Simon Yates © Team Visma | Lease a Bike
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Niermann: “Yates irrimpiazzabile. Durante il periodo natalizio, è venuto da noi dicendo...”

Il responsabile corse della Visma-Lease a Bike spiega come il ritiro improvviso di Yates abbia stravolto la pianificazione 2026 del team: "Sarebbe stato meglio saperlo a settembre, ma meglio dirlo ora che crollare tra due o tre mesi..."

La notizia di settimana scorsa del ritiro improvviso di Simon Yates, arrivata appena sette giorni dopo l’inizio della nuova stagione, ha colpito duramente la Visma-Lease a Bike. Il britannico, vincitore di due Grandi Giri e trionfatore al Giro d’Italia 2025, era una pedina centrale nei piani del team neerlandese, sia come leader alla Parigi-Nizza sia come uomo chiave al Tour de France al fianco di Jonas Vingegaard.

A margine della presentazione della squadra e del media day di La Nucia, il responsabile delle corse Grischa Niermann ha raccontato a Cyclingnews come la decisione di Yates, comunicata durante il periodo natalizio, abbia costretto la squadra a rivedere programmi già definiti da mesi.

Grischa Niermann ©Team Visma | Lease a Bike
Grischa Niermann ©Team Visma | Lease a Bike

“Non era una casella che avevamo spuntato prima di Natale”

“È stato ovviamente molto sorprendente”, ha spiegato Niermann, sottolineando come il ritiro non fosse stato anticipato da segnali evidenti. “Da una parte c’erano alcuni giorni in cui avevamo intuito che forse sarebbe arrivato con questa decisione, ma resta una notizia sorprendente e sfortunata per noi.

La pianificazione della stagione era infatti già chiusa. “Avevamo programmato il 2026 già da settembre e tra fine novembre e inizio dicembre era tutto definito e condiviso con i corridori. Tutti questi piani includevano ancora Simon”, ha aggiunto. “Poi, durante il periodo natalizio, è venuto da noi dicendo che voleva chiudere la sua carriera.

Il ribaltone di Simon Yates sul Colle delle Finestre © Profilo Instagram Giro d'Italia
Il ribaltone di Simon Yates sul Colle delle Finestre © Profilo Instagram Giro d'Italia

Una scelta che il team ha deciso di rispettare. “Dobbiamo accettarlo e lo facciamo, anche ringraziandolo per quello che ha dato alla squadra, a partire dalla grande vittoria al Giro d’Italia dello scorso anno. Ma questo significa anche che dobbiamo adattare alcuni piani”.

“È parte del nostro lavoro adattarci”

Secondo Niermann, la necessità di modificare programmi consolidati fa parte della quotidianità di una squadra WorldTour.Nel ciclismo bisogna sempre adattarsi e fare nuovi piani. Non dobbiamo cambiare tutto, ma sicuramente le corse in cui Simon era previsto sì”.

Il vuoto lasciato da Yates riguarda appuntamenti chiave. “Al Tour de France servirà qualcun altro, e lui era anche il nostro leader alla Parigi-Nizza. Dobbiamo decidere ora come affrontare queste situazioni”, ha spiegato, ricordando come infortuni e imprevisti costringano spesso i team a rivedere le scelte in corso d’opera. “Fa parte del mio lavoro, del nostro lavoro”.

“Irrimpiazzabile”

La tempistica del ritiro rende però impossibile intervenire sul mercato. Simon è irrimpiazzabile, ha ammesso Niermann. “Anche perché, al momento, non possiamo sostituirlo nemmeno volendo. Non c’è la possibilità di firmare un corridore e non c’è nessuno sul mercato che possa rimpiazzare Simon Yates.

Un concetto ribadito anche dal CEO Richard Plugge, che ha riconosciuto come una comunicazione anticipata avrebbe facilitato le cose. “Certo, sarebbe stato meglio se ce lo avesse detto a settembre, ma non possiamo soffermarci troppo su questo. È andata così”.

Niermann ha infine spiegato perché, una volta ricevuta la chiamata di Yates, non ci sia stato alcun tentativo di fargli cambiare idea. “Quando qualcuno ti dice che vuole smettere, non puoi rispondere ‘non farlo’. In un certo senso, sono quasi più contento che abbia preso questa decisione ora, piuttosto che scoprire tra due o tre mesi di non riuscire più a reggere mentalmente.

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