
Giro d'Italia 2026, i favoriti per la maglia ciclamino e la distribuzione dei punti
Tutto sull'assegnazione dei punti agli arrivi di tappa e agli sprint intermedi. Jonathan Milan rimane l'uomo da battere, Lund Andresen lo sfidante principale
Il Giro d'Italia 2026 è ormai dietro l'angolo, e la prima delle tre tappe della Grande Partenza in Bulgaria con ogni probabilità assegnerà la maglia rosa a un velocista. Per i restanti venti giorni, le ruote veloci potranno competere per gli arrivi di tappa e per la maglia ciclamino, il simbolo del primato nella classifica a punti, istituita nel 1966.
Questa maglia così caratteristica ha lasciato spazio a una di colore rosso solamente per qualche edizione, dal 1967 al 1969 e dal 2010 al 2016. Francesco Moser e Giuseppe Saronni sono stati gli unici ad averla vinta per quattro volte, di cui tre consecutivamente. In due occasioni, nel 1979 e nel 1983, Saronni è anche riuscito ad accoppiarla con la maglia rosa, così come aveva fatto Eddy Merckx nel 1968 e nel 1973. Lo scorso anno si era imposto Mads Pedersen, capace di mantenerla dall'inizio alla fine dopo aver vinto la tappa inaugurale e tre delle prime cinque.
Come funziona la classifica a punti
Le 21 tappe del Giro d'Italia sono divise in quattro diverse categorie, da A fino a D. La suddivisione si basa sulla difficoltà altimetrica delle tappe, e di conseguenza cambia l'assegnazione dei punti al traguardo. Per quest'anno, la distribuzione è la seguente.
- Cat. A e B (tappe 1, 3, 4, 6, 12, 15, 18, 21): 50, 35, 25, 18, 14, 12, 10, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1
- Cat. C (2, 5, 8, 11, 13, 17): 25, 18, 12, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1
- Cat. D, E (7, 9, 10 (ITT), 14, 16, 19, 20): 15, 12, 9, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1
Oltre ai punti all'arrivo per i primi dieci all'arrivo (quindici nelle tappe di volate), in ogni tappa è presente uno sprint intermedio, con punti in palio per i primi cinque in ognuno di questi traguardi. Il primo prende 12 punti, poi si scala a 8, 5, 3 fino a 1 punto per il quinto. Per quanto riguarda il Red Bull Km, l'altro sprint presente nel corso delle tappe dalla scorsa edizione, i punti contano per una classifica dedicata, non per la maglia ciclamino. I cosiddetti traguardi volanti hanno quindi un incidenza limitata ma che può spostare qualcosa per chi vorrà puntare alla classifica a punti.
Giro d'Italia 2026, i favoriti per la maglia ciclamino
Dal 2013 a oggi, la maglia è sempre andata a un velocista. In questo lasso temporale, l'hanno vinta per due volte Giacomo Nizzolo (2015 e 2016), Arnaud Démare (2020 e 2022) e Jonathan Milan (2023 e 2024), il favorito d'obbligo anche per questa edizione. Lo sprinter della Lidl-Trek si è portato a casa la classifica a punti in tutti e tre i GT a cui ha preso parte in carriera, compreso l'ultimo Tour de France. L'abitudine a competere per questo obiettivo e la sua estrema potenza negli sprint puri lo rendono molto difficile da battere, ma ci sono degli avversari molto validi.
Gli sfidanti di Milan sono principalmente dei velocisti versatili e resistenti, che insieme alle loro squadre possono provare a metterlo in difficoltà in tappe con difficoltà altrimetrice ma che assegnano 50 punti all'arrivo, come la quarta (Catanzaro-Cosenza), la dodicesima (Imperia-Novi Ligure) o la diciottesima (Fai della Paganella-Pieve di Soligo). Tobias Lund Andresen ha vissuto un inizio di stagione strepitoso, vincendo tre volte, battendo anche lo stesso Milan alla Tirreno-Adriatico e piazzandosi in tutte le classiche adatte a corridori veloci. Il danese della Decathlon CMA CGM può seriamente ambire alla maglia ciclamino, così come sulla carta potrebbe fare Kaden Groves (Alpecin-Premier Tech). L'australiano è stato però condizionato da un infortunio in preparazione, e anche nella sua ultima partecipazione al Giro è stato più interessato alla vittoria della singola tappa.

Essendo due velocisti più leggeri, sia Lund che Groves possono avere un vantaggio nelle volate che arrivano il giorno dopo delle tappe di montagna, ma dovranno lottare per la vittoria anche nelle frazioni più semplici per poter tenere il passo di Milan. Tra gli sprinter puri si allarga la platea di chi può giocarsi la vittoria, ma difficilmente i vari Paul Magnier (Soudal Quick-Step), Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) o Ethan Vernon (NSN Cycling) avranno come obiettivo la maglia ciclamino. Il giovane francese va comunque tenuto d'occhio, qualora riuscisse a vincere subito.
Possono piazzarsi ai primi posti di questa classifica anche Orluis Aular (Movistar), Corbin Strong (NSN Cycling Team) o Ben Turner (INEOS Grenadiers), corridori veloci che possono piazzarsi anche in tappe più impegnative o entrare in qualche fuga per sprintare agli intermedi. Molto spesso infatti chi va molto all'attacco e arriva a giocarsi le vittorie può accumulare abbastanza punti per chiudere tra i primi cinque. Occhio quindi a nomi come Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla), Jan Christen o Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), anche se vincere in questo modo è praticamente impossibile per come vengono distribuiti i punti. Lo stesso discorso si applica anche a Jonas Vingegaard, il favorito per la maglia rosa: chi vince la generale difficilmente va oltre il quinto posto nella classifica per la ciclamino.
