
Pogačar: "Basta Sanremo per un po'. Senza offesa, ma il traffico in Italia è un po' criminale"
Dopo la vittoria alla Milano-Sanremo, il campione del mondo promette alla compagna Žigart di evitare la costa ligure: "Rischi la vita a ogni uscita"
Per almeno quattro anni Tadej Pogačar aveva provato a vincere la Milano-Sanremo in ogni modo possibile: attaccando sul Poggio, poi portando via un gruppetto sulla Cipressa, poi cercando di involarsi da solo sempre sulla Cipressa. Nel 2020 aveva terminato dodicesimo, nel 2022 quinto, nel 2023 quarto, poi per due anni di fila terzo. Dall'anno scorso ha deciso di smettere di improvvisare e trasformare la Classicissima nell'obiettivo centrale di tutto l'inverno, tornando sulla costa ligure ogni settimana, studiando ogni metro della corsa, preparandola nei minimi dettagli. Poi, nel giorno della resa dei conti, è caduto prima della Cipressa. Ha rialzato la testa, ha attaccato lo stesso nel punto pianificato, ha lasciato indietro Mathieu van der Poel sul Poggio e ha battuto Tom Pidcock in volata. Quarta monumento diversa, undicesima in carriera, primo trionfo alla Classicissima: il conto in sospeso è chiuso.
L'addio alla Riviera
La vittoria porta con sé una promessa. In un post su Instagram pubblicato domenica, Pogačar ha scritto alla compagna Urška Žigart: «Prometto che starò lontano da quelle strade per un po'». In conferenza stampa ha spiegato il senso di sollievo di chi ha trascorso mesi ad allenarsi lungo la costa ligure con la consapevolezza del rischio: “Rischi la vita a ogni uscita. Sarà un sollievo non doverci tornare ogni settimana". Ha poi riconosciuto i lavori in corso per la costruzione di piste ciclabili: ”Magari tra qualche anni sarà davvero bello allenarsi qui".

"Il traffico in Italia è un po' criminale"
Le parole più forti arrivano quando il campione del mondo descrive il comportamento degli automobilisti italiani: “Senza offesa, ma sulle strade italiane a volte il traffico è un po' criminale”. Non è una provocazione isolata: il tema della sicurezza stradale è tornato al centro del dibattito nazionale ancora nel 2025. Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni stesso ha denunciato l'impazienza degli automobilisti dopo la morte di tre ciclisti in Puglia, le 130 vittime sulle strade italiane quell'anno, dato record. In gennaio, la diciannovenne Sara Piffer era stata investita e uccisa in Trentino durante un allenamento col fratello. A febbraio, Francesco Mazzoleni, anche lui diciannovenne, era morto a tre settimane dal suo compleanno mentre si allenava sulle strade di casa. In dicembre, i corridori del S.C. Padovani Polo Cherry Bank erano stati fatti oggetto di colpi di pistola da parte di un automobilista nei pressi del Lago di Garda: nessun ferito, l'autore arrestato pochi giorni dopo.
Di seguito l'intervista con gli ideatori dell'Atlante degli incidenti in bici in Italia del Politecnico di Milano nel nostro podcast Riunione Tecnica:
