Il trentesimo numero di Muri arriva a fare i conti, in due sensi diversi. Da una parte i conti più scomodi che il ciclismo possa fare: quanti corridori muoiono in corsa, e se abbia senso continuare a chiamarlo lo sport più pericoloso del mondo senza prima aver fatto le distinzioni giuste. Dall'altra i conti più familiari della vigilia di un Grande Giro: palmarès, precedenti, maglie ancora da vincere, con Tadej Pogačar pronto a inseguire alla Vuelta quello che Jonas Vingegaard si è già preso al Giro.

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Lo sport più pericoloso del mondo?

Il primo pezzo nasce dalla morte di Finlay Tarling, il diciannovenne gallese scomparso lo scorso 14 agosto durante la Volta a Portugal, ma non si sofferma su quell'episodio. Prova invece a rispondere con ordine a una domanda che ogni tragedia del genere riporta a galla, e che raramente riceve una risposta seria: il ciclismo è davvero lo sport più pericoloso del mondo? Un percorso tra i decessi dell'ultimo decennio nel gruppo professionistico, il confronto, con tutte le cautele che i numeri piccoli impongono, con base jumping, alpinismo estremo, motociclismo e ippica, e le scelte, già adottate o ancora da fare, che possono ridurre il rischio: dal casco obbligatorio del 2003 alla prospettiva, non più così lontana, degli airbag indossabili.

Jonas si è tinto di rosa, Tadej pronto a farlo con la Roja

Il secondo pezzo, a cura di Michele Moretti, guarda alla Vuelta a España che scatta sabato da Monaco. Al centro Tadej Pogačar, che dopo il trionfo di Vingegaard al Giro proverà a completare la propria collezione di Grandi Giri, un'impresa riuscita finora solo a Anquetil, Hinault e Froome. Intorno a lui, le trame della corsa: Felix Gall a caccia del podio dopo il secondo posto al Giro, Skjelmose al suo primo assalto a un podio in un Grande Giro, un Roglič che insegue la quinta Vuelta della carriera, il duello a distanza fra Pedersen e Van Aert per la maglia verde, l'esordio di Matthew Brennan, e il bilancio delle squadre che arrivano all'ultimo Grande Giro della stagione a bocca asciutta, Movistar su tutte.

Vingegaard e il Trofeo Senza Fine, con i Fori Imperiali (sfuocati) alle spalle (© RCS Sport)
Vingegaard e il Trofeo Senza Fine, con i Fori Imperiali (sfuocati) alle spalle (© RCS Sport)

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