Tadej Pogačar vince la prima tappa del Tour de Suisse © Cyclingnews/Getty Images
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Pogacar show al Tour de Suisse: attacco long range per la prima vittoria del campione del mondo

Allungo incontenibile dello sloveno ai -72km dal traguardo e cavalcata solitaria verso Sondrio: attaccano Carapaz e Bagioli, dietro tutti gli altri

17.06.2026 17:54

Ha atteso quantomeno l'inizio della copertura televisiva prima di fare il vuoto Tadej Pogacar (UEA Team Emirates XRG), che si è aggiudicato la frazione inaugurale del Tour de Suisse 2026 con un one man show da gara di un giorno. Nessuno scatto bruciante, solo una progressione in grado di staccare prima chi lo aveva seguito dopo lo sprint ai traguardi volanti di Pedemonte, poi Fredrik Dversnes (Uno X-Mobility), unico superstite della fuga di giornata. Sul traguardo di Sondrio il suo vantaggio è di 2'13 su Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) e qualcosa in più su un ottimo Andrea Bagioli (Lidl-Trek), usciti dal rassegnato gruppetto inseguitore per assicurarsi qualche minuto di vantaggio da amministrare su tutti gli altri nelle prossime tappe.

Tour de Suisse 2026, la cronaca della prima tappa

Frazione di 144km con partenza e arrivo a Sondrio. Dopo circa 60km pianeggianti, la rampa di Buglio in Monte (2.9km al 10.2%, max 15%) apre una sequenza di salite di media lunghezza ma arcigne. Nel breve spazio che la separa dall'ascesa di Triangia (11.2km al 4.6%: due strappi in doppia cifra prima dell'ultimo tratto di 4.2km al 7.6%, max 12%), sono posti i due traguardi volanti di Pedemonte. Una lunga discesa con un paio di contropendenze porta a Sondrio: qui inizia un nuovo tratto in salita non classificata di 18.5km fino a Teglio (media 2.8%, con punte all'8%). Discesa tecnica per tornare a valle prima di una sequenza di tre brevi salite con in mezzo lo sprint intermedio di Piateda: San Giovanni (circa 1km al 7%, max 10%), Ponte in Valtellina (1.4km al 9.3%, max 15%) e Bordighi (1.1km al 12%, max 18%). L'ultima discesa terminerà a ridosso dell'ultimo km.

Altimetria 1a tappa

Parte a 136km dal traguardo la fuga di giornata, che vede all'attacco Fredrik Dversnes e Cedric Beullens (Lotto Intermarché), con inizialmente la Alpecin Premier Tech a incaricarsi dell'inseguimento. Il massimo vantaggio raggiunto dai fuggitivi è di 3'30", che calano vertiginosamente all'approssimarsi della salita verso Buglio in Monte: Dversnes stacca Beullens, scollinando con un minuto e mezzo circa dal gruppo. Il peloton inizia a perdere pezzi lungo la difficile discesa per poi e rompersi ulteriormente agli sprint intermedi di Pedemonte: è ovviamente Tadej Pogačar a far saltare per aria la corsa, staccando un gruppetto dopo aver sprintato al secondo traguardo volante. La collaborazione in gruppo scarseggia, quindi il campione del mondo parte in progressione a 71.4km dal traguardo, riportandosi su Dversnes e staccandolo dopo un paio di km sullo strappo verso Postalesio. Dietro di lui, nel gruppetto inseguitore che riprende dopo poco il norvegese, Richard Carapaz, Brandon McNulty (UAE Team Emirates), Andrea Bagioli e Mathias Vacek (Lidl-Trek), Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM), Primož Roglič (RedBull-BORA) e Paul Double (Jayco AlUla). Tira inizialmente il solo Bagioli: gli inseguitori viaggiano con 35" di ritardo, per poi scollinare con 1'15" di distacco la salita di Triangia

Tadej Pogačar al comando della prima tappa del Tour de Suisse 2026 © Getty Images / Velon
Tadej Pogačar al comando della prima tappa del Tour de Suisse 2026 © Getty Images / Velon

La mancanza di gregari disposti a lavorare per gli uomini all'inseguimento facilita l'aprirsi del divario e il rientro, tra gli altri, di Wilco Keldermann (Visma-Lease a Bike), Mikel Landa (Soudal Quick-Step), Tobias Foss (Netcompany INEOS) e Sergio Higuita (XDS Astana). Non ci sta Carapaz, che parte a sua volta a 51km dal traguardo: nessuno gli va dietro e il gruppetto inseguitore arriva a perdere quasi a 3' nei km successivi, che aumenteranno a oltre 4' quando, a 23km dal traguardo e dopo aver inizialmente lavorato per il compagno Vacek, Bagioli scatta e fa a sua volta il vuoto. Pregevole azione per l'enfant du pays, che rischia quasi di riportarsi su Carapaz, mentre Tadej Pogačar spinge forte sull'ultimo strappetto, completando l'allenamento della giornata e arrivando con agio in quel di Sondrio. Sul traguardo, è dietro di 2'13" Richard Carapaz, che probabilmente si assicura il podio finale riuscendo a resistere al rientro di Andrea Bagioli, terzo. 

Tour de Suisse, i risultati: Pogačar domina e (forse) chiude la corsa

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