Simon Yates, vincitore del Giro d'Italia 2026 (CorVos)
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Fulmine a ciel sereno: Simon Yates annuncia il proprio ritiro

Il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia ha anninciato, a sorpresa, il proprio ritiro dalle competizioni con effetto immediato

Incredibile, ma vero: Simon Yates ha annunciato il proprio ritiro, con effetto immediato, dalle competizioni. A nemmeno sette mesi dal trionfo all'ultimo Giro d'Italia, con l'impresa firmata sul Colle delle Finestre, il 33enne di Bury ha deciso di dire basta; e lo ha fatto affidando le proprie ragioni a un messaggio, pubblicato nel pomeriggio di mercoledì 7 gennaio dalla Visma-Lease A Bike.

Ho preso la decisione di ritirarmi dal ciclismo professionistico", l'attacco della lettera di addio di Simon Yates. “A molti potrà sembrare una notizia sorprendente, ma non è una decisione che ho preso a cuor leggero. Ci ho pensato a lungo e, ora, penso sia il momento giusto per fare indietro da questo sport”, ha spiegato il 33enne britannico, vincitore della Vuelta di Spagna 2018, di 6 tappe al Giro, 3 al Tour de France - l'ultima a luglio, nel giorno della festa nazionale, a Puy de Sancy e 2 nella corsa a tappe iberica.

“Mi avete permesso di riscrivere la mia storia”

La lettera è, più che altro, una lista di ringraziamenti, a partire da quella che, fino a oggi, era la sua squadra, e proseguendo con la famiglia e - ovviamente - i tifosi, ma, leggendola, è possibile intuire quali possano essere state le ragioni di una scelta di questo tipo: con la conquista di quella Maglia Rosa, che Yates aveva dovuto cedere sette anni prima su quello stesso Colle delle Finestre che lo ha poi incoronato vincitore del Giro 2025, Simon ha verosimilmente considerato come compiuto il proprio “viaggio”, come lo chiama lui stesso alla fine della lettera, nel ciclismo professionistico.

Grazie alla mia squadra, per aver compreso e supportato la mia decisione di fermarmi ora. Mi avete concesso l'opportunità di riscrivere la mia storia e, con fiducia e convinzione, lo abbiamo fatto insieme”. Questo senso di compiutezza, di aver chiuso un cerchio, unito al desiderio di stare più vicino alla famiglia ("Le assenze e i compleanni mancati non sono mai stati facili: vi devo molto più di quanto potrò mai esprimere a parole"), devono aver spinto Yates a una decisione arrivata, al contrario di tantissimi altri sportivi di alto livello, all'apice della carriera.

Mi ritiro dal ciclismo professionistico con profondo orgoglio e un senso di pace”, le parole scelte dal britannico per l'ultimo paragrafo della sua lettera. “Questo capitolo della mia vita mi ha dato molto di più di quanto avrei potuto immaginare: ricordi e momenti che porterò con me a lungo".

Simon Yates in maglia rossa, al termine della Vuelta a Espana 2018 (Getty Images)
Simon Yates in maglia rossa, al termine della Vuelta a Espana 2018 (Getty Images)

36 vittorie in 12 stagioni da professionista

Di ricordi da portare con sé, in effetti, Simon Philip Yates, nato a Bury il 7 agosto 1992, ne ha parecchi. Tra i corridori più talentuosi sfornati dal periodo più prolifico nella storia del ciclismo britannico, Yates è passato professionista con la Orica-GreenEdge all'inizio della stagione 2014, dopo aver impressionato l'anno precedente tanto al Tour de l'Avenir, in cui vinse due frazioni consecutive, a Morzine e a Châtel, quanto al Tour of Britain, chiuso sul gradino più basso del podio, con tanto di vittoria di tappa sullo strappo di Haytor. Sempre in quella stagione, Yates conquistò la medaglia d'oro nella corsa a punti, ai Mondiali di ciclismo su pista di Minsk del 2013.

La prima vittoria con la maglia della GreenEdge, squadra a cui Yates è rimasto legato praticamente per tutta la carriera, è arrivata nella stagione 2016, durante la quale Yates subì una squalifica di quattro mesi, per una positività alla terbutalina, riscontrata nel corso della Parigi-Nizza di quell'anno. Rientrato alle corse al Giro di Polonia, Yates colse il primo successo in GreenEdge alla Ordiziako Klasika del 2016, un mese in anticipo rispetto al primo degli 11 successi di tappa che il Folletto di Bury ha collezionato nei Grandi Giri: in solitaria, a Ribera Sacra, al termine della sesta tappa della Vuelta a España, davanti a Luis León Sánchez e Fabio Felline.

Quella Vuelta Yates la cocluse al sesto posto, primo piazzamento nella top ten di un GT; il secondo sarebbe arrivato dieci mesi più tardi, al termine del Tour de France 2017 vinto da Chris Froome, che Yates concluse in maglia bianca. Maglia che, l'anno precedente, era finita sulle spalle del fratello e compagno di squadra (fino al 2020) Adam, quarto al termine della Grande Boucle 2016.

Simon Yates, maglia bianca, e Chris Froome, in giallo, sul podio di Parigi del Tour de France 2017 (AP)
Simon Yates, maglia bianca, e Chris Froome, in giallo, sul podio di Parigi del Tour de France 2017 (AP)

L'anno di svolta nella carriera di Simon è il 2018. Il primo capitolo pesante di quella stagione, Simon lo scrive al Giro d'Italia: emerso come terzo incomodo dell'annunciato duello per la maglia rosa tra Chris Froome e Tom Dumoulin, Yates domina in lungo e in largo quel Giro, vincendo la nona, l'undicesima e la quindicesima tappa al Gran Sasso, a Osimo e a Sappada, prima di crollare nel corso della frazione del Colle delle Finestre, entrata di diritto nella storia del Giro d'Italia. In crisi dopo l'attacco di Froome a più di 80 km dal traguardo, Yates arrivò a Bardonecchia, in maglia rosa, quasi 39' dopo il proprio connazionale, che con quell'azione si aggiudicò, di fatto, quel Giro.

Dimostrando un carattere fuori dal comune, Simon Yates si prese una pesante rivincita qualche mese dopo, al Vuelta a España 2018, a cui prese parte dopo aver vinto una tappa e aver concluso al secondo posto il Giro di Polonia. Indossata la maglia rossa una prima volta dopo l'arrivo di La Covatilla e poi, di nuovo, al termine della 14a tappa, vinta dal britannico a Nava, Yates arrivò in rosso a Madrid, con 1'46" di vantaggio su Enric Mas e 2'04" su Miguel Angel Lopez. Quel rovescio al Giro d'Italia, però, doveva essere ancora redento.

Il primo tentativo, l'anno successivo, si concluse con l'ottavo posto finale e due secondi posti di tappa, nella cronoscalata del San Luca vinta da Primož Roglič (in cui Yates scelte di partire tra gli ultimi, al contrario degli altri favoriti) e a Courmayeur. Al successivo Tour de France, Yates colse due successi di tappa, dopo essere uscito praticamente subito di classifica. L'anno giusto per la rivincita pareva essere il 2020. Vinta la Tirreno-Adriatico, posticipata a settembre causa pandemia, Yates dimostrò inattese difficoltà già nelle prime tappe di quello storico Giro ottobrino, prima di essere costretto al ritiro da una positività a un test covid.

Il podio della Tirreno Adriatico 2020, vinta da Simon Yates
Il podio della Tirreno Adriatico 2020, vinta da Simon Yates

L'avvicinamento all'edizione successiva non fu troppo differente, grazie al successo al Tour of the Alps, ma questa volta Yates riuscì a centrare il podio finale, in rimonta, alle spalle di un inarrivabile Egan Bernal e di un sorprendente Damiano Caruso, con la gemma della vittoria nella 19a tappa, all'Alpe di Mera. A testimonianza dell'ossessione per quel Giro perso così malamente, Yates si presentò al via anche dell'edizione 2022: dopo un'ottima partenza, con tanto di vittoria nella cronometro di Budapest, Yates iniziò ad accusare problemi al ginocchio, che lo costrinsero prima a uscire di classifica, poi ad abbandonare la corsa durante la 17a tappa, quattro giorni dopo aver vinto in solitaria l'avvincente frazione di Torino.

Quarto al Tour de France 2023, a 12 minuti e mezzo da Jonas Vingegaard e a un minuto e mezzo dal fratello Adam (con tanto di meme dei due gemelli in sincrono), Yates ha vissuto la sua prima stagione davvero negativa l'anno successivo: solo due vittorie, nella tappa decisiva e nella classifica generale dell'AlUla Tour, tanto da portare l'ormai 32enne britannico a una scelta drastica: quella di lasciare, dopo undici anni, la squadra con cui aveva sempre corso da professionista.

Riducendosi l'ingaggio, Simon è così approdato alla Visma-Lease A Bike, con il duplice obiettivo di essere capitano dei gialloneri al Giro d'Italia e di supportare Vingegaard al Tour de France. Quanto fruttuosa si sia rivelata questa scelta lo sappiamo già, con l'attacco decisivo su quello stesso Colle delle Finestre che lo aveva respinto sette anni prima e il trionfo a Sestriere nella penultima tappa del Giro 2025. L'ultima vittoria delle 36 vittorie da professionista di Yates è arrivata al Tour de France, nella tappa sul Massiccio Centrale, mentre le ultime corse a cui il britannico ha preso parte, senza concluderle, sono state le due classiche canadesi dello scorso settembre.

Da campione uscente, nemmeno quaranta giorni fa, Simon Yates ha partecipato alla cerimonia di presentazione del percorso del Giro d'Italia 2026: “Tornare al Giro mi piacerebbe tantissimo, è una corsa che amo”, disse in quell'occasione. Dichiarazioni di circostanza, visto che, quasi certamente, nella testa del Folletto di Bury stava già trovando spazio l'idea di dire basta, ufficializzata a sopresa oggi.

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Marco Francia
Nonostante tutto, il ciclismo è la mia unica passione.