Il 31° Giro di Sardegna, in calendario dal 25 febbraio al 1° marzo, si concluderà a Olbia © Sito Internet Regione Sardegna
Corse

Il ciclismo italiano ritrova il Giro di Sardegna dopo tre lustri. I percorsi nel dettaglio

Tappa per tappa, scopriamo la corsa isolana che aprirà la Coppa Italia delle Regioni 2026.

14.01.2026 20:11

L'isola che c'è, finalmente: dopo 15 anni di assenza, il Giro di Sardegna ritrova il suo posto in calendario. Dall'Asinara alla Gallura, ecco il profilo completo della gara a tappe - in programma dal 25 febbraio al 1° marzo - che inaugurerà la Coppa Italia delle Regioni 2026. Cartine alla mano, i velocisti dovrebbero essere protagonisti in tre occasioni. L'arrivo di Nuoro sarà invece decisivo per designare l'erede di Peter Sagan, ultimo vincitore della corsa nel lontano 2011. 

Le tappe del Giro di Sardegna

1ª tappa (25/2, Castelsardo-Bosa, 189,5 km)

La cinque giorni sarda si aprirà con una frazione nient'affatto scontata, che porterà la carovana dal Golfo dell'Asinara alla provincia di Oristano. Traguardo a Bosa, che ha ospitato nel 2007 un arrivo di tappa: finì in volata con il successo di Robbie McEwen. L'epilogo allo sprint, però, non è affatto scontato: il percorso si presenta particolarmente accidentato fin dai primi chilometri, con le scalate a Osilo e Ossi, concentrate nello spazio di 20 chilometri, che assegneranno i primi punti della classifica degli scalatori. Dopo una fase di alleggerimento, che porterà i corridori a lambire ancora il mare, si sale ancora per affrontare l'ultimo GPM di giornata: Villanova-Monteleone, un 2ª categoria posizionato a quasi 60 km da Bosa. Le incursioni nell'entroterra potrebbero mettere in difficoltà le ruote veloci, ma il terreno per rimontare non manca affatto.

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Il profilo della Castelsardo-Bosa © Lega del ciclismo professionistico

2ª tappa (26/2, Oristano-Carbonia, 136,2 km)

La Sardegna occidentale ospita il secondo giorno di corsa, che assomiglia al primo per le difficoltà disseminate lungo il cammino, ma se ne discosta per l'esiguo chilometraggio. Inizio morbido con vista sulla Laguna di Marceddì, poi una lunga digressione nel Medio Campidano che propone le ascese a Genna Sciria (3ª categoria) e al Passo Bidderdi, quest'ultimo non abbinato alla classifica dei GPM. Una volta entrati nel Sulcis-Iglesiente, il tracciato si indurisce di nuovo: uno dopo l'altro, si affrontano il Colle Buggerru (un altro 3ª categoria) e il più impegnativo Valico Montecani, posizionato ai -28 dalla linea bianca. Di lì in avanti, la strada continua a seguire un andamento piuttosto movimentato. Se l'altimetria non inganna, il finale è in leggera ascesa: il trampolino ideale per gli sprinter resistenti? Vedremo.

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Il profilo della Oristano-Carbonia © Lega del ciclismo professionistico

3ª tappa (27/2, Cagliari-Tortolì, 168,3 km)

Anche Tortolì è stata sede d'arrivo del Giro d'Italia, anno di grazia 2017: vinse André Greipel. Il Gorilla tedesco è il testimonial perfetto per la tappa più facile del lotto. Certo: i primi 40 chilometri sulla costa prestano il fianco ai ventagli, ma le acque potrebbero di nuovo calmarsi dopo aver doppiato la salita di Punta Culumbaris (3ª categoria), ultimo avamposto prima di attraversare i centri del Sarrabus. Infine, lo sconfinamento nell'Ogliastra, caratterizzato da un lungo falsopiano che conduce alla seconda e ultima salita di giornata, il Genna Cresia. Dalla cima mancheranno meno di 30 chilometri al traguardo: a parte un paio di strappi innocui, la strada è amica dei velocisti.

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Il profilo della Cagliari-Tortolì © Lega del ciclismo professionistico

4ª tappa (28/2, Tortolì-Nuoro, 152,8 km)

La giornata decisiva per assegnare il primato in classifica: poco meno di 4000 metri di dislivello e due salite di media difficoltà. Il primo ostacolo sul cammino è il passo di Genna Silana, poco più di 20 km che si arrampicano fino all'8%, seguito a metà corsa dallo strappo di Dorgali (3ª categoria). Un tratto di relativa quiete prima di affrontare la seconda parte della tappa, che attraverserà per la prima volta l'abitato di Nuoro prima di puntare verso il Su Pradu/Orune, un GPM di 1ª categoria (11,4 km al 5,7% medio). Raggiunta la cima, mancheranno meno di 26 km alla fine. Percorso costantemente all'ingiù fino alla periferia del capoluogo della Barbagia. Prima del traguardo, però, la strada si indurisce ancora. 

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Il profilo della Tortolì-Nuoro © Lega del ciclismo professionistico

5ª tappa (1/3, Nuoro-Olbia, 183,4 km)

Dall'entroterra al litorale tirrenico, poco più di 180 chilometri ancora favorevoli alle ruote veloci, che dovrebbero superare di slancio l'iniziale Valico Su Pradu, sia il Monte Lisciu, posizionato a 27 km dall'abitato di Olbia. Raggiunto il popoloso centro della Gallura, la corsa affronterà un lungo anello di 41 chilometri a due passi dal mare. Tuttavia, il tracciato nervoso e i capricci di Eolo potrebbero complicare la soluzione dell'enigma e, di conseguenza, ridurre la platea dei candidati alla vittoria di giornata. 

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Il profilo della Nuoro-Olbia © Lega del ciclismo professionistico

Le squadre al via

A margine della presentazione del percorso, il comitato organizzatore del Giro di Sardegna - riportato in vita dalla Lega del ciclismo professionistico con la collaborazione delle istituzioni regionali e locali - ha svelato anche i nomi delle 25 squadre al via. In gruppo vedremo due World Tour (Soudal Quick-Step e XDS-Astana), 7 Professional (Bardiani CSF-7Saber, Burgos Burpellet-BH, Cofidis, KERN Pharma, MBH Bank-CSB-Telecom Fort, Novo Nordisk, Polti VisitMalta, Solution Tech-NIPPO-Rali e Unibet Rose Rockets), 10 Continental (Beltrami TSA-Tre Colli, Biesse-Carrera-Premac, Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, General Store-Essegibi-F.lli Curia, Gragnano Sporting Club, Mg.K Vis-Costruzioni e Ambiente, Padovani-Polo-Cherry Bank, Petrolike, Technipes #inEmiliaRomagna e Team UKYO) e le squadre-satellite di Bahrain Victorious, Lidl-Trek, Red Bull-BORA-Hansgrohe e UAE Emirates. Non compare, invece, il nome dello SWATT Club, che pure ha ottenuto dall'Unione ciclistica internazionale la licenza Continental e, pertanto, avrebbe avuto la possibilità di gareggiare in Sardegna.

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.