
Un grido D'Aiuto alla Coppi e Bartali: Filippo mette nel sacco i velocisti
Il 24enne friulano della General Store conquista il suo primo successo da prof. sul traguardo di Massalengo e sale sul trono della generale. Finale di tappa movimentato dal vento e dalla Jayco-AlUla, che inscena una vera e propria cronosquadre
Poco meno di un mese fa, Filippo D'Aiuto aveva conquistato sulla strada il Memorial Polese, una delle prime gare del calendario tricolore della categoria Elite, al termine di una lunga cavalcata solitaria. Quel risultato fu però revocato dalla giuria, che tolse il successo al corridore friulano (a vantaggio di Lorenzo Magli, che rinunciò peraltro a salire sul podio più alto in segno di rispetto verso D'Aiuto) dopo aver misurato le leve dei freni, peraltro danneggiate a seguito di una caduta. D'Aiuto non la prese per niente bene, ma fu costretto a rassegnarsi all'evidenza. Un mese più tardi, il destino ha risarcito con gli interessi il 24enne della General Store-Essegibi-F.lli Curia, che ha conquistato il suo primo successo da professionista alla Settimana Coppi e Bartali, anticipando l'annunciata volata di gruppo con un'imboscata a 8 chilometri dal traguardo di Massalengo (Lodi). L'ultimo e più eclatante colpo di scena di una tappa che, a dispetto di un profilo poco allettante, è stata invece assai spettacolare. D'Aiuto a parte, il migliore in campo è stato… il vento laterale, che ha accompagnato il gruppo negli ultimi 30 chilometri, ispirando persino un'azione-monstre della Jayco-AlUla, che ha letteralmente mobilitato tutti i suoi uomini per fare selezione nel finale. Benché la mossa non sia riuscita, tanto è bastato per appesantire la truppa, infine spiazzata dal contrattacco vincente di D'Aiuto, che ha preceduto Matteo Moschetti e Tommaso Bessega.
La cronaca della 2ª della Settimana Coppi e Bartali
Lasciato il Piemonte, la 41ª edizione della Settimana Internazionale Coppi e Bartali prosegue sulle strade della Lombardia: almeno in teoria, i 158 chilometri della 2ª tappa (Lodi-Massalengo) incoraggiano la sfida tra i velocisti. Già, perché le uniche difficoltà altimetriche della giornata sono ben distanti dalla cittadina lodigiana. Dopo un primo tratto quasi interamente pianeggiante - intervallato soltanto dallo strappo di Belfuggito di San Colombano, che non assegnerà punti per la classifica dei GPM - la carovana imbocca la salita di Montù Beccaria (3ª categoria, 3600 metri al 3,6% medio), che precede l'ingresso in un circuito intermedio indurito dal doppio passaggio a Canneto Pavese, un altro 3ª categoria di 2,7 chilometri con una pendenza media del 5,3%. Lasciato l'Oltrepò pavese, il gruppo rientra sulle strade affrontate a inizio tappa. La lunga teoria di rettilinei che caratterizzano i 50 chilometri finali è intervallata soltanto dal nuovo transito sulla rampa di Belfuggito, affrontata però dal versante più impegnativo: 800 metri al 6,8% con punte del 12%. Ultima curva a 350 metri dalla linea bianca.
Il primo tratto pianeggiante favorisce l'attacco del giapponese Manabu Ishibashi (Team UKYO) e del norvegese Jesper Stiansen (Tudor U23): entrambi rientreranno velocemente nei ranghi. Va decisamente meglio al quintetto formato dagli italiani Andrea Cantoni (Mg.K Vis-Costruzioni e Ambiente), Renato Favero (Biesse- Carrera-Premac), Marco Martini (Team Technipes #inEmiliaRomagna-Caffè Borbone). Kevin Pezzo Rosola (General Store-Essegibi-F.lli Curia) e Matteo Scofet (Padovani-Polo-Cherry Bank). Su di essi proverà a riportarsi il polacco Patriyk Goszczurny (Visma-Lease a Bike), che sarà tuttavia costretto a desistere dopo una ventina di chilometri di vana rincorsa. Ricevuto il via libera dal gruppo, pilotato dagli INEOS Grenadiers, gli uomini al comando (dai quali si sfilerà anzitempo Scofet per colpa di una foratura) accumuleranno un vantaggio massimo di poco superiore ai 4', che resterà tale fino agli ultimi 70 chilometri di corsa, quando gli inseguitori ridurranno sensibilmente le distanze su impulso degli EF EasyPost e degli XDS-Astana.
Nel frattempo, le raffiche di vento cominciano a mescolare le carte in gruppo, che si presenta abbastanza selezionato all'imbocco della rampa di San Colombano, dove il distacco dalla testa è ormai sceso al di sotto del mezzo minuto. Pur di scongiurare la volata, si affacciano in testa i grossi calibri: il primo a provarci è il campione nazionale svizzero Mauro Schmid (Jayco-AlUla), seguito dall'italiano Diego Ulissi (XDS-Astana) e dallo statunitense Andrew August (INEOS Grenadiers). La loro azione - per quanto coraggiosa - serve soltanto ad accelerare le operazioni di riaggancio: tutti insieme o quasi ai -24. Tra i corridori attardati, spiccano i nomi degli italiani Alessio Magagnotti (Red Bull-BORA-Hansgrohe) e Fausto Masnada (MBH Bank-CSB-Telecom Fort), finiti a terra qualche chilometro prima. Sia il trentino, sia il lombardo riusciranno a riagganciare il treno buono in vista del finale.
Il controllo tra le squadre dei velocisti favorisce un nuovo contrattacco: Favero ne è l'ispiratore. Alla ruota del pistard veneto si portano il corregionale Andrea Pietrobon (Polti VisitMalta) e lo svizzero Alexandre Balmer (Solution Tech-NIPPO-Rali). I tre di testa macinano un ottimo passo, che consente loro di lambire il minuto di margine a ridosso degli ultimi 15 chilometri. Tuttavia, il meglio accade alle loro spalle: quando mancano una dozzina di chilometri alla fine, il campione italiano Filippo Conca (Jayco-AlUla) si porta in testa al gruppo e, approfittando delle raffiche laterali, crea le condizioni per aprire un ventaglio. Concluso il suo lavoro, il lecchese cede il testimone ai suoi compagni di squadra, che inscenano una vera e propria cronometro a squadre per distanziare il resto della compagnia. In questo modo, si forma un gruppetto di 9 corridori: ne fanno parte l'australiano Hamish McKenzie (Jayco), l'eritreo Milkias Maekele (INEOS Grenadiers), i francesi Adrien Boichis (Red Bull) e Axel Laurance (INEOS Grenadiers), gli italiani Alessandro Covi (Jayco), Davide De Pretto (Jayco) e Giovanni Aleotti (Red Bull), il tedesco Maximilian Schachmann (Soudal-Quick Step) e il ripescato Schmid. L'azione è coraggiosa, ma non riesce a decollare: non più di 10" di vantaggio per gli aspiranti bucanieri, che saranno ripresi a poco meno di 10 chilometri dalla fine dopo aver a loro volta raggiunto Balmer, Favero e Pietrobon.
Quando le acque sembrano calmarsi, ecco la sortita dell'italiano Filippo D'Aiuto (General Store), che si lancia tutto solo all'attacco a poco meno di 9 chilometri dal capolinea. Sospinto dal vento favorevole, D'Aiuto guadagna subito una quindicina di secondi sugli inseguitori, che faticano a reagire: le fatiche di una corsa così serrata si fanno sentire, eccome. Per la verità, la Petrolike cerca di spezzare il silenzio, ma il cronometro dà ragione al friulano, che si presenta agli 5000 metri finali con quasi 20" di margine. Un paio di cambi di direzione favoriscono il solitario battistrada, che conserva ancora una decina di secondi al passaggio sotto lo striscione dell'ultimo chilometro. A questo punto, la partita è chiusa: Filippo D'Aiuto conquista il suo primo successo da professionista, che coincide peraltro con la prima vittoria di sempre in massima serie per la Continental veneta e la prima firma italiana alla Coppi e Bartali dopo due anni di digiuno. Un festival azzurro alle spalle del vincitore: Matteo Moschetti (Pinarello-Q36.5, a 9") inaugura la sfilata dei battuti, mettendosi alle spalle Tommaso Bessega (Polti), Magagnotti e Alessio Menchini (Technipes). A seguire lo slovacco Martin Svrček (Soudal), Laurance, Boichis e altri due italiani: Thomas Pesenti (Polti) e Niccolò Arrighetti (General Store).

Grazie a questo coraggioso colpo di mano, D'Aiuto è anche il nuovo leader della generale con 9" su Laurance e 12" su Ulissi.
L'ordine d'arrivo
Venerdì l'arrivo a Iseo
La Coppi e Bartali resterà in Lombardia anche per la 3ª tappa, interamente bresciana: partenza da Erbusco, arrivo a Iseo dopo 175,5 km. Superato di slancio un primo circuito di circa 42 chilometri da ripetere per tre volte, la corsa punterà in direzione della cittadina lacustre, non prima di aver affrontato il Passo Tre Termini, un 1ª categoria di 8,4 chilometri al 5,7% di media, posizionato a 24 chilometri dall'arrivo. Dopo un breve tratto in contropendenza, la strada scende costantemente fino agli ultimi 9 chilometri, che si sviluppano su un percorso lievemente ondulato. Facile immaginare un arrivo per pochi eletti.
Differita sul canale YouTube della Lega del ciclismo professionistico dalle 16. Sintesi su Rai Sport HD alle 17.30.
