Tadej Pogačar vince a Le Markstein ©Tour de France
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Il giallo oltre la siepe: Tadej Pogačar si prende un'altra tappa del Tour de France

La maglia gialla stacca tutti sul Col du Haag e arriva ancora da solo a Le Markstein. Doppietta UAE con Del Toro che batte Seixas e Vingegaard, poco dietro Ayuso e i Red Bull

Sulle 125 vittorie totali in carriera, Tadej Pogačar ne ha ottenute esattamente il 20% in tappe del Tour de France. Non serve dire molto altro, dopo il quarto successo della maglia gialla in questa edizione, all'inizio del weekend della seconda settimana. Il campione del mondo si ripete sul traguardo di Le Markstein, dove aveva già vinto nella ventesima del 2023, in un contesto molto diverso e in un modo molto diverso. L'attacco sul Col du Haag è ancora una volta decisivo, mentre tutto il resto del mondo resta dall'altra parte della siepe, per usare come metafora il nome tradotto della salita finale. Nell'incertezza della sfida per il secondo posto è coinvolto anche Jonas Vingegaard, che non ha più il cambio di passo per giocarsela alla pari con il suo storico rivale. 

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Il gruppo riparte da Mulhouse e si lascia alle spalle un temporale già prima dello sprint intermedio, dove Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) batte ancora Mads Pedersen (Lidl-Trek). Il danese sale a 397 punti, +36 sul belga e +50 su Biniam Girmay (NSN Cycling Team) nella classifica della maglia a verde. Poco dopo il traguardo inizia la salita del Grand Ballon (21.6 km al 4.8%), dove partono le manovre di formazione della fuga. 

La squadra più attiva è la EF Education-EasyPost, con Georg Steinhauser, Alex Baudin e Ben Healy in appoggio a Richard Carapaz per portare via il tentativo giusto. L'ecuadoriano viene battuto nella volata al gpm da Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), ma con loro dopo lo scollinamento c'è un altro gruppone di ventisette corridori. In fuga Bruno Armirail, Victor Campenaerts e Matteo Jorgenson (Team Visma Lease a Bike), Mattia Cattaneo (Red Bull-BORA-hansgrohe), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Aurélien Paret-Peintre (Decathlon CMA CGM), Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), Egan Bernal, Thymen Arensman e Tobias Foss (Netcompany INEOS), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Pablo Castrillo, Einer Rubio e Raúl García Pierna (Movistar), Lars Craps e Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), Marc Hirschi e Michael Storer (Tudor Pro Cycling), Seb Berwick (Caja Rural-Seguros RGA), Anders e Tobias Halland Johannesen (Uno-X Mobility), ma soprattutto Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), ancora all'attacco pur essendo quarto in classifica, insieme al compagno Damien Howson.

Steinhauser e Healy sul Grand Ballon ©Tour de France
Steinhauser e Healy sul Grand Ballon ©Tour de France

Nils Politt controlla il ritmo per tutta la salita e tiene la fuga intorno al 1'20", mentre davanti c'è un frazionamento in discesa mentre si passa nella zona del traguardo. Healy e i gemelli Johannesen raggiungono Paret-Peintre e Carapaz, poi si sganciano anche Castrillo e Rubio con Arensman. Il colombiano sfrutta il lavoro del compagno per provare a rientrare sul Col du Page (9.8 km al 4.8%), mentre Arensman deve rincorrere dopo un problema meccanico. Il resto della fuga prova a resistere al rientro del gruppo, e riguadagna un minuto sulla spinta di Armirail.

I sei davanti arrivano con 3'15" sulla maglia gialla ai piedi del Ballon d'Alsace (9 km al 6.9%), mentre Arensman prova a inseguire ancora ma viene ripreso dal gruppo Pidcock, completato da Armirail, Jorgenson, Cattaneo, Simmons, Paret-Peintre, Tiberi, Van Eetvelt, Storer con Hirschi e Bernal con Foss. Il loro vantaggio è di poco superiore al minuto quando si mette a tirare Felix Großschartner. Il ritmo dell'austriaco della UAE porta a chiudere il gap in prossimità del gpm, mentre davanti passa ancora per primo Paret-Peintre.

Tadej Pogačar non lascia niente

Una volta neutralizzato il tentativo di Pidcock, l'attenzione è tutta sulla vittoria di tappa. I sei davanti mantengono un vantaggio di 1'45" nel fondovalle dopo il Ballon d'Alsace, in cui Healy spinge per tenere vive le speranze del suo capitano. L'irlandese si stacca sul successivo Col du Hundsruck, ma la UAE rimane sempre in controllo della situazione senza dover spendere altri uomini. Carapaz, Paret-Peintre, Tobias Johannesen e Rubio arrivano con 1'27" ai piedi del Col du Haag (11.2 km al 7.3%), l'ultima salita di giornata, con chance minime di arrivare in fondo. 

La volata per le posizioni all'imbocco della salita porta davanti la Decathlon CMA CGM, che alza il ritmo con Tiesj Benoot. L'andatura del belga e di Nicolas Prodhomme fa staccare sia Brandon McNulty che Adam Yates, gli ultimi due gregari UAE rimasti in gruppo. Quando si sposta il francese infatti arriva Sepp Kuss (Team Visma Lease a Bike), che scandisce un passo non esagerato in un gruppetto in cui sono rimasti quasi solo i capitani, ad eccezione di Pidcock. Davanti intanto si è accesa la sfida tra gli uomini in fuga: Carapaz stacca Johannesen ai -15 e prova ad andarsene da solo, con ancora un minuto di vantaggio.

Dopo il primo risciacquo ci prova Florian Lipowitz, seguito da Paul Seixas, ma Kuss va subito a chiudere con la sua ultima trenata. A quel punto va davanti direttamente Jonas Vingegaard per mettere pressione sugli altri, staccando prima Lenny Martinez e Mattias Skjelmose e poi anche Remco Evenepoel, mentre Isaac Del Toro rimane agganciato in qualche modo, così come Juan Ayuso. A tre chilometri dal gpm Johanessen va a riprendere Carapaz, ma i migliori di classifica sono ormai lì a pochi secondi e vanno a chiudere ai -8.

Passa ancora un chilometro, poi arriva l'attacco risolutivo. Tadej Pogačar stacca tutti a un chilometro e mezzo dallo scollinamento, facendo subito gap su Vingegaard, che sa di poter solo tenere il suo passo e perdere il meno possibile. Il danese scollina con quasi venti secondi di distacco, e non da solo. Seixas prima e Del Toro poi riescono a raggiungere il vincitore del Giro d'Italia, mentre alle loro spalle c'è un altro trio con Lipowitz, Ayuso e il rientro di Evenepoel

Pogačar guadagna ancora nei 6 chilometri di falsopiano che portano al traguardo di Le Markstein, vincendo la quarta tappa su quattordici e la venticinquesima in carriera al Tour. Per la seconda volta è doppietta UAE, con Del Toro che può permettersi di non tirare prima di battere Seixas nella volatina a 38". Vingegaard cede qualcosa nel finale dopo aver speso più di tutti, come già era successo a Le Lioran. Evenepoel chiude quinto a 48", mentre Ayuso cede la maglia bianca a Seixas per tre secondi. Il francese è l'unico a guadagnare una posizione oltre a quella recuperata su Pidcock, che arriva a 3'34" e scende in nona posizione.

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