimo strappo di 800 metri al 7%.

 

Domenica 5 luglio - 2a tappa: Tarragona - Barcellona (168.5 km)

Altimetria 2a tappa

Frazione di nuovo importante anche per la classifica e sicuramente dal finale spettacolare. I primi 85 km da Tarragona lungo mare sono semplici, anche se non perfettamente pianeggianti, poi le cose si complicano con la prima ascesa, la Côte de Begues (più semplice di quanto dichiarato, 6.5 km al 5.6%, max 8%). In vetta non c'è discesa, ma un fondovalle a favore seguito dalla agevole salita a El Pla del Pèlag (circa 5 km al 3.5%). A fine discesa si è già nell'area metropolitana di Barcellona, dove una salitella porta a Esplugues de Llobregat (circa 2 km al 3.5%), poco prima di entrare nel circuito finale, simile, ma non identico, a quello della tappa finale proposta ogni anno dalla Volta a Catalunya. L'ascesa principale è la Côte du Castell de Montjuïc (1.6 km al 9.3%, max 19%), seguita quasi subito dallo strappo di 700 metri all'8% che porta al traguardo nei pressi dello stadio olimpico, dove iniziano i due giri conclusivi. Si segnala che prima di affrontare di nuovo il muro si incontra una salitella di circa 1.7 km al 3%; lo scollinamento al castello avviene a soli 2.5 km dall'arrivo, risultando un ottimo trampolino di lancio. La nervosità del finale rende però possibile anche muoversi nei passaggi precedenti all'ultimo.

 

Lunedì 6 luglio - 3a tappa: Granollers - Les Angles (195.9 km)

Altimetria 3a tappa

Gli uomini di classifica dovranno ancora restare in guardia, avendo da percorrere una frazione di montagna, anche se abbastanza dolce, che peraltro coincide con il primo arrivo in salita di questo Tour. La partenza potrebbe già essere molto spettacolare, visto che si sale subito a Santa Eulàlia de Ronçana (circa 4.5 km al 3%), preambolo alla Côte de Sant Feliu de Codines (un po' più lunga del dato ufficiale, 8.2 Km al 4.5%). Dopo il GPM non si scende quasi per niente, dovendo poi salire il Coll de Cantalò (circa 7.5 km al 2.5%). Inizia un lungo tratto di fondovalle prima mosso dal alcune ondulazioni, poi di falsopiano regolare sempre più impegnativo che conduce nella seconda metà di corsa. A Ribes de Freser il falsopiano diventa salita e inizia l'ascesa di oltre 20 km verso la Collada de Toses: un primo tratto di 7 km al 4% porta a Planoles, dove si abbandona la strada principale per scendere 2 km e tornare a salire; dopo oltre 1 km al 2% inizia la salita ufficiale di 9.3 km al 6.5%, inizialmente pedalabile, poi tosta negli ultimi 4 km (media 9.2%, max 12%). È una salita importante, ma termina a poco meno di 70 km dal traguardo, dunque non dovrebbe succedere molto; tuttavia va anche detto che le salite seguenti sono molto meno temibili. In fondo ad una discesa veloce si resta in pianura per una dozzina di km con cui si rientra in Francia a Ur; qui inizia la salita al Col du Calvaire (11.4 km al 4.1%, max 8%). Si scende per circa 6 km, quindi si risale subito al Col de la Quillane (2 km al 4%, seguiti da 2 km quasi pianeggianti). Altri 4 km abbondanti di discesa portano direttamente ai piedi della salita finale, in tutto di 7.7 km al 3.8%, ma formalmente conteggiata solo nello strappo finale di 1.7 km al 6.5% (max 10%).

 

Martedì 7 luglio - 4a tappa: Carcassone - Foix (181.9 km)

Altimetria 4a tappa

Altra frazione pirenaica, per certi versi più impegnativa, ma l'arrivo non sarà in salita e le asperità più rilevanti distanti dal traguardo. Sarà perciò molto probabilmente una frazione da fughe, che però non dovrà essere sottovalutata dai big, visto che venendo così presto la classifica sarà ancora tutta da scrivere. Si parte con una dozzina di km lievemente mossi, quindi una ventina di km semplici prima di incontrare le prime ascese; in sequenza si scalano Col de Villerouge (quasi 9 km al 3% di media), Col de Bedos (3.3 km al 4.4%), Col des Fourches (2.2 km al 4.6%) e Col du Paradis (più lungo del dato ufficiale, 6.6 km al 3.9%). A fine discesa si percorrono meno di 20 km di fondovalle prima della salita lievemente più arcigna al Col de Coudons (11 km al 5.4%, max 8%). In vetta non si scende prima di aver attraversato quasi 20 km di altopiano lievemente ondulato, che termina valicando il Col de la Croix des Morts. A fine discesa 8 km di falsopiano portano all'inizio formale della salita al Col de Montsegur, ascesa chiave della tappa (6.9 km al 6.6%, max 10%) che termina a 35 km dal traguardo. La successiva discesa di 18 km - spezzata da una lieve contropendenza a Raissac (2.8 km al 2%), termina direttamente ai piedi di un'ultima lievissima asperità che termina in località Le Pradet (3.5 km al 2.5%). In cima mancano 12 km all'arrivo, prevalentemente a favore, con due altri brevi tratti in lieve ascesa a 2.5 km dall'arrivo e proprio negli ultimi 300 metri per raggiungere il traguardo.

 

Mercoledì 8 luglio - 5a tappa: Lannemezan - Pau (158.3 km)

Altimetria 5a tappa

Arriva al Tour la prima frazione per velocisti, anche se discretamente mossa nel finale. La frazione alterna tratti pianeggianti a tre blocchi ondulati. I primi 20 km sono velocissimi, in lieve discesa, poi in 15 km si incontra una prima sequenza di 5 zampellotti. Altri 25 km pianeggianti portano al blocco centrale di ondulazioni, una decina di lievi asperità in 40 km. Altri 20 km pianeggianti portano nel vivo della corsa, con lo strappo di Lamayou (circa 1 km al 7%) a 36 km dall'arrivo ad aprire l'ultimo blocco di asperità, anche quello più esigente; seguono lo strappo di Maure (600 metri al 9%) e la Côte de Baleix (1 km all'8.8%). Mancano ora 25 km ed inizia un tratto di circa 15 km con altre ondulazioni più morbide; si contano 4 brevi tratti in ascesa, di cui l'ultimo a Haute-Vue (500 metri al 6%). Alla fine della discesa resteranno 9 km perfettamente pianeggianti; l'ultima curva ad angolo retto a sinistra arriva a poco più di 1 km dall'arrivo, ma un paio di semicurve abbastanza pronunciate riducono il rettilineo finale a circa 500 metri.

 

Giovedì 9 luglio - 6a tappa:  Pau - Gavarnie-Gèdre (186 km)

Altimetria 6a tappa

Prima frazione di vera montagna, decisamente ben disegnata se fosse stata a fine Tour: il Tourmalet come penultima asperità prima di un finale pedalabile è sempre una garanzia, ma venendo come prima frazione di alta montagna e soltanto al sesto giorno, la probabilità che qualcuno rischi tutto da lontano è senz'altro più bassa, a meno che Pogacar non sia talmente superiore da voler mettere subito in chiaro le cose. Dopo 50 km sostanzialmente pianeggianti si incontrano le prime brevi asperità: la Côte de Loucroup (1.9 km al 7.1%, max 10%; segue un altro strappo di 700 metri al 5%), lo strappo non segnalato di Haut de la Côte (1.5 km al 6.5%, max 8%) e l'ascesa di 7 km in due tronconi composta dalla Côte de Mauvezin (3.3 km al 6.4%, max 8%) e il tratto verso Capvern (2.8 km al 3.9%). Senza incontrare discese, si percorrono 25 km quasi pianeggianti fino ai piedi del Col d'Aspin (12 km al 6.5%): sono duri soprattutto gli ultimi 6 km (media 7.7%, max 10%). La discesa sarà da pedalare, soprattutto nella parte finale e porta direttamente ai piedi della salita finale al Tourmalet, in tutto di 17.1 km al 7.3%: dopo un primo tratto pedalabile, le pendenze si fanno più cattive negli ultimi 13 km (media 8.6%); il tratto più duro (spesso in doppia cifra ma costante, max 11%) è quello che precede il transito dalla stazione sciistica di La Mongie, a 4 km dalla fine; da sottolineare anche che l'ultimo km si corre sopra i 2000 metri di altitudine. Al termine dei 19 km di discesa inizia quasi subito l'ascesa finale, molto pedalabile, verso Gavarnie (18.7 km al 3.7%): una breve punta al 10% si incontra appena imboccata la salita, poi si incontrano molti tratti quasi pianeggianti fino a 10.5 km dal traguardo, quando la strada si fa più propriamente in salita (lunghi tratti al 5/6%, max 8%).
 

 

Venerdì 10 luglio - 7a tappa: Hagetmau - Bordeaux (175.1 km)

Altimetria 7a tappa

Arriva una nuova frazione per velocisti, stavolta quasi del tutto priva di difficoltà. Il percorso è spezzato dalla sola facile Côte de Béguey, posta a 38 km dal traguardo. Anche planimetricamente la volata sarà poco ostacolata: un paio di rotonde precedono l'arco dei 5 km al traguardo; subito dopo 3 curve ad angolo retto immettono sul ponte sulla Garonna, dopo il quale si incontra l'ultima curva a destra. Gli ultimi 3700 metri si svolgono tutti lungo fiume e sono un unico rettilineo che devia leggermente verso destra, con un paio di semicurve dopo l'arco dei 2 km all'arrivo; il traguardo compare alla vista del gruppo a 500 metri dalla fine. Sarà una volata velocissima.

 

Sabato 11 luglio - 8a tappa: Périgueux - Bergerac (180.4 km)

Altimetria 8a tappa

Altra tappa per velocisti, leggermente più mossa, ma comunque apparentemente scontata. Le poche dolci asperità sono lontane una dall'altra e l'ultima, la Côte de Buisson-de-Caudouin, termina a 40 km esatti dal traguardo. La differenza principale rispetto alla tappa precedente è il finale: si incontra una curva ad angolo retto a destra a 3.7 km dall'arrivo, una rotonda 400 metri più avanti e una curva a destra a 2.4 km dal traguardo; dopo un lungo rettilineo arriva un'altra curva a destra subito prima della flamme rouge e un'ultima per entrare nel rettilineo finale di 500 metri.

 

Domenica 12 luglio - 9a tappa: Malemort - Ussel (185.5 km)

Altimetria 9a tappa

La prima settimana si chiude con una tappa molto usurante (oltre 3000 metri di dislivello), che propone però le difficoltà principali lontano dal traguardo e dovrebbe quindi essere terreno per fughe. Pronti via si sale a Jugeals-Nazareth (circa 5 km al 2.5% irregolari), quindi a Puy Boubou (circa 3 km al 4%) e La Croix d'Antignac (circa 5.5 km al 4%), prima della più lunga salita di Les Quatre Routes (10 km al 3.2%). Si respira per un po' con un tratto in altopiano di falsopiani, una lunga discesa e 8 km di pianura. Poi si entra nel vivo con la Côte de Naves (2.3 km al 7.4%, max 12%), immediatamente seguita da un lungo tratto in salita di oltre 20 km: un primo segmento di 4 km al 4.8% porta al Puy de Lachaud, quindi la strada resta in falsopiano irregolare per 9 km; dopo un tratto in lieve discesa si sale a Chaumeil per 3 km al 3.2%, quindi si scende di nuovo per alcuni metri fino ai piedi del Suc au May (ignorando il dato ufficiale, 4 km al 7.4%; primo tratto di 2.7 km al 9.5%, max 20%). La salita è tosta ma mancheranno ancora 80 km all'arrivo; dopo una lunga discesa interrotta da un paio di contropendenza si imbocca la Côte de la Croix du Pey (ignorando il dato ufficiale 7 km al 5%), altro momento importante della corsa che termina a 56 km dal traguardo: dopo i primi 1500 metri tosti (due strappi con punte al 10%), la strada scende per 500 metri fino all'inizio formale della salita; il tratto più duro è di circa 1800 metri all'8%, max 10%, quando mancano un paio di km alla vetta. La strada rimane in falsopiano per quasi 4 km e la successiva discesa è di soli 3 km. Da qui la strada rimane sempre ondulata e da un certo momento in avanti quasi sempre in salita: ufficialmente il Mont Bessou è misurato nel solo strappo finale di 900 metri al 7.3% (max 11%), ma di fatto la strada è prevalentemente all'insù da oltre 18 km (media 1.6%). Mancano ora 24.5 km all'arrivo e i corridori incontrano finalmente 8 km di discesa (anche se alcuni tratti sono da pedalare) seguiti però da un'ulteriore asperità fino a Les Buigeottes (circa 2 km al 5%), buon trampolino a 14 km dalla fine. Restano 6 km di falsopiano a scendere, un altro zampellotto a 6.5 km dal traguardo e ancora strada a favore fino poco oltre la flamme rouge; gli ultimi 800 metri sono di nuovo all'insù (4/5%).

 

Lunedì 13 luglio - Riposo

 

Martedì 14 luglio - 10a tappa: Aurillac - Le Lioran (166.6 km)

Altimetria 10a tappa

Com'è già avvenuto più volte, il giorno della festa nazionale viene occupato da una dura tappa sul Massiccio Centrale. Nella fattispecie viene riprodotto in buona parte il finale della tappa di due anni fa vinta da Vingegaard, anche se meno terribile tanto nella lunghezza e durezza complessiva quanto per la scelta di un versante più semplice per valicare il Pas de Peyrol. La partenza è anche stavolta subito complicata da salitelle verso Roannes-Saint-Mary (2.5 km al 3.2%) e L'Enseigne (5 km al 2.7%), subito seguite da un muretto nel centro di Marcolès (900 metri al 9%). Il percorso si fa lievemente più semplice, ma sempre mosso, per una trentina di km, quindi si sale a Carlat (circa 4 km al 3.3%). Un paio di denti precedono la discesa, dopo la quale si incontrano le prime pendenze della Côte de Pailherols (9 km al 4.3%, sono duri gli ultimi 3.2 km al 7.2%). 13 km ondulati precedono la discesa di 4 km; quindi la strada risale subito con oltre 5 km di duro falsopiano prima della salita vera e propria al Col de la Griffoul (5.9 km al 6.7%; dopo il GPM la strada sale per un altro km), immediatamente seguito dalla parte finale del Col de Prat de Bouc (ignorando il dato ufficiale, 3.2 km al 6%); a fine discesa si sale subito la Côte de Murat (5.2 km al 5.3%; il GPM in verità è a 1 km dal Col d'Entremont), a cui segue quasi immediatamente (dopo 5 km di falsopiano) la salita a Pas de Peyrol: in tutto sono 7.8 km al 6%, divisi tra un primo tratto di 3.7 km al 6% fino al Col de Serre e un'ultima rampa di 2.2 km al 9% (max 11%). Pur non essendo il versante più duro, questo potrebbe già essere un buon punto per attaccare dal momento che mancano appena 31 km dal traguardo, anche perché le difficoltà sono appena cominciate. La successiva discesa di 12 km potrebbe essa stessa fare la differenza e conduce direttamente ai piedi della salita seguente, il Col de Pertus, 4.4 km all'8.5% con una prima rampa di 2.3 km al 10% (max 13%) seguita da un breve tratto di respiro e gli ultimi 1800 metri al 9%. Qui ormai mancano meno di 15 km, utili più ad ampliare i distacchi che ad attaccare ulteriormente: come da manuale, infatti, a queste tre salite molto ripide segue quella pedalabile del Col de Font de Cère (3.3 km al 5.8%), con scollinamento a 2.7 km dall'arrivo. Rimangono solo la breve discesa e l'ultima contropendenza fino al traguardo di 500 metri al 7%.

 

Mercoledì 15 luglio - 11a tappa: Vichy - Nevers (161.3 km)

Altimetria 11a tappa

Tornano di scena i velocisti, con la classica frazione da Tour mai perfettamente pianeggiante, ma priva di vere asperità. Le ultime lievissime ondulazioni (che comunque non avranno quasi certamente alcun effetto sulla corsa) terminano a 10 km dal traguardo. Un tratto che va più o meno dai 6.5 km ai 3.5 km dall'arrivo è piuttosto “lento” con qualche tratto tortuoso che complica le cose; poi si incontra un lungo rettilineo, chiuso da due ampie curve (dove forse non si toccheranno nemmeno i freni) che precedono la flamme rouge; si entra quindi nel rettilineo finale, interrotto da una rotonda che non dovrebbe ostacolare la marcia dei corridori.

 

Giovedì 16 luglio - 12a tappa: Circuit Nevers Magny-Cours - Chalon-sur-Saône (179.1 km)

Altimetria 12a tappa

Frazione analoga alla precedente, ma con qualche ostacolo altimetrico in più. Potrebbe essere, per esempio, una tappa in cui si forma una fuga più numerosa e complicata da riprendere. D'altronde si parte subito con continue ondulazioni il tratto che va dal km 40 al km 70 è un po' più pianeggiante, ma poi cominciano salitelle più sostanziose, alcune delle quali contraddistinte da GPM: la Côte de Lanty (ignorando il dato ufficiale 1.6 km al 4.2%), Côte des Bois de Luzy (in tutto 3.5 km: 2.8 km al 2% seguiti da 700 metri al 5%), Côte de Cuzy (2.4 km al 4.5%, max 10%), Côte du Bois des Teilles (3.5 km al 2.5%), Côte de La Villa Sirot (800 metri al 4%). Il percorso lascia tregua per una ventina di km, poi si sale a La Galoche (3.5 km al 3%), Les Baudots (1.2 km al 3.5%) e infine la Côte de Montagny-les-Buxy (2.6 km al 4.3%), ultima asperità a poco meno di 20 km dall'arrivo. Gli ultimi 16 sono pianeggianti. Dopo la neutralizzazione a 5 km dall'arrivo inizia una fase complicata con una rotonda, spartitraffico, un paio di cavalcavia e un dosso artificiale, prima di una curva ad angolo retto a destra ed una a gomito a sinistra, quando mancano 2.3 km all'arrivo. Questi ultimi sono pressoché rettilinei, l'arrivo non si vede fino agli ultimi 500 metri solo per lievi cambi di direzione.

 

Venerdì 17 luglio - 13a tappa: Dole - Belfort (205.8 km)

Altimetria 13a tappa

Si torna a salire, con una tappa da interpretare che potrebbe veder vincere una fuga lunga gittata, un velocista resistente in capo ad un gruppo selezionato o anche un big in avanscoperta (difficile, ma non impossibile). Il tracciato è praticamente pianeggiante per 150 km, poi ci si inoltra nei Vosgi con il facile Col des Croix (5.1 km al 4.8%, max 7%), seguito poi dal più intrigante Ballon d'Alsace: non è una salita terribile, ma è salita vera, di 8.9 km al 6.9% e pendenza costante tra il 7% e il 9% per buona parte dell'ascesa. Lo scollinamento avviene a 30 km dal traguardo di cui una dozzina sono però di discesa, anche buona per fare ulteriore confusione. I 18 km che restano non sono pochi, ma sono molto veloci (per 10 km si scende con una media del -1.5%); per eventuali colpi di mano può servire lo zampellotto di 800 metri al 5% (max 11%) posto a 4 km dall'arrivo.

 

Sabato 18 luglio - 14a tappa: Mulhouse - Le Markstein/Fellering (155.3 km)

Altimetria 14a tappa

Si resta sui Vosgi per una frazione molto esigente che tornerà a distanza di molti giorni a scrivere la classifica in modo netto. D'altronde sommare 3800 metri di dislivello in circa 140 km senza essere sulle Alpi vuol dire proprio metterla giù dura. Dopo 8 km pianeggianti la strada sale già al 2/3% fino al traguardo volante di Wattwiller, poco prima di imboccare la lunga ascesa al Grand Ballon: sono in tutto 21.5 km al 4.8%, ma falsati da un paio di discese; prima si raggiunge il Col de Herrenfluh (6.2 km al 6.6%, max 9%), quindi si scende per quasi 1 km e si sale Hartmannswillerkopf (1.3 km al 6.5%, max 8%); qui si va spediti (tra falsopiano e tratti di vera discesa) per oltre 4 km, prima dell'ultimo duro tratto di 6.6 km al 7.8% (max 10%). Segue una lunga discesa di 25 km, transitando anche dal traguardo una prima volta, con lunghi tratti da pedalare. A Kruth si torna subito a salire prima verso il Col d'Oderen (6.7 km al 5.9%, max 10%; formalmente incluso nella salita seguente) poi, dopo 1300 metri di disceva, verso il Col du Page (1.7 km all'8.5%, max 10%). Dopo una discesa insidiosa e 5 km in fondovalle si sale al Ballon d'Alsace dallo stesso versante della tappa precedente (8.9 km al 6.9%, max 9%). Al termine di una discesa tecnica e ripida, si entra nella fase un po' più soft della tappa: si resta in valle per una dozzina di km, quindi si sale al Col du Schirm (3.7 km al 5.4%, max 8%) e al Col de Hundsruck (3.7 km al 5.3%, max 7%); dopo una discesa di 6 km si incontra un altro tratto sostanzialmente pianeggiante di 7 km, ultima quiete prima della dura salita finale al Col du Haag, di fatto il versante nascosto e più duro del Grand Ballon: in tutto sono 11.2 km al 7.3%, ma la pendenza è piuttosto irregolare; si comincia già con un tratto tosto di 4 km all'8.8%, poi si incontra una breve discesa prima di risalire per gli ultimi 6.2 km all'8.2%; un paio di tratti di falsopiano riducono la media e ci sono in verità numerosissimi tratti in doppia cifra (punte fino al 14%) soprattutto negli ultimi 1700 metri (media 11%). Attenzione a perdere qualche metro in quest'ultima rampa: se il serbatoio è già vuoto, gli ultimi 6 km da pedalare (solo alcuni tratti sono di lieve discesa) possono consentire di ampliare molto i distacchi a chi è in avanscoperta.

 

Domenica 19 luglio - 15a tappa:  Champagnole - Plateau de Solaison (183.9 km)

Altimetria 15a tappa

Si chiude questo trittico della seconda settimana arrivando sulle Alpi. Si tratta di una frazione piuttosto interessante, non tremendamente dura, che potrebbe consentire di inventarsi qualcosa da lontano, anche se la salita finale basta da sola a fare selezione. Anche se di salite vere ce ne sono poche, di fatto c'è anche pochissima pianura fin dall'inizio e si accumulano di nuovo quasi 4000 metri di dislivello. Pronti via si sale per 1.5 km al 5.5% (max 9%), poi 3 km più avanti inizia la lunga e pedalabile salita a gradoni del Col de la Savine (17.7 km al 2.2%, max 7%). Si scende per 6.5 km fino a Morez dove si incontra una salitella di quasi 1 km al 4% (max 8%); subito dopo inizia una salita di quasi 15 km divisa fra la Côte des Rousses (più dura del dato ufficiale, 7 km al 5.3%, max 7%) e altri 7 km di falsopiano fino a Le Tabagnoz. Da qui inizia una lunga discesa di oltre 30 km, con lunghi tratti da pedalare e qualche contropendenza, al termine della quale inizia una fase centrale di salitelle brevi e dolci, ma senza soluzione di continuità; nell'ordine: Le Cret (circa 3.5 km al 4%), Gresin (circa 4.5 km al 4%), Vulbens (4.8 km al 3.2%) e Le Chable (5.5 km al 2.9%). Inizia a questo punto la salita chiave della corsa, il Col de la Croisette: in tutto sono 7.6 km all'8.8%, divisi tra un primo tratto di 3 km più pedalabile (media 4.7%, max 9%) e l'impennata conteggiata ufficialmente come salita (4.7 km all'11.2%), che dopo un primo km sopportabile resta costantemente sopra il 10% (max 14%). In vetta mancano 48 km che non sono tantissimi, anche perché, dopo 8 km di discesa tecnica, la strada impenna ancora per la ripida Côte du Mont (2.1 km all'8.3%; la strada in verità sale ulteriormente dopo il GPM per quasi 1 km al 4%). La discesa di oltre 15 km, anche se con qualche tratto da pedalare, termina a 21 km dall'arrivo, quando ne mancano meno di 10 per imboccare l'ascesa finale, ragion per cui la Croisette non è poi così lontana dal traguardo e può davvero essere un nodo fondamentale della tappa. Altrimenti tutto si deciderà sulla già nota salita al Plateau de Solaison, che quest'anno debutta anche al Tour: in tutto sono 11.3 km al 9%, di cui i più duri sono i primi 5 km al 10.2% (max 12%); il tratto successivo (media 8.4%) è più irregolare e alterna rampe in doppia cifra (max 12%) a tratti più pedalabili.

 

Lunedì 20 luglio - Riposo

 

Martedì 21 luglio - 16a tappa: Thonon-les-Bains - Evian-les-Bains (Cronometro individuale - 26.1 km)

Altimetria 16a tappa

Giornata fondamentale per la classifica, anche se di fatto non favorisce i corridori forti a cronometro, o comunque lo fa solo parzialmente. La prova è infatti divisa tra 10 km di salita, una successiva discesa di 6 km anche molto tecnica (soprattutto da fare in una crono) e solo negli ultimi 9 km quasi pianeggiante e favorevole agli specialisti (seppur con una planimetria anche qui piuttosto complicata. C'è da dire che la salita è pedalabile dunque non è di grande aiuto agli scalatori più puri, ma comunque è una cronometro che quasi sicuramente verrà vinta da un uomo di classifica e non necessariamente quello più cronoman, ma piuttosto quello più in forma all'inizio dell'ultima settimana e, soprattutto, all'indomani del sempre rischioso giorno di riposo. Nel dettaglio la salita comincia regolare per 5 km (media 4.5%), poi spiana per 2.5 km (media 2.8%) ed ha pendenze un po' più pronunciate per 2 km (media 5%, max 7%), prima di ridiventare falsopiano negli ultimi metri verso il GPM. Da segnalare che prima della discesa si resta in altopiano per quasi 2 km.

 

Mercoledì 22 luglio - 17a tappa: Chambéry - Voiron (174.7 km)

Altimetria 17a tappa

Frazione piuttosto indecifrabile, in cui i velocisti potrebbero anche giocarsela, ma sarà difficilissima da tenere chiusa a questo punto del Tour, con squadre decimate e forze ridotte al lumicino. Dopo 10 km pianeggianti, la strada inizia a salire dolcemente per oltre 15 km (media 2.5%, in mezzo si assegna un GPM sulla Côte de Bassa). 8 km lievemente mossi portano ai piedi del Col des Prés: in tutto sarebbero 16 km al 3.5%; dopo 2 km al 5% si incontra il GPM della Côte de Rossillon, poi la strada spiana per 1500 metri, quindi risale pedalabile per 6.5 km (media 3.1%, con un breve passaggio al 10%); altri 2.5 km pianeggianti portano all'ultimo tratto di 3.5 km al 6.6% (meno ripida del dato ufficiale, max 8%). Seguono quasi 16 km di discesa interrotti a meta dalla Côte de Saint-Jean-d'Arvey (più dura del dato ufficiale, 1.2 km al 7.5%, max 12%). Dopo alcuni km di pianura si inizia a salire molto dolcemente fino al Col de Cuoz (13 km al 2.6%, max 7%). Mancano a questo punto 90 km al traguardo privi di altre salite degne di menzione ma comunque non pianeggianti. La situazione si ricomplica nel finale, con la salitella di Charnècles (1.2 km al 3.5%) a 14 km dall'arrivo e quella de La Commanderie (2.6 km al 4%) che termina a ridosso di Voiron, quando mancano poco più di 3 km. Tra i 1500 metri all'arrivo e il rettilineo finale di 350 metri si incontrano 4 curve ad angolo retto; le ultime centinaia di metri sono anche in lieve ascesa (2% ca).

 

Giovedì 23 luglio - 18a tappa: Voiron - Orcieres-Merlette (185.2 km)

Altimetria 18a tappa

Frazione di “quasi montagna” abbastanza inutile, dove non succederà niente fra i big e probabilmente il successo andrà ad un fuggitivo della prima ora. Dopo 25 km pianeggianti inizia la Côte d'Engins (ignorando il dato ufficiale, 12 km al 5.4%, max 7%), in vetta alla quale la strada resta in falsopiano per altri 15 km (media 2.1%, max 6%) fino a Saint-Nizier-du-Moucherotte. Dopo 15 km di discesa si incontra lo strappo di Claix (1.3 km al 6.5%, max 10%), quindi altri 3 km di discesa. Si respira per una decina di km, quindi si entra in una fase molto nervosa, aperta dalla lunga Côte de Monteynard (più lunga del dato ufficiale, 11 km al 5%), seguita poi da una serie di brevi salite in successione tra cui: Col de la Festinière (3.2 km al 4.8%), Côte des Terrasses (3.4 km al 6.6%, max 10%), Quet-en-Beaumont (4.5 km al 3.2%), Corps (500 metri al 7%). Dopo la discesa di Motty inizia un tratto sull'altopiano di Champsaur di circa 30 km, con brevi salite a Chauffayer (2 km al 4.5%, max 8%) e Brutinel (700 metri al 6%). La corsa si rifà più tosta con la Côte de Saint-Léger-les-Mélèzes (un po' più lunga del dato ufficiale, 3 km al 6.7%, max 10%), seguita da quasi 4 km di discesa pedalabile e 5 km di falsopiano (media 1.6%), prima di iniziare la salita finale, che inizia molto prima rispetto al punto ufficiale: in tutto sono 10.3 km al 6.1%, con un primo tratto di 1300 metri al 5.7%, 2.2 km pedalabili al 4.2% e il tratto finale di 6.8 km al 6.9% (max 9%).

 

Venerdì 24 luglio - 19a tappa: Gap - L'Alpe d'Huez (127.9 km)

Altimetria 19a tappa

Frazione breve ed intensa, che ha il suo focus sulla tradizionalissima ascesa finale all'Alpe, ma non può dirsi unipuerto: in meno di 130 km si accumulano 3500 metri di dislivello. Pronti via si sale il tosto Col Bayard (i primi km si coprono in trasferimento; restano 4.7 km al 7.2%, con un tratto di 2 km al 9.4%, max 11%). A fine discesa si incontra lo strappo di Poligny (1.5 km al 6.5%, max 10%), antipasto del duro Col du Noyer (più lungo del dato ufficiale, 7.5 km all'8.2%; molto duri gli ultimi due con una rampa al 14%). Dopo questi primi 25 km infuocati che possono far danni, comincia una lunga fase di avvicinamento al finale, priva di asperità tremende, ma anche con pochissima pianura. La strada è prevalentemente in discesa per 28 km, poi si torno a salire verso Corps (2.7 km al 6%); seguono 25 km mossi con dislivelli più marcati a Les Souchons (2 km al 4.5%, max 8%) e Valbonnais (1.5 km al 6%). 11 km di falsopiano piuttosto impegnativo (media 2.6%) comincia ufficialmente la salita al Col d'Ornon (5.4 km al 6.4%, max 8%). Dopo la successiva discesa di 10.5 km, in appena 4 km di pianura si arriva ai piedi dell'Alpe d'Huez: in tutto sono 13.8 km all'8.1%, molto tosti i primi 2.5 (media 10.5%, max 12%), poi costantemente all'8/9% fino all'ingresso nella stazione sciistica nella quale si percorrono gli ultimi 2 km più semplici.

 

Sabato 25 luglio - 20a tappa: Le Bourg d'Oisans - L'Alpe d'Huez (170.9 km)

Altimetria 20a tappa

È il tappone di questo Tour de France: un tracciato classico (la mitica tappa di Les Deux Alpes del ‘98 era molto simile) ma rinnovato dall’inserimento del Col de Sarenne come strada alternativa per arriva all'Alpe d'Huez. Ad Allemond, dopo 5 km pianeggianti, un primo dente di 1 km al 5% (max 8%) supera il dislivello della diga del Verney e un paio di km dopo un altro dente di 1 km al 4% precede l'imbocco del Col de la Croix de Fer (qualcosa in più del dato ufficiale, 24.1 km al 5.3%), il primo gigante di questa tappa; la pendenza media è a dir poco ingannevole, visto che due sensibili tratti di discesa fanno perdere quasi 200 dei metri di dislivello guadagnati: il primo troncone è misurabile in circa 5.5 km all'8.4% (max 11%) ed è seguito da quasi 2 km di falsopiano; 1500 metri di ripida discesa anticipano il tratto più ripido di quasi 5 km al 9% (max 13%) che procede in modo irregolare; la pendenza poi cala progressivamente fino al 5% fino a chiudere questo secondo troncone dopo complessivi 8.8 km al 7.1%; un nuovo tratto in discesa di circa 1500 metri al 4% precede l'ultimo strappo di 5.1 km al 6.6% (max 10%) con cui si arriva al GPM ad oltre 2000 metri. La successiva discesa di 29 km alterna tratti molto tecnici ad alcuni addirittura in salita, anche piuttosto lunghi. Bastano una dozzina di km di fondovalle per arrivare ai piedi del Galibier; come sarà noto ai più, la lunga ascesa (35 km) è spezzata in due dal Col du Tèlégraphe, che occupa i primi 11.9 km al 7.1%, mantenendo soprattutto nella prima parte pendenze tra l'8% e il 9%. Una breve e pedalabile discesa porta a Valloire dove la salita riparte per i successivi 18 km al 6.9%: un primo strappo di circa 2 km, 2 km di falsopiano e altri 5 km di salita anticipano il tratto finale, quasi tutto sopra i 2000 metri, che porta da Plan Lachat alla vetta in 8 km all'8.3% (max 12%). Il Galibier è tradizionalmente uno dei mostri sacri del Tour, nonché una di quelle salite che ti prendono per sfinimento, perfette per attaccare da lontano e qui sarà posta a 60 km dall'arrivo, senza che ci sia più pianura per andare al traguardo. Dopo 27 km di discesa si percorrono soltanto 6 km di falsopiano (comunque prevalentemte a favore) prima di iniziare la salita al Col de Sarenne: ignorando il dato ufficiale sono in tutto 13 km al 7.3%, ma la media è ancora una volta ingannevole; si parte con una dura rampa di 1200 metri all'11.5% (max 15%), seguita da 700 metri pedalabili (media 3%) e 500 metri di discesa; arriva quindi un altro tratto duro di 2 km al 9.3% (max 13%), seguito a sua volta da 1500 metri di falsopiano (media 2.3%); negli ultimi 7 km la pendenza rimane stabilmente arcigna, con una media dell'8.5% e punte fino al 14% negli ultimi 3 km, che sono i più tosti. Dopo 3 km di discesa, si arriva all'altiporto dell'Alpe d'Huez con un tratto in salita irregolare di 3.4 km al 3% (max 9%); quindi si scende per 4.5 km, in modo da tornare sul versante classico della salita e affrontarne gli ultimi 3.7 km al 6.2% di media (primi 2 km all'8.2%, max 11%). Con circa 5500 metri di dislivello complessivo è la tappa più dura del Tour.

 

Domenica 26 luglio - 21a tappa: Thoiry - Paris/Champs Elysées (130 km)

Altimetria 21a tappa

Come l'anno passato, l'ultima frazione replica in piccolo il tracciato della prova olimpica del 2024; rispetto all'anno passato è stata però leggermente modificata, per dare spazio ai velocisti di richiudere su eventuali attaccanti. Non sono banali già le prime ondulazioni del tratto in linea, su tutte la salitella di Sainte-Apolline (3.5 km al 3.1%) e la Côte du Pavè des Gardes (700 mt al 9.7%). Giunti sul traguardo si affronteranno quattro giri tradizionali, con la lieve pendenza fino all'Arco di Trionfo su lastricato, il ritorno e il sottopasso del Louvre. Seguiranno a questi tre giri più ampi, che arrivati all'Arco di Triondo deviano per andare ad affrontare la Côte de la Butte Montmartre (ignorando il dato ufficiale, 1.1 km al 5.9% in pavè). Lo scollinamento avviene a 10.3 km dal traguardo, occupati dalla discesa e dal ritorno all'Arco di Trionfo per poi completare il giro.

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.