Demi Vollering vince a Nizza ©FDJ-SUEZ
Demi Vollering vince a Nizza ©FDJ-SUEZ

Il Mont Ventoux è già alle spalle. Dopo la delusione di ieri, Demi Vollering riesce subito a resettare e a elaborare una nuova strategia per attaccare la maglia gialla, esattamente come aveva fatto all'ultimo Giro d'Italia dopo il Colle delle Finestre. La FDJ United-SUEZ esegue alla perfezione, la campionessa europea attacca sul Camin de l'Arieta e arriva da sola nella prima delle due tappe conclusive con arrivo a Nizza, distanziando subito Kasia Niewiadoma. La vincitrice di ieri non è riuscita a seguire fino all'ultimo metro, staccandosi in cima al muro finale e perdendo dei secondi che saranno probabilmente decisivi per l'esito di questo Tour. 

Dopo una tappa complessivamente semplice, ma con un'insidia nascosta in piena vista, l'esplosione finale ha squarciato completamente la classifica e l'andamento della corsa, che rimane apertissima in vista di domani. Lo scenario cambierà perché cambia chi insegue e chi deve inseguire, ma ci sono appena otto secondi di differenza tra le prime due. Vollering potrebbe aver preso il vantaggio definitivo, ma Niewiadoma è sempre lì e non lascerà nulla di intentato.

Tour de France 2026, la cronaca dell'ottava tappa

Dopo un'altra prestazione opaca sul Mont Ventoux, Pauline Ferrand-Prévot abbandona la corsa di cui sarà campionessa in carica ancora per un giorno. Dopo aver perso la sua capitana, il Team Visma Lease a Bike prova ad animare la corsa per entrare in fuga nell'ottava tappa, che parte da Sisteron e nei primi ottanta chilometri è tutta in leggera salita. Daniek Hengeveld e Lieke Nooijen non riescono ad andarsene, e nemmeno Marianne Vos riesce ad accodarsi alla fuga giusta.

All'attacco ci sono Maeva Squiban (UAE Team L'IMAD) e Loes Adegeest (Lidl-Trek), inseguite senza successo da Morgane Coston (Ma Petite Entreprise). Le due davanti superano i primi due gran premi della montagna di quarta categoria con un vantaggio intorno ai sei minuti, mentre dietro per diversi chilometri c'è solo la Liv AlUla Jayco a tentare di controllare. Prima dello sprint intermedio di Puget-Théniers arrivano anche AG Insurance-Soudal e FDJ United-SUEZ, che può avere interesse ad avere abbuoni in palio al traguardo, ma il distacco rimane stabile.

Loes Adegeest e Maeva Squiban ©Tour de France Femmes avec Zwift
Loes Adegeest e Maeva Squiban ©Tour de France Femmes avec Zwift

Adegeest e Squiban continuano a spingere e a darsi cambi regolari nel lungo falsopiano in discesa che porta verso il mare e verso la fase decisiva della tappa. Ai -30 il loro vantaggio è ancora di 3'30", e cala sempre più velocemente fino ad arrivare a un minuto e mezzo ai piedi della Côte de Colomars (1.5 km al 4%). Si mette a tirare il gruppo anche Zoe Bäckstedt (Canyon//SRAM), ma le due fuggitive scollinano ancora con 50". 

Adegeest rimane presto da sola, perché Squiban cade in una delle prime curve in discesa, prova a ripartire ma è molto dolorante da un gruppo, viene ripresa dal gruppo e si lascia sfilare. Nei chilometri successivi la neerlandese di Lidl-Trek non perde quasi niente, ma la FDJ United-SUEZ ha un piano ed è pronta ad eseguirlo. Franziska Koch fa un'autentica volata per prendere davanti la Côte de la Ginestière e farla subito a tutta. Dopo la campionessa tedesca arriva Juliette Berthet, mentre alle loro spalle c'è subito grandissima selezione. Si stacca inevitabilmente anche Lorena Wiebes, ma non è certo lei l'obiettivo di questa azione di squadra.

Demi Vollering si prende la maglia gialla

Già prima del gpm arriva Célia Gery, che prosegue anche dopo il gpm per fare l'ultima sparata nel punto chiave del finale. La campionessa francese arriva lanciatissima sul Camin de l'Arieta, un muro di 400 metri costantemente in doppia cifra, dove arriva l'attacco di Demi Vollering a 6.3 chilometri dal traguardo. Inizialmente c'è subito gap, ma Elisa Longo Borghini riesce a chiuderlo con Niewiadoma a ruota. La polacca prova ad incollarsi alla ruota della sua rivale, ma a poche decine di metri dalla cima dello strappo deve buttare giù un dente e mollare la presa. La maglia gialla si è staccata, Demi Vollering è da sola.

Niewiadoma non riesce nemmeno a collaborare in modo efficace con Longo Borghini dopo la discesa, con la campionessa italiana che prova il tutto per tutto per chiudere il gap e distanziare ancora Marlen Reusser, rimaste a tirare il gruppetto dietro. Ai -3 Vollering è ancora in vista, ma nel finale riesce a guadagnare ancora e a centrare subito il suo obiettivo. La campionessa europea taglia il traguardo con un vantaggio di 17", e considerando anche gli abbuoni va in maglia gialla con otto secondi di vantaggio

Niewiadoma non ha le forze nemmeno per sprintare per la seconda posizione, cedendo subito il primato che aveva conquistato sul Mont Ventoux. Longo Borghini guadagna 25" su Reusser, che chiude il gruppetto regolato da Kim Le Court (AG Insurance-Soudal). Ne fanno parte tutte le donne di classifica ad eccezione di Isabella Holmgren (Lidl-Trek), che perde oltre un minuto da Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM) e Paula Blasi (UAE Team L'IMAD) ed esce definitivamente dalla lotta per la maglia bianca. Non sarà questo però il principale tema di domani, perché sul Col d'Eze c'è ancora tantissimo in gioco.

Ferrand Prévot si ritira dal Tour de France Femmes: addio alla corsa all'ottava tappa
Pellizzari firma l'assolo a Lagunas de Neila. A Gall la Vuelta a Burgos