
Giro del mondo in bici: Monica Consolini torna a Lazise dopo 2 anni
Il racconto di cento settimane in solitaria tra pioggia, incidenti e incontri straordinari
Cento settimane fa, il 13 gennaio 2024, Monica Consolini lasciava le rive del Lago di Garda, a cavallo di una bici carica di borse e aspettative. Davanti a lei, si spalancavano 31mila chilometri da percorrere in solitaria, attraversando continenti, ecosistemi e confini. In una parola, il mondo. Ora, Monica è tornata. E sabato, la sua Lazise si prepara a riabbracciarla con una grande festa.
Il giro del mondo in solitaria
Trentacinque anni, ingegnere energetico e guida ambientale, quella di Monica Consolini è stata un'impresa fuori scala: completare il giro del mondo in bici, da sola. Un viaggio durato due anni esatti, low budget e completamente autofinanziato, portando con sé solo l'essenziale: tenda e sacco a pelo, un pentolino per cucinare e pochissimo altro.
La traversata, seguita da migliaia di persone attraverso i profili social RidesmileS, è diventata, settimana dopo settimana, un diario collettivo, fatto di pioggia, mappe e fatica: “Due anni sono volati, sono stati molto intensi e non ho ancora realizzato di aver finito il viaggio”, racconta Monica al Corriere del Veneto, alla vigilia del rientro.
La solitudine non ha mai trovato troppo spazio: “Non avevo tempo di sentirla. Ogni giorno impiegavo tre ore per montare e smontare la tenda, cercare cibo e acqua. Poi, dovevo pedalare per una ottantina di chilometri”.
Il tragitto è stato un caleidoscopio di culture, climi estremi e paesaggi dalla bellezza abbagliante. Dall’Est Europa ai Balcani, passando per la Turchia e l’Asia Centrale, Monica ha attraversato Paesi come Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan, spingendosi fino alle steppe della Mongolia e alla Cina. Chilometri di strada che si perde all'orizzonte, dove ogni confine è una prova, prima ancora che una linea sulla carta geografica.
Dalle steppe all'oceano

Dalle steppe all’oceano
Pedalando verso Est, Monica ha percorso la costa balcanica, attraversando la Turchia e la Georgia, fino ad arrivare nel cuore dell’Asia. Kazakhstan, Tagikistan, Kirghizistan e ancora Kazakhstan, poi la Mongolia, dove nell’estate del 2024 è stata fermata da una polmonite. “È un Paese in cui voglio tornare. Non sono riuscita a percorrerlo come avrei voluto”, spiega. Da lì il volo verso la Cina.
Nell’autunno successivo il cambio di continente: Nord America, con Canada e Stati Uniti percorsi spesso sotto una pioggia incessante: “Ho pedalato per tre mesi sotto l’acqua, ma ho visto le meraviglie del pianeta”. Poi ancora, all’inizio del 2025, l’ingresso in America Latina: Ecuador, Perù, Bolivia, e giù fino in Cile e Argentina.
Proprio in Perù, nel febbraio 2025, uno degli episodi più duri del viaggio: “Un cavo della corrente è caduto a terra e ha impigliato la bicicletta: sono caduta di faccia, mi sono rotta un polso e un incisivo”. Incidenti che non hanno però spento la voglia di avventura.
In ottobre, Monica è rientrata in Europa. Qui ha percorso il nostro continente pedalando tra Spagna e Portogallo, quindi in Italia: Sardegna, Corsica e infine il litorale tirrenico, fino agli ultimi chilometri verso casa.
Il ritorno a Lazise

Il “gran rientro” avverrà sabato 17 gennaio 2026. L’appuntamento è alle ore 10:30 presso il Centro Giovanile di via Balladoro, lo stesso luogo da cui tutto era iniziato due anni fa. Consolini pedalerà per gli ultimi chilometri partendo da Peschiera del Garda, scortata per l’occasione da una pattuglia in bicicletta della Polizia Locale.
Ad attenderla ci saranno la mamma Graziella, l’Amministrazione comunale e una folla di amici e sostenitori che l’hanno accompagnata lungo il viaggio, virtualmente e qualche volta anche dal vivo.
Il viaggio è quasi finito, almeno per ora. Ripensando a questi due anni straordinari, Monica si porterà nel cuore la generosità e l’ospitalità delle persone che l'anno accolta, soprattutto nei momenti più delicati.
