Moto perpetuo: il secondo Elia Viviani e la ciclovia del Tagliamento nella terza uscita di Muri
Muri torna domani con la sua terza uscita. Questa settimana la newsletter di Cicloweb segue l'evoluzione di un campione che cambia pelle senza mai fermarsi e quella di un territorio che preserva la sua anima selvaggia
Alla sua terza uscita, la nuova newsletter di Cicloweb si mette a ruota di Elia Viviani, che dopo una carriera di successi tra strada e pista si è subito rimesso in gioco come general manager delle nazionali azzurre e come direttore sportivo, e propone ai cicloturisti un itinerario lungo l'ultimo fiume “libero" delle Alpi.
Per iscriverti alla newsletter, basta cliccare su questo link e fornire la tua mail per ricevere il terzo numero di Muri domani mattina.

Elia Viviani vede ancora il futuro: dalla Sanremo di Ganna alla generazione Los Angeles
A pochi giorni dal suo 37° compleanno, Elia Viviani non ha scelto la strada del riposo. Con un piede nella gestione tecnica della Ineos Grenadiers e l'altro nel ruolo di team manager delle nazionali italiane, ci ha concesso un'intervista per raccontarsi nei nuovi percorsi che ha iniziato in una pausa tra le sessioni dell'Europeo su pista di Konya 2026. Non è solo il racconto di una "seconda vita" professionale, ma un'analisi lucida su come si stia evolvendo il ciclismo e cosa viene chiesto ai corridori.
Nell'intervista, Viviani affronta i temi caldi del gruppo attuale: l'esasperazione dei numeri che accorcia le carriere, la pressione precoce sui giovani e la sfida di portare Filippo Ganna alla conquista della Sanremo. Un dialogo che guarda dritto verso Los Angeles, cercando di individuare chi, tra i nuovi volti come Jonathan Milan o il giovane Alessio Magagnotti, saprà raccogliere il suo testimone.
La ciclovia del Tagliamento: in bici lungo il fiume che respira
Dalla frenesia del professionismo al ritmo lento della natura. Il secondo viaggio di questa uscita ci porta in Friuli-Venezia Giulia, lungo la FVG6. Il protagonista è il Tagliamento, l'ultimo grande fiume alpino d'Europa a scorrere libero, senza argini artificiali.
Un itinerario di 187 chilometri, dalle Dolomiti Friulane fino all'abbraccio con l'Adriatico a Lignano Sabbiadoro. Non è solo una guida tecnica tra sterrati e borghi di pietra, ma un invito a riscoprire il cicloturismo come forma di libertà assoluta. Un percorso dedicato a chi, in sella, cerca ancora il senso dell'esplorazione e la bellezza di ciò che non è stato addomesticato.

Se vi è venuta voglia di leggerla e non siete ancora iscritti, il link è qui.
