Tadej Pogačar ©Milano-Sanremo
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Mezza ruota nella leggenda: Pogačar chiude i conti con la Milano-Sanremo

Il campione del mondo cade nell'approccio alla Cipressa, rientra e attacca lo stesso. Van der Poel si stacca sul Poggio, Pidcock segue ma è battuto in volata. Primo trionfo alla Classicissima per Tadej

Anche nei piani che sembrano perfetti, studiati a fondo e preparati nei minimi dettagli, qualcosa può andare storto. Per Tadej Pogačar stava per andare tutto in fumo con la caduta prima della Cipressa, la salita che ha battezzato come il punto in cui lanciare il suo attacco, puntando a fare ancora più differenza rispetto allo scorso anno, quando aveva dimostrato di poter rendere possibile ciò che fino al quel momento era impensabile. L'attacco è arrivato lo stesso, praticamente nello stesso punto, ma ancora con due uomini alla sua ruota. 

Questa volta Mathieu van der Poel si è staccato sul Poggio, prima della resa dei conti definitiva, ancor più condizionato dalla caduta rispetto al rivale. Alla ruota del campione del mondo è rimasto comunque un superlativo Tom Pidcock, protagonista di una corsa al pari degli alieni delle classiche monumento. Nemmeno questa volta il campione del mondo è riuscito a realizzare quello che immaginava da tutto l'inverno, scollinare da solo e arrivare in trionfo in Via Roma. La prima vittoria di Tadej Pogačar alla Milano-Sanremo arriva in una volata a due, con lo sprint che aveva cercato con tutte le sue forze di evitare nei precedenti quattro tentativi. 

L'urlo liberatorio sul traguardo, la chiusura del conto in sospeso con la sua grande ossessione, la quarta monumento diversa e l'undicesima complessiva in carriera arrivano lo stesso, anche senza realizzare esattamente quello che aveva immaginato e pianificato nei minimi particolari in inverno. Controllare ogni singola variabile è impossibile anche se ti chiami Tadej Pogačar, colui che tutto può in sella a una bicicletta, ma fortunatamente nel ciclismo, e particolarmente alla Classicissima, non si vince solo studiando a tavolino. L'inevitabile si è compiuto, con qualche imperfezione a rendere il tutto ancora più indimenticabile.

Milano-Sanremo 2026, la cronaca della gara

Fin dalla partenza ci sono diversi scatti per portare via un gruppo numeroso. La prima fuga si neutralizza da sola sbagliando strada e finendo in mezzo al traffico, mentre il secondo tentativo è quello buono. Ci sono Alexy Faure Prost (Team Picnic PostNL) e quattro coppie: Martin Marcellusi e Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Dario Igor Belletta e Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta), Andrea Peron e David Lozano (Team Novo Nordisk), Lorenzo Milesi e Manlio Moro (Movistar). 

Domen Novak si porta davanti a sbarrare la strada ad ulteriori attacchi, poi lascia a Silvan Dillier (Alpecin-Premier Tech) il compito da custode delle prime ore. Poco dopo, il UAE Team Emirates-XRG perde subito una pedina, con il ritiro di Jan Christen. Probabile frattura della clavicola per il corridore svizzero, caduto insieme a Orluis Aular (Movistar).

Dopo il Passo del Turchino, il vantaggio dei nove davanti raggiunge anche i sette minuti, mentre dietro Dillier si sfila dopo oltre cento chilometri a controllare la situazione. Ai -64 c'è una caduta che coinvolge Marcel Camprubí (Pinarello Q36.5 Pro Cycling) e tre uomini della INEOS Grenadiers, in cui Michał Kwiatkowski ha le conseguenze peggiori. Ben Turner e Connor Swift riescono invece a risalire il gruppo con il resto della squadra, affiancando il treno UAE sui Capi. Davanti rimangono solamente Milesi, Belletta e Maestri, con poco meno di un minuto di vantaggio una volta superato Capo Berta.

Durante la volata per le posizioni nella fase decisiva prima della Cipressa, il colpo di scena: Tadej Pogačar cade, toccando la ruota di Søren Kragh Andersen (Lidl-Trek) e tirando giù anche Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe), Biniam Girmay (NSN Cycling Team), Matteo Jorgenson e Wout Van Aert. I due Visma rimangono più ancora attardati, mentre il campione del mondo prova a rientrare con l'aiuto di Florian Vermeersch e Felix Großschartner. Anche Mathieu van der Poel va per terra e rimane indietro, ma ritrova la testa del gruppo prima della Cipressa.

Pogačar riprende la coda del gruppo e fa lo slalom per tornare nel vivo della corsa, proprio nel punto dove l'anno scorso aveva fatto la differenza. Davanti ci sono Filippo Ganna, Tom Pidcock e Mads Pedersen, ma già a quattro chilometri dalla cima vengono passati da Brandon McNulty, che si porta nello zaino il grande spauracchio di tutto il resto del mondo. Lo statunitense si sposta dopo un chilometro, poi Isaac Del Toro fa 500 metri a tutta per lanciare il suo capitano. L'attacco di Pogačar arriva lo stesso, e anche quest'anno si forma un meraviglioso terzetto. Non può mancare Van der Poel, mentre al posto di Ganna c'è proprio Pidcock.

L'attacco sulla Cipressa ©UAE Team Emirates-XRG
L'attacco sulla Cipressa ©UAE Team Emirates-XRG

Allo scollinamento il loro vantaggio è superiore ai trenta secondi, con la Lidl-Trek a tirare nel secondo gruppo. Il distacco cala in pianura dopo il rientro in gruppo di Van Aert, con Victor Campenaerts a dimezzare lo svantaggio ai piedi del Poggio. Davanti c'è a lungo una collaborazione sufficiente, poi Pidcock smette saggiamente di tirare prima dei momenti decisivi. Il britannico è costretto a chiudere il buco quando Van der Poel crolla improvvisamente e si stacca nel primo chilometro di salita. Pogačar ci prova, ci riprova e ci ririprova, ma non riesce a distanziare il rivale e rimanere da solo come avrebbe voluto.

Contrariamente alle teoriche caratteristiche dei due, è lo sloveno a provare a forzare in discesa, ma il britannico rimane sempre attentissimo e non lascia mai un metro. I due arrivano a Sanremo con una ventina di secondi sul gruppone, da cui esce in solitaria Wout Van Aert. Il belga si avvicina, ma non abbastanza per rientrare realmente in corsa per la vittoria. 

In Via Roma è una questione a due: Pogačar rimane sempre davanti a controllare, calcolare bene la distanza di chi arriva da dietro e lanciare lo sprint ai 200 metri. Pidcock fa esattamente quello che deve fare, così come ha fatto per tutti i chilometri precedenti: esce al momento giusto, lo affianca, ci prova al colpo di reni ma arriva a mezza a ruota al successo più importante della sua carriera su strada e della storia del suo team. La mezza ruota che consegna a Tadej Pogačar il suo desiderio più grande, la prima Milano-Sanremo.

Van Aert torna sul podio a tre anni di distanza dalla sua ultima partecipazione, resistendo al rientro del gruppo regolato da Mads Pedersen, che torna in gara con un quarto posto molto promettente in vista della primavera. Piazzamento per una serie di sprinter resistenti, dal quinto posto di Corbin Strong (NSN Cycling Team) al sesto di Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla), uno dei tre italiani tra i primi dieci insieme a Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling) ed Edoardo Zambanini (Bahrain-Victorious), nono e decimo alle spalle di Van der Poel.

Milano-Sanremo 2026, la prima di Tadej Pogačar: i risultati

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