Tommaso Dati, il re del Mediterraneo sbarcherà nel WorldTour?
La medaglia d'oro in maglia azzurra è un'altra perla nella stagione eccezionale del toscano del Team UKYO, vincitore di una tappa al Tour of the Alps davanti a Tom Pidcock. L'approdo nella massima categoria sembra ormai certo

Ventiquattresimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Baltic Chain Tour, Giochi del Mediterraneo, Gran Prix Panamá, Gran Prix Chitre e Tommaso Dati, autore di una stagione eccezionale.
Le corse della settimana
Baltic Chain Tour

Nei giorni scorsi si è disputata la trentacinquesima edizione del Baltic Chain Tour, corsa a tappe di tre giorni che si svolge tradizionalmente fra Estonia, Lettonia e Lituania (anche se quest’ultima non è stata toccata stavolta). La gara nacque con l’intenzione di commemorare la Catena Baltica (Baltic Chain appunto), una grande manifestazione di protesta tenutasi nel 1989. Al via quest’anno c’erano ventidue squadre: nove Continental, le selezioni nazionali di Estonia, Lettonia, Polonia e Algeria e nove formazioni dilettantistiche.
Anche quest’anno la gara iniziava in Lettonia, con due semitappe. La prima era una cronosquadre lunga poco più di 5 km, disputata interamente nel territorio della capitale Riga. La nazionale estone ha fatto segnare il miglior tempo, precedendo di 1” la Reffen CO:PLAY Giant Store e la Energus. La maglia di leader è andata a Norman Vahtra. La seconda aveva un profilo non troppo impegnativo, nonostante la presenza di qualche strappo, e portava i corridori in Estonia. Il gruppo è rimasto compatto e il più veloce è stato Romet Pajur, che ha conquistato anche la maglia di leader. Il corridore della Red Bull-BORA Rookies, in gara con la nazionale estone, ha battuto Fabian Steininger (Schwinshandl Intralogistics) e Bartłomiej Proć (Wibatech Lubelskie Perła Polski). In realtà, terzo si era piazzato Norbert Banaszek (ATT Investments), poi declassato per volata irregolare.
La seconda frazione era abbastanza semplice, con un profilo non del tutto pianeggiante, ma privo di grandi asperità. Nonostante questo, c’è stata grandissima selezione, con il gruppo che si è frazionato in diversi tronconi. La nazionale estone si è mostrata ancora una volta superiore e ha messo a segno la doppietta, con Lauri Tamm vincitore (e nuovo leader) e Norman Vahtra (China Anta-Mentech) secondo. Magnus Machholdt (Reffen CO:PLAY Giant Store) ha chiuso terzo a 2”.
L’ultima tappa era, probabilmente, la più facile di tutte e non presentava alcuna difficoltà altimetrica degna di nota. Come prevedibile, tutto si è deciso con una volata di gruppo, che ha presentato una grande novità rispetto alle frazioni precedenti: nessun rappresentante della nazionale estone è salito sul podio di giornata. Il più forte è stato il campione lettone Mārtiņš Pluto (Energus), che ha preceduto Michał Pomorski (ATT Investments) e Bartłomiej Proć.
Lauri Tamm ha conquistato il successo finale (e la maglia di miglior giovane), con 3” di margine su Norman Vahtra e 7” su Magnus Machholdt. Romet Pajur ha fatto razzia delle classifiche secondarie, aggiudicandosi punti, GPM e sprint intermedi. La nazionale estone, infine, si è imposta nella graduatoria a squadre.
Giochi del Mediterraneo

A diciassette anni dall’edizione di Pescara, i Giochi del Mediterraneo sono tornati in Italia, a Taranto. Si tratta di mini Olimpiadi riservate ai Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo (con l’eccezione di Israele e Palestina), con l’aggiunta del Portogallo e di alcune nazioni senza sbocco sul mare, come tutti i paesi della ex Yugoslavia e micronazioni inglobate da paesi mediterranei (Andorra, San Marino e Vaticano). I Giochi andranno avanti fino al 3 settembre, ma il programma del ciclismo, che prevedeva cronometro e corsa in linea, si è svolto nelle prime giornate.
Si è partiti con la cronometro individuale, lunga 17 km, che ha visto partecipare ventidue atleti, in rappresentanza di tredici paesi. Solitamente, al di fuori delle corse a tappe, nelle cronometro i più forti partono per ultimi, ma in questo caso le cose sono andate diversamente: il portoghese Tiago Antunes (Efapel) è stato il primo a prendere il via e ha conquistato la medaglia d’oro. Il ventinovenne ha rifilato 8” al cipriota Bogdan Zabelinskiy (Aarco), partito per secondo, e al connazionale Rafael Reis (Anicolor/Campicarn), che aveva vinto la prova quattro anni fa. Un po’ di delusione per i colori azzurri: Mirco Maestri (Polti VisitMalta) e Luca Giaimi (UAE Team Emirates) si sono fermati al quarto e al quinto posto, staccati rispettivamente di 17” e 24”.
La corsa in linea era lunga 133 km e prevedeva diverse salite di media difficoltà. Il tratto più impegnativo era rappresentato dal Monte Trazzonara, una salita di circa 2 km, con una pendenza media superiore al 7%, che era situata a circa 45 km dal traguardo. A rendere più difficile e imprevedibile la prova, c’era il fatto che le squadre potevano schierare al massimo quattro corridori. Proprio sull’asperità più dura di giornata, si è esaurita l’azione di Bogdan Zabelinskiy, che aveva guidato la corsa in solitaria per oltre 30 km.
Dal gruppo c’è stata l’accelerazione di Tiago Antunes, a cui hanno resistito solamente due italiani, Tommaso Dati e Federico Iacomoni (entrambi del Team UKYO). I tre hanno guadagnato subito 40” sui più immediati inseguitori e nessuno è più riuscito a rientrare su di loro. L’accordo fra i battistrada è stato buono fino ai -4, quando Iacomoni ha provato ad andarsene, ma è stato prontamente stoppato da Antunes. Dopo un contrattacco di Dati e un secondo scatto poco convinto di Iacomoni, i tre hanno ripreso a collaborare e se la sono giocata in una volata che non ha avuto storia: Tommaso Dati si è imposto nettamente, davanti a Tiago Antunes e Federico Iacomoni. A 1’18”, un inesauribile Bogdan Zabelinskiy si è preso il quarto posto, mentre la volata a quattro che valeva la quinta posizione, a 1’34” dai primi, è andata al maltese Andrea Mifsud (Polti VisitMalta).
Gran Prix Panamá e Gran Prix Chitre

Per la prima volta, a Panama sono andate in scena delle corse UCI che non fossero campionati nazionali o continentali. Nell’ultima settimana, infatti, si sono disputate due gare di un giorno: il Gran Prix Panamá e Gran Prix Chitre.
Il Gran Prix Panamá vedeva al via dodici squadre: un ProTeam (la Solution Tech NIPPO Rali), tre Continental colombiane, sette formazioni dilettantistiche e una selezione nazionale del Belize. Il percorso prevedeva quindici giri di un circuito di 9,5 km quasi completamente pianeggiante. La volata di gruppo sembrava scontata, ma uno dei corridori più noti del paese, il campione nazionale del 2022 Bolivar Espinosa (Senafront), ha provato in tutti i modi a evitare lo scenario più logico. Il ventinovenne è stato a lungo all’attacco con il messicano Gerardo Reyes (Esparza Training) e il connazionale Christofer Jurado (Servicio Nacional Aeronaval), prima di rimanere solo al comando, ma non ha avuto fortuna ed è stato ripreso a circa 10 km dal traguardo.
In vista dello sprint, il Team Medellín-EPM ha preso in mano le operazioni per lanciare al meglio Álvaro Hodeg, ma il ventinovenne si è trovato allo scoperto troppo presto e ha subìto la rimonta di Dušan Rajović (Solution Tech NIPPO Rali). Il serbo, però, ha commesso un errore clamoroso: una volta accertatosi di aver superato l’ex portacolori di Deceuninck-Quick Step e UAE Team Emirates, si è rialzato, preparandosi a esultare, e non si è accorto del ritorno dall’altra parte della strada di Nicolas Gomez, che lo ha saltato negli ultimi metri. Il colombiano della GW Erco SportFitness ha, così, potuto festeggiare una vittoria inattesa ed è stato accompagnato sul podio da Rajović e Hodeg. Attilio Viviani (Solution Tech NIPPO Rali) si è dovuto accontentare del quarto posto, davanti al primo dei corridori di casa, Bredio Ruiz (Senafront).
Quattro giorni dopo è stato il momento del Gran Prix Chitre, che vedeva al via tredici squadre: alle dodici già presenti al Gran Prix Panamá, si è aggiunta un’ulteriore compagine dilettantistica. Anche in questo caso, il percorso, lungo circa 120 km, era quasi totalmente privo di asperità e vedeva i velocisti favoriti. Non era presente un vero e proprio circuito, anche se sia la partenza che l’arrivo erano nella stessa località. La gara è stata caratterizzata da una fuga di tredici uomini, con tutte le principali squadre rappresentate. Le formazioni di casa, rimaste quasi totalmente tagliate fuori dall’azione e la Nu Colombia, in inferiorità numerica nel drappello di testa, hanno guidato l’inseguimento e sono riuscite a chiudere.
Nonostante alcuni attacchi nel finale, alla fine è stata volata e il Team Medellín-EPM ha preparato nuovamente il suo treno, puntando stavolta su Wilmar Paredes, assente nella corsa precedente. Il trentenne si è dimostrato degno della fiducia accordatagli e si è imposto nettamente. Ad accompagnarlo sul podio sono stati Nicolas Gomez e Dušan Rajović. Pur avendo lavorato per il compagno di squadra, Álvaro Hodeg ha centrato un onorevole quarto posto, davanti a Derrick Chavarria (Nazionale Belize). L’unico italiano in gara, Attilio Viviani, ha chiuso in sesta posizione, precedendo di poco il primo dei corridori di casa, Bredio Ruiz.
Le Continental tra i big

Undici Continental hanno preso parte al Tour du Limousin-Périgord-Nouvelle Aquitaine. La Baloise Verzekeringen ha portato all’attenzione del ciclismo professionistico il ventiduenne Daan Depuydt, vincitore di una tappa e secondo in un’altra. In classifica generale, la CIC Academy ha centrato un eccellente quinto posto, con il solito Axel Mariault. La St.Michel-Preference Home ha centrato una doppia top ten, con Yohann Simon e Thomas Champion, rispettivamente settimo e nono. La decima posizione, infine, è andata alla XDS Astana Development, con Pierre-Henry Basset.
REMBE|rad-net, Lotto-Kern Haus e Storck-MRW Bau, tre Continental di casa, hanno preso parte al Deutschland Tour. Miguel Heidemann ha ottenuto la soddisfazione principale, regalando la maglia dei GPM alla REMBE|rad-net. La Storck-MRW Bau ha centrato la top ten in classifica generale, grazie al messicano Edgar Cadena, decimo. La Lotto-Kern Haus, invece, ha ottenuto i migliori risultati di tappa, pur non andando oltre i quindicesimi posti di Jonathan Malte Rottmann e Alexandre Kess. Un corridore della Red Bull-BORA Rookies, in gara con il ramo WorldTour del team, però, è riuscito addirittura a imporsi nella seconda frazione: si tratta del giovanissimo trentino Alessio Magagnotti.
Il ritratto della settimana: Tommaso Dati

Già lo scorso anno, Tommaso Dati si era messo in luce come uno degli italiani più interessanti del mondo Continental. Il passaggio al Team UKYO, formazione giapponese che negli ultimi tempi ha rilanciato diversi corridori del nostro paese, poteva far presagire un’ulteriore crescita, ma il toscano sta stupendo tutti e ha già raccolto ben sette vittorie UCI nel 2026.
L’ultima in ordine di tempo ha un sapore speciale: il ventiquattrenne, infatti, ha vinto la prova in linea dei Giochi del Mediterraneo e, anche se il campo partenti era sicuramente inferiore a quelli di altre gare da lui conquistate in stagione, una medaglia d’oro in maglia azzurra rappresenta un momento indimenticabile per un ragazzo che nelle categorie giovanili non era mai stato davvero nel giro della nazionale.
Il nativo di Camaiore ha iniziato la stagione con un discreto AlUla Tour, prima di ottenere due top ten parziali al Giro di Sardegna. In seguito ha sorpreso tutti conquistando il suo primo successo in una gara professionistica, nella terza frazione della Settimana Internazionale Coppi e Bartali. Ancora più prestigioso è stato il bis, ottenuto nella prima tappa del Tour of the Alps, battendo in volata un campione come Tom Pidcock. Nella corsa trentina ha ottenuto anche un secondo posto (dietro Pidcock) e si è portato a casa la classifica a punti.
Dopo risultati di questo livello contro avversari così importanti, passano in secondo piano le eccellenti prestazioni al Tour of Japan, in cui ha vinto tre tappe e la classifica a punti, e al Tour de Gyeongnam, che lo ha visto trionfatore nella graduatoria generale, nonostante l’assenza di successi parziali. Prima della grande gioia dei Giochi del Mediterraneo, si è tolto un’altra bella soddisfazione, chiudendo sul podio, in seconda posizione, la prova in linea dei Campionati Italiani, battuto solamente da Jonathan Milan.
Tommaso Dati iniziò a praticare il ciclismo sin da giovanissimo, seguendo le orme di un cugino. Si divertiva e otteneva anche buoni risultati, quindi decise di continuare anche quando il parente si spostò sul calcio. Cresciuto nella Ciclistica San Miniato Santa Croce, si trasferì allo Stabbia Ciclismo per il biennio da junior. Dopo un promettente primo anno nella categoria, in cui vinse la Coppa Giulio Burci e ottenne altri buoni piazzamenti, fu bloccato dalla pandemia e corse molto meno nel 2020: ciononostante trovò nuovamente la via del successo, aggiudicandosi una prova del trittico I Tesori Unesco di Puglia.
Nella stagione successiva, sbarcò tra gli under 23, con la maglia della Maltinti Lampadari-Banca Cambiano. Soffrì molto l’impatto con la nuova categoria e si ritrovò anche a disputare un numero di corse limitato perché i calendari non erano stati totalmente ripristinati. Le cose andarono decisamente meglio nel 2022, quando il toscano centrò il suo primo risultato di spessore in una prova internazionale, il sesto posto alla Coppa Zappi. Si fece notare a più riprese anche nel calendario dilettantistico, raggiungendo in varie occasioni la top ten.
Nell’anno seguente decise di cambiare aria e firmò con la Mastromarco Sensi Nibali. Con la formazione diretta da Gabriele Balducci, ebbe la possibilità di disputare il Giro Next Gen e trovò il successo in una prova del calendario nazionale, il Trofeo Comune di Capraia. Nelle prove internazionali non riuscì mai a entrare nella top ten, ma si tolse la soddisfazione di vestire la maglia della nazionale in occasione del Tour de Bretagne.
Nel 2024, per l’ultimo anno da under 23, Dati fece il suo debutto nel mondo Continental, accasandosi alla Biesse-Carrera. Ebbe la possibilità di disputare diverse corse professionistiche, dopo aver esordito al Trofeo Laigueglia. Conquistò il primo successo internazionale in carriera, vincendo il GP Industrie del Marmo, la sua corsa di casa: al traguardo, infatti, erano presenti tanti amici e parenti. Si aggiudicò anche la classifica degli sprint intermedi al Giro della Valle d’Aosta.
Non avendo trovato un contratto da professionista, anche l’anno scorso è rimasto alla Biesse-Carrera. Ha conquistato un’altra vittoria internazionale, imponendosi nel Trofeo Città di Castelfidardo, seconda prova della Due Giorni Marchigiana. Il giorno prima, invece, era stato quarto al GP Santa Rita. Ha centrato un buon sesto posto alla Radsportfest Märwil e ha trovato la prima top ten in una corsa professionistica, piazzandosi nono nella quarta tappa del Giro d’Abruzzo. Nel calendario dilettantistico italiano si è aggiudicato diverse corse, tra cui il Memorial Daniele Tortoli e la Firenze-Viareggio. A fine stagione è stato stagista della Cofidis, ma non è riuscito a convincere la squadra francese a offrirgli un contratto.
Dal momento del suo passaggio tra gli under 23, Tommaso Dati ha mostrato un miglioramento costante e in questa stagione, con il passaggio al Team UKYO, è riuscito a fare un salto di qualità notevole. Già prima della medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo, diverse squadre del WorldTour avevano messo gli occhi su di lui e, a questo punto, si può dire che per il passaggio al professionismo manca solo l’ufficialità. Non si conosce ancora il suo programma per il finale di stagione, ma potrebbe togliersi altre soddisfazioni nelle semiclassiche del calendario italiano.