Kim Le Court coglie l'attimo e vince la sesta tappa. Longo Borghini ora è quarta
La campionessa di Mauritius riprende le sei davanti e vince in volata a Tournon-sur-Rhône. Battute Kerbaol e Pieterse. La campionessa italiana risale in GC

Dopo la cronometro e la giornata di ieri che ha stravolto ancora la classifica generale, al Tour de France c'è un'altra tappa durissima alla vigilia del Mont Ventoux. La vince Kim Le Court (AG Insurance-Soudal), bravissima a sfruttare l'ultimo momento utile per rientrare sulle sei che si erano avvantaggiate prima della salita finale, per poi batterle tutte in una volata ristretta sul traguardo di Tournon-sur-Rhône.
Mentre la campionessa di Mauritius vince la sua seconda tappa in carriera al Tour e rientra tra le prime dieci in classifica, la campionessa italiana sale in quarta posizione dopo una giornata all'attacco. Elisa Longo Borghini si è accodata all'azione giusta per guadagnare dei secondi e giocarsi la vittoria, ma nel finale ha speso fin troppe cartucce prima della volata. UAE Team L'IMAD rimane l'unica squadra con tre carte da giocarsi sulla salita più importante di questa edizione, in attesa di capire come lo vorranno fare.
Tour de France 2026, la cronaca della sesta tappa
Ci sono due italiane in meno alla partenza da Montbrison: abbandonano sia Monica Trinca Colonel che Barbara Malcotti (Human Powered Health), che avevano iniziato a manifestare problemi già dai giorni scorsi. In particolare, la scalatrice di Liv AlUla Jayco ha sviluppato un'infezione durante la notte, e si è scelto di non farla ripartire. Durante la tappa si ritira anche Eleonora Ciabocco (Team Picnic PostNL), che non stava bene già da qualche giorno.
Anche oggi Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech) si prende i punti al primo gpm sulla Côte de Périgneux (1.4 km al 6.1%), ma successivamente si sgancia una fuga di tre. All'attacco ci sono Loes Adegeest (Lidl-Trek), Katrine Aalerud (Uno-X Mobility) e Nikola Nosková (Cofidis), che riescono a prendere un paio di minuti di vantaggio. Fenix e EF-Education Oatly si mettono però a tirare per riaprire la corsa, con Kristen Faulkner che allunga ai -75. Quello della campionessa olimpica è il primo di una serie di tentativi tra salita e la successiva discesa, con Marlen Reusser (Movistar) sempre vigile nelle prime posizioni.
Adegeest e Aalerud arrivano con una ventina di secondi all'inizio del Col de Lalouvesc (8.6 km al 5%), dove vengono riprese dal ritmo della campionessa del mondo Magdeleine Vallieres (EF Education-Oatly). Dopo qualche chilometro di andatura costante, ai -51 c'è uno scatto di Paula Blasi, che allunga un po' la fila ma non fa una grande differenza. La vincitrice della Vuelta si ferma e davanti torna Kristen Faulkner, con un ritmo controllato che consente di rientrare anche a Kim Le Court di rientrare (AG Insurance-Soudal), che si era staccata a inizio salita per un problema meccanico.
Pieterse prende 5 punti al gpm, poi in discesa si giocano le loro carte sia Célia Gery (FDJ United-SUEZ) che Cédrine Kerbaol (EF Education-Oatly). Al secondo tentativo, la campionessa nazionale francese riesce a fare gap con un paio di curve da paura, mentre la sua connazionale rientra in un quintetto con Pieterse, Sarah Van Dam (Team Visma Lease a Bike), Liane Lippert (Movistar) e la maglia tricolore di Elisa Longo Borghini (UAE Team L'IMAD). Lidl-Trek e Canyon//SRAM sono le uniche due squadre con numeri rimaste fuori, ma il ritmo in gruppo non è alto e il distacco sale a 30" quando si arriva sulla Côte de Boucieu-le-Roi (3.9 km al 5.6%), ultimo gpm di giornata.

La mossa vincente di Kim Le Court
Longo Borghini fa il passo per tutta salita, ma non ci sono differenze tra le sei davanti. Pieterse scollina per prima, poi ci prova Kerbaol ma non riesce a scappare. Dietro tira sempre Antonia Niedermaier, che si sposta allo scollinamento e fa risalire il distacco a 40". A quel punto riparte Riejanne Markus (Lidl-Trek) per provare a rientrare, seguita da Le Court. Le due riescono a rientrare sullo strappetto che porta allo sprint per i secondi di abbuono, vinto proprio dalla campionessa di Mauritius.
A sorpresa, pur avendo Gery davanti a giocarsi la vittoria, si mette a tirare anche Demi Vollering, che riduce il distacco da quasi 50" a una trentina di secondi. La campionessa europea si sposta in fondo alla discesa, e quando arrivano Nienke Vinke per Lotte Kopecky e torna Faulkner per Noemi Rüegg è ormai tardi. La vittoria se la giocano le otto davanti, tra cui iniziano i giochi tattici. Ai -4.3 se ne va Le Court in un tratto di discesa, ma Longo Borghini si porta davanti per chiudere un buco che si stava allargando pericolosamente.
La campionessa italiana si incarica completamente dell'inseguimento, pur avendo a ruota avversarie ben più veloci di lei, e a due chilometri e mezzo dal traguardo riesce a riprendere la fuggitiva. Ci riprovano prima Kerbaol e poi Markus, che coglie l'attimo giusto ma viene ripresa ancora da Longo Borghini. La neerlandese riparte poco prima dell'ultimo chilometro, ma questa volta è Le Court a non farla scappare. La campionessa di Mauritius si trova così in seconda posizione ai 300 metri, quando decide di lanciare lo sprint. Gery non ha più lo spunto per vincere, mentre Pieterse sembra in grado di uscire fino agli ultimi 50 metri, ma non ci riesce. A un anno e una settimana dalla sua precedente vittoria, Kim Le Court torna a vincere al Tour de France.
Kerbaol riesce a spuntarla per la seconda posizione e prendersi 6" di abbuono utili per la classifica generale, precedendo nell'ordine Pieterse, Van Dam, Gery e Lippert. Longo Borghini prende 2" di gap dopo aver tirato per tutte nel finale, ma il vantaggio sul gruppo maglia gialla è sufficiente per salire in quarta posizione, a 2'28" dalla maglia gialla. La sua compagna Dominika Włodarczyk vince la volata a 28", mentre Reusser arriva tranquillamente davanti. Kerbaol e Le Court salgono in ottava e nona posizione, scavalcando entrambe Femke de Vries (Team Visma Lease a Bike), che perde 3'07" ed è l'unica componente della top ten a non arrivare davanti. Esce completamente di classifica anche Anna van der Breggen, che non sarà un fattore domani sul Mont Ventoux.