Demi Vollering vince a Belleville-en-Beaujolais ©FDJ-SUEZ
Demi Vollering vince a Belleville-en-Beaujolais ©FDJ-SUEZ

Il podio è qui. Dopo le prime differenze nella cronometro, la quinta tappa del Tour de France regala grande spettacolo e rivolta completamente la classifica generale, emettendo i primi verdetti. La vittoria va a Demi Vollering, che ha fatto saltare in aria la corsa sulle ultime due salite di giornata, orchestrando molto bene l'azione con la sua squadra, la FDJ United-SUEZ, rappresentata nella fuga numerosa che si era sganciata per poter proseguire dopo il primo attacco.

La campionessa europea ha fatto fin da subito una netta selezione, stanando chi non aveva le gambe per competere per la maglia gialla. Tra queste c'è anche Pauline Ferrand-Prévot, lontanissima dal livello del 2025, ma anche Anna van der Breggen e Paula Blasi hanno perso oltre due minuti, mentre Elisa Longo Borghini ha fatto meglio della compagna di squadra ma ha comunque pagato dazio. Le uniche a non cedere mai il passo nei confronti di Vollering sono state Kasia Niewiadoma, che sul traguardo di Belleville-en-Beaujolais ha anche rischiato di vincere anticipando la volata, e una solidissima Marlen Reusser, che difende la sua maglia in una delle tappe più dure in assoluto. 

Marlen Reusser in maglia gialla ©ASO
Marlen Reusser in maglia gialla ©ASO

Tour de France 2026, la cronaca della quinta tappa

Dopo la partenza da Mâcon si sale subito verso la Côte de Cenves (9.6 km al 4.5%), il primo degli otto gpm distribuiti in 140 chilometri. Prima di arrivare alla salita c'è una piccola caduta in cui vengono rallentate anche Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM) e Demi Vollering (FDJ United-SUEZ), che non hanno conseguenze fisiche ma ci mettono un po' a risalire il gruppo, mentre davanti c'è subito il blocco della Visma Lease a Bike. Non ci sono attacchi per portare via una fuga su questo seconda categoria, e Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech) può sprintare senza opposizione per i 5 punti che rafforzano la sua maglia a pois.

Subito dopo il gpm ci prova in solitaria Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek), che ieri ha perso tempo nella cronometro e vuole provare a tornare in classifica. La neozelandese viene ripresa già sulla Col de la Croix de l'Orme, dove il gruppo si fraziona per un attimo ma non si forma ancora una fuga consistente. Prima dello sprint intermedio di Monsols riesce a prendere un po' di vantaggio Carlotta Cipressi (Human Powered Health), mentre Lorena Wiebes (Team SD Worx-Protime) è ancora lì e si prende 20 punti per la maglia verde. 

Tra la cima del Col de Fontmartin (3.7 km al 5.5%) e la successiva discesa si sgancia un gruppo numeroso e pericoloso per la tappa e per la classifica. Insieme a Pieterse, a Fisher-Black con Riejanne Markus e Amanda Spratt (Lidl-Trek) e alla campionessa del mondo Magdeleine Vallieres con la compagna Noemi Rüegg (EF Education-Oatly), tra le più attive sulle salite precedenti, davanti ci sono anche Niedermaier, Femke de Vries con Sarah Van Dam (Team Visma Lease a Bike) e Dominika Włodarczyk con Maeva Squiban (UAE Team L'IMAD). Completano il gruppo Nienke Vinke (Team SD Worx-Protime), Lore De Schepper e Justine Ghekiere (AG Insurance-Soudal), Thalita de Jong (Human Powered Health), Célia Le Mouël (Ma Petite Entreprise), Franziska Koch e Juliette Berthet (FDJ United-SUEZ), ma anche la squadra della maglia gialla è rappresentata da Liane Lippert

La Movistar accetta la situazione, mentre la FDJ United-SUEZ si mette a tirare per cercare di contenere il distacco, che dopo la Côte de Pruzilly è di circa 1'40". Dai -60 inizia il tratto più lungo senza salite categorizzate, in cui ci sono dei saliscendi ma il terreno è adatto per organizzare un inseguimento. Il gap resta a lungo stabile, poi quando arriva la giovane Paula Ostiz a dare una mano scende fino a 1'20", mentre davanti sono soprattutto Lidl, EF e UAE a darsi da fare. Squiban allunga nei primi metri del Col de Durbize (3.7 km al 5.8%), senza però fare molta selezione nel gruppo di testa, mentre dietro Évita Muzic alza ancora il volume.

Vollering fa la differenza, Reusser non molla

La corsa esplode definitivamente nel chilometro duro che porta in cima alla salita: Włodarczyk screma la fuga, portandosi dietro De Vries, Niedermaier, Vallieres, Fisher-Black e Lippert, mentre dietro Célia Gery aumenta ancora l'andatura per lanciare l'attacco di Demi Vollering. Cedono prima Cédrine Kerbaol (EF Education-Oatly) e Kim Le Court (AG Insurance-Soudal), poi anche Anna van der Breggen (Team SD Worx-Protime) e soprattutto Pauline Ferrand-Prévot (Team Visma Lease a Bike) mentre sia Paula Blasi che Elisa Longo Borghini (UAE Team L'IMAD) vanno in difficoltà sul cambio di ritmo della campionessa europea. Le uniche a seguire sono Kasia Niewiadoma (Canyon//SRAM), Isabella Holmgren (Lidl-Trek) e la maglia gialla Marlen Reusser (Movistar Team), che non mostra segni di cedimento prima dello scollinamento. 

Vollering trova al momento giusto una moto in maglia di campionessa tedesca: Koch riporta il gruppetto delle migliori su quello di testa, a cui nel frattempo si erano riaggiunte anche Pieterse, De Jong, Vinke, Spratt, Ghekiere, Le Mouël e soprattutto Berthet. A una trentina di secondi ci sono Longo Borghini e Blasi con Le Court, attese da Squiban per provare a limitare i danni, così come Van Dam e Rüegg aiutano Ferrand-Prévot e Kerbaol, il cui svantaggio però supera il minuto. Reusser batte Vollering allo sprint intermedio che assegna secondi di abbuono, precedente alla salita finale, mentre Lippert e Koch esauriscono il loro lavoro. 

Berthet porta tutte ai piedi del Mont Brouilly (2.9 km al 7.6%), dove Vollering prova ripetutamente a rimanere da sola, prima in progressione e poi con un paio di cambi di ritmo. Via via si staccano Fisher-Black, De Vries, Włodarczyk, Niedermaier e Holmgren, mentre Niewiadoma risponde alla grande e Reusser trova il suo ritmo, lascia qualche metro in paio di circostanze ma non molla mai. Allo scollinamento sono rimaste in tre, e la maglia gialla è ancora lì

Dopo una discesa abbastanza tecnica, non c'è più spazio per fare differenze tra le tre davanti, che si giocano la vittoria in una volata a tre. Reusser viene lasciata davanti all'ingresso nell'ultimo chilometro, mentre Niewiadoma rimane in terza posizione per provare a giocarsi le sue carte nel finale. La polacca anticipa ai 400 metri, e per un paio di secondi c'è nessuna reazione. Tocca a Vollering partire lunga per andare a chiudere il buco, riuscendo a prendere la scia negli ultimi metri 100, completando il recupero per vincere la tappa, la sua quarta in carriera al Tour de France.

Reusser è seconda e perde complessivamente 2", considerando quello che aveva guadagnato allo sprint per gli abbuoni. Niewiadoma va vicinissima alla prima vittoria di tappa in carriera, ma ora ha 1'23" sul quarto posto, occupato dalla sua compagna Niedermaier. La tedesca arriva con Włodarczyk e Holmgren a 45", mentre a 1'12" c'è il gruppetto con De Vries, ora ottava. Le Court e Longo Borghini chiudono a 1'43", mentre Blasi perde altri 44" dalla compagna di squadra, tre posizioni in classifica e la maglia bianca. Kerbaol, Van der Breggen e Ferrand-Prévot perdono 2'35": la campionessa uscente ora è a cinque minuti dalla maglia gialla.

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