Paula Blasi vince la Vuelta sull'Angliru ©UAE Team ADQ/Getty Sport
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Inizia l'era Paula Blasi, prima Vuelta di sempre per la Spagna. Stiasny vince sull'Angliru

La classe 2003 stacca Van der Breggen sull'ultima salita e diventa la prima spagnola a vincere la corsa di casa. Successo impensabile per la scalatrice svizzera, Bunel sul podio finale

Come Roberto Heras, come Alberto Contador, come nessun'altra. Paula Blasi diventa la prima donna spagnola a vincere la Vuelta, e lo fa nella prima storica scalata dell'Angliru in una corsa femminile. Una giornata dal valore storico incalcolabile, che segna l'inizio di una nuova era e consacra un'atleta dal futuro luminoso e dal presente già brillantissimo. La catalana classe 2003, che nemmeno un anno fa firmava il suo primo contratto World Tour con il UAE Team ADQ, si era già rivelata al grande pubblico con il successo all'Amstel Gold Race dello scorso 19 aprile, ma questa vittoria vale ancora di più. 

In anni in cui La Vuelta si sta affermando sempre di più come la terza grande corsa a tappe, aumentando il numero di giorni di gara e iniziando a esplorare salite mitiche, l'ascesa rapidissima di un'atleta di casa con il potenziale per diventare speciale ha mosso grandissimo interesse in patria già dalla vigilia, dopo una campagna delle Ardenne in cui Blasi era stata formidabile. Ora che questo potenziale si è già tramutato nella maglia rossa, tutto il movimento spagnolo ha un'occasione irripetibile per crescere ancora di più, dopo anni in cui tante squadre locali hanno avuto difficoltà e ai massimi livelli c'era solo l'eterna Mavi García a tirare la carretta.

In una giornata decisiva per la generale, in cui Anna van der Breggen ha perso la maglia rossa che aveva conquistato ieri a Les Praeres, non va comunque trascurata la vincitrice di tappa, anche se in classifica ha chiuso trentesima a oltre dodici minuti da Blasi. Un ritardo che Petra Stiasny ha accumulato interamente nelle prime cinque tappe, che hanno esposto le sue difficoltà a rimanere in gruppo in situazioni di corsa nervosa. La ventiquattrenne svizzera della Human Powered Health è una scalatrice purissima, che aveva già fatto intravedere qualcosa ma non si era ancora mai espressa a questi livelli. Questa vittoria può essere il trampolino di lancio di cui aveva bisogno per credere di poter andare oltre i propri limiti.

Petra Stiasny ©La Vuelta Femenina/Cxcling
Petra Stiasny ©La Vuelta Femenina/Cxcling

La Vuelta 2026, la cronaca dell'ultima tappa

Partenza da Pola de Laviana per l'ultima tappa, che è anche la più lunga (133 chilometri), ha tre gpm prima della salita finale per quasi 3500 metri di dislivello complessivi. La fuga si sgancia solo dopo l'Alto de Santo Emiliano, dove Ashleigh Moolman (AG Insurance-Soudal) passa per prima e passa momentaneamente in testa alla classifica dei gran premi della montagna. Intorno ai -100 si muovono le sorelle Markus: Riejanne (Lidl-Trek) raggiunge Femke (Team SD Worx-Protime) in fuga, con Liane Lippert (Movistar) a completare un terzetto che prende oltre quattro minuti di vantaggio.

Le fuggitive hanno ancora 1'40" in cima all'Alto del Tenebredo, poi il vantaggio aumenta ancora oltre i due minuti nell'avvicinamento all'Angliru. Allo sprint intermedio di Las Mazas c'è l'ultima volata per la maglia verde, con Lotte Kopecky (Team SD Worx-Protime) che sorveglia Franziska Koch (FDJ United-SUEZ) e certifica la vittoria nella classifica a punti, tempo massimo permettendo.

Lippert stacca entrambe le Markus e prosegue da sola sulle prime rampe dell'Angliru, precedenti ai chilometri veramente duri. In gruppo c'è grande controllo fino al cambio di pendenza, con le Uno-X Mobility davanti per la classifica di Katrine Aalerud. Ai -6.5 la prima a muoversi è Gaia Realini (Lidl-Trek), specialista da grandi salite come Petra Stiasny (Human Powered Health), che si mette in testa successivamente. Mentre si inizia a fare selezione c'è ancora Valentina Cavallar nelle prime posizioni a scortare Van der Breggen, e quando viene ripresa Lippert davanti sono solamente in sei, con Paula Blasi (UAE Team ADQ), Marion Bunel (Team Visma Lease a Bike) e Juliette Berthet (FDJ United-SUEZ) a completare il gruppo di testa.

Ai -4.5 si mette davanti la maglia bianca, mentre Van der Breggen che arretra in quarta ruota. Quella di non superare Stiasny non è una scelta, e lo si capisce presto. La maglia rossa si stacca a meno di quattro chilometri dalla vetta, e Blasi si trova di fronte alla sua grande occasione. La catalana chiude i pochi metri che la separano da Bunel, si mette in testa e aumenta l'andatura, trovando subito un ritmo efficace. Nel giro di poche centinaia di metri la capitana UAE si trova sola in testa alla corsa e con una Vuelta da andare a vincere

Il momento in cui Blasi distanzia Van der Breggen ©UAE Team ADQ/Getty Sport
Il momento in cui Blasi distanzia Van der Breggen ©UAE Team ADQ/Getty Sport

Blasi accumula subito un margine di sicurezza, mentre Van der Breggen prova ad evitare il naufragio con l'aiuto di Cavallar, ma in alcuni frangenti fatica a seguire anche la compagna di squadra. La vittoria finale è ormai decisa, ma questa volta non c'è la classica accoppiata tappa e maglia. Petra Stiasny rimonta da scalatrice purissima, danzando sui pedali nel momento di massimo sforzo, e ai -2 va a riprendere e staccare anche la spagnola, che probabilmente ha forzato un po' troppo per andare a cercare la maglia rossa. 

Terminate le rampe in doppia cifra di una salita come sempre brutale, le ultime centinaia di metri sono in discesa. Sul traguardo dell'Angliru possono esultare in due. Petra Stiasny trova una vittoria di tappa impensabile, la seconda della sua carriera e la prima a questo livello, mentre Paula Blasi completa la sua ultima fatica e può lasciarsi andare: è lei la vincitrice della Vuelta 2026, la prima spagnola della storia.

Nel finale Bunel viene superata da Berthet e arriva quarta a 43", blinda il podio ma non riesce a salire al secondo posto. Van der Breggen chiude in quinta posizione, a 59" dalla vincitrice e 36" dalla sua giovane rivale. Blasi si prende la maglia rossa per ventiquattro secondi, mentre Bunel è terza a 49". Tutte le altre sono oltre i due minuti e mezzo, con uno strepitoso quarto posto per Usoa Ostolaza (Laboral Kutxa-Fundación Euskadi) e due italiane tra le prime dieci. Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco) perde tre posizioni ed è settima a 2'51", scavalcata anche da Berthet e Urška Žigart (AG Insurance-Soudal), mentre Barbara Malcotti (Human Powered Health) riesce a salire fino alla nona posizione.

Petra Stiasny vince sull'Angliru, Paula Blasi vince la Vuelta: i risultati finali

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