Mathieu van der Poel ha vinto la Omloop Nieuwsblad all'esordio assoluto © Pagina Facebook Alpecin Cycling
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Ehi, Tadej, io sono qui: Mathieu Van Der Poel schianta la concorrenza alla Omloop Nieuwsblad

Il campionissimo olandese - scattato a circa 45 chilometri dal traguardo - si libera facilmente di van Dijke e Vermeersch sul Geraardsbergen e aggiunge un'altra classica alla sua collezione. Cadute su cadute: a terra anche Brennan e De Lie

28.02.2026 16:50

Da vero giocatore di poker, Mathieu Van Der Poel si era presentato alla gara inaugurale della sua stagione e del calendario belga senza grosse aspettative. «Il capitano della Alpecin sarà Kaden Groves», aveva dichiarato il figlio e nipote d'arte alla vigilia della Omloop Nieuwsblad. Un bluff a cui qualcuno aveva persino abboccato, almeno fino a quando il fenomeno olandese non è scattato sul Molenbeek, piombando addosso a Florian Vermeersch, che aveva approfittato di uno scivolone alle sue spalle per allungare sui migliori. A quel punto, il 31enne pluricampione del mondo - scortato anche da Tim van Dijke, che è riuscito ad accodarsi ai due contrattaccanti in cima al muro - ha dovuto soltanto attendere il monumentale Geraardsbergen per risolvere il giallo e lanciare la sfida a Tadej Pogačar in vista delle grandi classiche. Per la verità, il monologo di van der Poel - che aveva vinto all'esordio anche un anno fa, quando si aggiudicò allo sprint il GP Le Samyn - è stato agevolato anche dalle disgrazie che hanno colpito la pur nutrita concorrenza: non solo i problemi meccanici che hanno attardato Tom Pidcock e Paul Magnier, ma anche una caduta ai -17 che ha eliminato Matthew Brennan e Arnaud De Lie dal giro buono. 

La cronaca della Omloop Nieuwsblad

Muri, pioggia e pavé: benvenuti nelle Fiandre per la prima gara belga della stagione, la Omloop Nieuwsblad. L'ottantunesima edizione della corsa che ha raccolto il testimone dalla gloriosa Het Volk non si discosta dal suo tradizionale copione: partenza da Gand, arrivo a Ninove dopo 207,6 km. La giostra si mette in moto dopo una quarantina di chilometri: i settori lastricati di Paddestraat (1500 metri) e Haaghoek (2000 metri) anticipano il primo dei tre passaggi sul Leberg (950 metri al 4,2%, pendenza massima del 13,8%), seguito dopo una decina di chilometri dall'Eikenberg (1200 metri sul pavé che salgono al 5,2% con punte al 10%), che sarà poi scalato una seconda volta a poco più di 60 km dal traguardo di Ninove. Superato un lungo tratto di alleggerimento, la carovana affronta la parte più succosa del percorso: ancora un paio di passaggi sul porfido di Lange Munte (2500 metri) e Haaghoek, poi la sequenza Leberg-Eikenberg che farà da apripista ai muri di Wolvenberg (poco meno di 650 metri al 7,9% e picchi superiori al 17%), Molenberg (circa 400 metri prevalentemente lastricati al 7% che si arrampicano fino al 14%) e all'ultimo Eikenberg, intervallati dal pavé di Kerkgate (1400 metri), Jagerij (600 metri) e Haaghoek-ter. Ai -45 dal traguardo, poi, la sequenza decisiva formata da Molenberg, Leberg, Berendries (940 metri, pendenza media del 7% e un massimo del 12,3%), Tenbosse (500 metri al 6,1% e un massimo dell'8,7%) e Parikeberg, 800 metri al 4,4% che raggiungono l'8,4% nella parte più dura. Infine, il classico ingresso nell'abitato di Geraardsbergen per affrontare il Kapelmuur: poco meno di 500 metri al 9,3% di media e un tratto che supera il 19%. Arrivati in cima, mancheranno meno di 16 chilometri al traguardo, ma c'è ancora un ultimo ostacolo sulla strada verso Ninove: il Bosberg, 980 metri (pendenza media del 5,8% con un massimo dell11%), metà dei quali su strada lastricata. Strada prevalentemente pianeggiante fino al rettilineo conclusivo, che sale costantemente fin sulla linea bianca.

La fuga di giornata decolla dopo una trentina di chilometri: all'attacco l'olandese Jelte Krijnsen (Jayco-AlUla), raggiunto poco più avanti dal belga Vincent Van Hemelen (Flanders-Baloise) e dai francesi Clément Alleno (Burgos Burpellet-BH), Alexys Brunel (TotalEnergies) e Alexys Renard (Cofidis). Il quintetto al comando viaggerà con un margine massimo di poco inferiore ai 3' sugli inseguitori, pilotati a turno da Pinarello-Q36.5, NSN, Lidl-Trek, Tudor, Visma-Lease a Bike, Alpecin-Deceuninck e Soudal Quick-Step. Pochi episodi da segnalare in gruppo prima della fase decisiva della corsa: una sosta obbligata per lo sloveno Matej Mohoric (Bahrain Victorious) a poco meno di 100 km dall'arrivo, una caduta ai -85 del belga Dries De Pooter (Jayco) e un incidente che coinvolge una ventina di atleti - tra i quali l'australiano Kaden Groves (Alpecin-Premier Tech) - quando il contachilometri segna -80. Tutti riusciranno a rimontare in bicicletta.

La situazione comincia ad animarsi in vista del passaggio dell'ultimo Eikenberg: il vento trasversale tiene in allerta il gruppo principale, anche se non si segnalano fratture vistose. Ancora un episodio da segnalare ai -64: a terra il belga Rune Herregodts (UAE Emirates-XRG) e il portoghese Rui Oliveira (UAE Emirates). Alle spalle dei primi 5, che affrontano il terzo Eikenberg con circa 2' sul gruppo, ancora uno scivolone che coinvolge una quindicina di atleti, in testa il britannico Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5). Poi, la parola passa agli Alpecin e ai Lidl-Trek, al servizio dell'olandese Mathieu van der Poel (Alpecin, al debutto stagionale) e del ceco Mathias Vacek (Lidl-Trek), che riducono il distacco dai fuggitivi (di cui non fa più parte Alleno) al di sotto della soglia dei 2' ai -60. Mentre la carovana è lanciata verso la parte più delicata della Omloop, un problema meccanico attarda il capitano della Soudal Quick-Step, il francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step). 

Bisogna attendere il Wolvenberg (-57 km) per assistere al primo attacco in gruppo: allungo solitario del danese Kasper Asgreen (EF EasyPost), che guadagnerà una ventina di secondi sul gruppo prima di rientrare nei ranghi nel tratto che precede il Molenberg. Intorno ai -55 dal capolinea, si segnala un fuoristrada del britannico Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers) a seguito di un contatto con il norvegese Erik Nordsæter Resell (Uno-X Mobiliy), poi costretto a fermarsi per sostituire una ruota. 

Molta tensione in gruppo, come si può intuire dalle tante situazioni di pericolo che precedono l'assalto al Molenbeek. L'episodio-chiave si verifica proprio all'inizio del muro: la scivolata di un corridore provoca un rallentamento nelle prime posizioni. Il belga Florian Vermeersch (UAE) ne esce indenne tanto quanto van der Poel, che si riporta subito sul belga. Con loro anche l'altro olandese Tim van Dijke (Red Bull-BORA-Hansgrohe): assieme si riporteranno sugli ormai esausti superstiti dell'attacco iniziale. Situazione caotica alle spalle della nuova testa della corsa: la platea degli inseguitori - che comprende anche i redivivi Magnier e Pidcock - è sparpagliata in tre gruppi, che si ricomporranno nel successivo tratto pianeggiante. Tuttavia, il cronometro non è alleato di chi rincorre: distacco ormai prossimo al minuto.

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Tim van Dijke, 2° sul traguardo della Omloop Nieuwsblad © Pagina Facebook Red Bull-BORA-Hansgrohe

Il gran passo imposto dal figlio e nipote d'arte riduce il lotto dei battistrada: Brunel perde contatto sul Leberg. Compito sempre più complicato per il resto della concorrenza: Lotto-Intermarché - in corsa con il belga Arnaud De Lie (Lotto-Intermarché) - e Visma-Lease a Bike, schierata intorno al britannico Matthew Brennan (Visma-Lease a Bike), non riescono a recuperare granché sul sestetto al comando, trainato da van der Poel e Vermeersch: all'alba degli ultimi 20 chilometri, il divario si aggira intorno ai 50". Come se non bastasse, ai -19 si verifica una nuova caduta in mezzo al gruppo che decima ulteriormente le forze in campo e taglia fuori dai giochi De Lie e Brennan. 

A questo punto, l'affare è ormai ristretto ai primi. Rectius: al solo van der Poel, che attende il Kapelmuur per sbarazzarsi di Krijnsen, Renard, van Dijke, Van Hemelen e Vermeersch. Il gruppo inseguitore - pilotato dal francese Christophe Laporte (Visma) - scollina con 51" di ritardo. La partita è ormai chiusa: al debutto stagionale su strada, MVDP conquista il suo 57° successo da professionista e aggiunge un inedito alla sua ricchissima collezione di classiche. Vermeersch e van Dijke - che avevano a loro volta distanziato i primi fuggiaschi del giorno - resistono al ritorno della concorrenza, blindando così gli altri gradini del podio. Volata senza storia: l'olandese della Red Bull (a 22") regola facilmente l'esperto belga di casa UAE (a 24"). Tocca a Laporte (a 53") aprire la sfilata dei battuti, che prosegue con il belga Aimé De Gendt (Pinarello, a 54"), il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM), il belga Jordi Meeus (Red Bull), il francese Anthony Turgis (TotalEnergies), il sopravvissuto Renard e lo statunitense Luke Lamperti (EF).

L'ordine d'arrivo

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.