
Dylan Oranje Ranger: Groenewegen mette tutti in fila alla Bredene Koksijde Classic
Il corridore olandese avvicina la soglia delle 80 vittorie da professionista con una volata imperiosa. Battuti Ackermann e Bittner. Luca Mozzato (7°) è il migliore degli italiani
Le volate sono ancora il suo mestiere: opposto a una concorrenza di buonissimo livello, Dylan Groenewegen torna al successo dopo il blitz di inizio stagione sulle strade spagnole, aggiudicandosi una movimentata Bredene Koksijde Classic, una delle poche occasioni a disposizione degli sprinter nella campagna belga di primavera. In fondo a una corsa piuttosto tirata - scandita negli ultimi 65 chilometri dall'attacco di un sestetto che si è arreso soltanto a ridosso del triangolo rosso - il 32enne olandese della Unibet ROSE Rockets doma al meglio il vento contrario che spira sul rettilineo d'arrivo, spalancando il gas negli ultimi 100 metri. Alle sue spalle, lotta serrata per il podio: il fotofinish dà ragione a Pascal Ackermann, che si lascia alle spalle Pavel Bittner e Steffen de Schuyteneer. 7° posto per il migliore degli italiani, Luca Mozzato, che conquistò questa corsa nel 2024.
La cronaca della Bredene Koskijde Classic
La campagna belga prosegue con un'altra corsa potenzialmente adatta alle ruote veloci che, per le ragioni più disparate, non parteciperanno alla Milano-Sanremo: la 24ª Bredene Koksijde Classic (Ostenda-Koksijde, 203,4 km) si sviluppa interamente nella regione delle Fiandre Occidentali. Percorso avaro di spunti nei primi 75 chilometri, in cui la carovana dovrà comunque fronteggiare i capricci del vento, prima della doppia sequenza di salite e strappi che, almeno in teoria, dovrebbe appesantire le gambe delle ruote veloci: uno dopo l'altro, si scalano lo Schomminkelstraat (3,1 km al 3,7% di media e un picco dell'11,7%), il Baneberg (2 chilometri che salgono al 4,8% di media e si spingono fino all'11,2%), il Monteberg (1500 metri, pendenza media del 4,4% con un tratto che supera di poco l'8%), il Kemmelberg (altri 1500 metri al 6,6% che si arrampicano fino al 16%) e il più morbido Scherpenberg (1600 metri con una pendenza media del 3% che raggiungono il 7% in cima). Scesi dalla giostra dei muri a circa 100 km dalla fine, i corridori rientrano gradualmente verso la costa per affrontare un circuito finale di 11,4 chilometri da ripetere tre volte. L'ultima curva (ad angolo retto) è posizionata a 350 metri dalla linea bianca.
Tre uomini all'attacco dopo una manciata di chilometri dalla partenza: i belgi Gianni Marchand (Tarteletto-Isorex) e Victor Vercouillie (Flanders-Baloise) dall'olandese Max Kroonen (BEAT Cycling presented by Saxo), tenuti sotto controllo dal gruppo, che procede senza scossoni per un centinaio di chilometri. Superati i muri, però, la tensione sale vertiginosamente per il vento laterale: la comitiva si spezza in più parti. Nel frattempo, c'è chi prova ad avvantaggiarsi: esaurite in breve tempo le sortite dei belgi Vito Braet (Lotto-Intermarché), Dries De Bondt (Jayco-AlUla) e Ceriel Desal (Soudal Quick-Step), ci provano con più costrutto altri due corridori di casa, Yorben Laurissen (Tarteletto) e Warre Vangheluwe (Soudal), che riusciranno ad agganciare gli ormai esausti battistrada. I lunghi rettilinei esposti alle raffiche trasversali creano le condizioni per un'imboscata potenzialmente pericolosa di altri 11 uomini, scattati a poco meno di 80 chilometri dalla fine: il belga Yves Lampaert (Soudal), i francesi Axel Huens (Unibet ROSE Rockets) e Alexis Renard (Lotto), il lituano Aivaras Mikutis (Tudor), il norvegese Jonas Hem Hvideberg (Uno-X Mobility), l'olandese Roel van Sintmartseensdijk (Lotto), il portoghese Rui Oliveira (UAE Emirates-XRG), lo sloveno Luka Mezgec (Jayco) e i tedeschi Jonas Müller (Unibet) e Max Walscheid (Lidl-Trek). Neppure il tempo di raggiungere la testa della corsa che il gruppo (o quel che ne resta) si riporta in scia: tutto da rifare a poco meno di 50 chilometri dall'ingresso nel circuito finale.
I cambi di direzione consentono di attenuare gli effetti di Eolo e, conseguentemente, di riportare la quiete nei ranghi. Lo stallo, però, dura pochissimo: ai -66 dalla fine, entrano in azione il belga Michiel Coppens (BEAT) e il danese Henrik Pedersen (Uno-X Mobility), a cui si accoderanno i belgi Cedric Beullens (Lotto), Gil Gelders (Soudal) e Jelle Vermoote (Tarteletto) e il francese Rayan Boulahoite (TotalEnergies). Il sestetto riceve il via libera dal gruppo, costretto a fronteggiare nuovamente l'insidia dei ventagli a una cinquantina di chilometri dalla fine: qualcuno resta indietro, ma il grosso della compagnia si ricompatta poco prima di entrare nell'anello conclusivo.

Per intanto, però, il sestetto al comando procede di buona lena, viaggiando con un margine superiore al minuto in vista degli ultimi 40 chilometri. Nel frattempo, le squadre dei velocisti iniziano gradualmente a prendere l'iniziativa: la UAE Emirates-XRG - in corsa con il colombiano Juan Sebastian Moláno (UAE Emirates-XRG) - cede il testimone ai Cofidis - che puntano invece sul polacco Stanisław Aniołkowski (Cofidis) - supportati a loro volta dagli uomini della PicNic PostNL, che schierano il ceco Pavel Bittner (PicNic PostNL) e l'olandese Fabio Jakobsen (PicNic), e dagli Alpecin-Premier Tech, al servizio del belga Gerbert Thijssen (Alpecin-Premier Tech). Gli inseguitori impostano una velocità di crociera che consente di tenere sotto controllo l'azione di Beullens, Boulahoite, Coppens, Gelders, Pedersen e Vermoote: vantaggio appena superiore al minuto al primo passaggio sotto lo striscione d'arrivo.
Tocca al tedesco Nils Politt (UAE Emirates) - spalleggiato dagli uomini della Unibet ROSE Rockets, in gara con l'olandese Dylan Groenewegen (Unibet ROSE Rockets) - scandire i tempi dell'inseguimento, che procede comunque secondo i piani: ritardo di 45" al secondo passaggio. Nel frattempo, si è registrata una caduta ai -24: a terra tre uomini, tra i quali il norvegese Erlend Blikra (Uno-X Mobility), uno degli uomini da seguire nell'annunciato sprint di gruppo. Lo scandinavo - assistito da un compagno di squadra - riaggancerà il gruppo nello spazio di pochi chilometri.
Il profilo tortuoso del circuito conclusivo rallenta i tempi del riaggancio, anche se la tendenza è favorevole a chi rincorre: 31" da recuperare ai -16, che scendono a 18" al suono della campana. Oltretutto, la truppa al comando ha cominciato a perdere pezzi: Vermoote si sfila a poco meno di 15 chilometri dalla fine.
Ad ogni modo, gli uomini di testa decidono di vendere la pelle a carissimo prezzo, difendendosi soprattutto nel tratto di strada alla periferia di Koksijde, punteggiato dalle dune: ancora 11" da difendere ai -6. Mentre Jakobsen si chiama anzitempo fuori dai giochi, tutti gli altri devono spendersi al massimo per non lasciarsi sfuggire l'opportunità di arrivare in volata: ancora 10" a separare i fuggitivi dal gruppo, che approfitta di un lungo rettilineo per avvicinarsi ai primi. A un passo dal riaggancio, Pedersen prova a proseguire da solo prima di essere raggiunto da Beullens. Tutto inutile: gruppo compatto a 1500 metri dall'arrivo.
I Lidl-Trek - in pista con il campione uscente, il belga Edward Theuns (Lidl) - avanzano in vista dell'ultimo chilometro prima di cedere il testimone agli Unibet. Il vento contrario sul rettilineo d'arrivo rischia di compromettere i piani delle ruote veloci, che devono valutare attentamente il momento giusto per partire. Theuns prova a uscire ai 200 metri prima di rimbalzare indietro. A centro strada spuntano Groenewegen e Bittner, incalzati dal tedesco Pascal Ackermann (Jayco-AlUla). L'ex campione nazionale olandese esce di prepotenza negli ultimi 75 metri e conquista il suo 2° successo del 2026 (il 79° da professionista), regolando Ackermann, Bittner e il belga Steffen de Schuyteneer (Lotto), giunti l'uno di fianco all'altro. A seguire il tedesco Max Kanter (XDS-Astana), Aniołkowski, l'italiano Luca Mozzato (Tudor), Renard, l'altro francese Jason Tesson (TotalEnergies) e Thijssen.
