Sigrid Ytterhus Haugset vince la terza tappa ©Tour de France
Sigrid Ytterhus Haugset vince la terza tappa ©Tour de France

Negli ultimi anni di ciclismo femminile e maschile, per raggio dell'azione, contesto, risultato e fattore sorpresa, è praticamente impossibile trovare un'impresa paragonabile a quella compiuta oggi da Sigrid Ytterhus Haugset, specialmente al Tour de France. La campionessa nazionale norvegese vince la terza tappa a Poligny ed è la nuova maglia gialla dopo una fuga solitaria di 88 chilometri, iniziata dopo una partenza piena di salite e da un gruppo già selezionato. Per oltre settanta, la scandinava della Uno-X Mobility è stata inseguita da Lotte Kopecky, non esattamente l'avversaria più comoda che vorresti alle tue spalle in una situazione del genere. La belga della SD Worx-Protime è partita dal gruppo quando il distacco era di poco superiore al minuto e mezzo, è arrivata a poco più di dieci secondi negli ultimi chilometri, ma alla fine ha dovuto mollare la presa. 

Sigrid Ytterhus Haugset ©Tour de France
Sigrid Ytterhus Haugset ©Tour de France

La classe 1999, che fino all'ultimo campionato nazionale non aveva mai vinto una corsa, ma ha più volte fatto vedere di avere il motore per essere competitiva nelle gare più dure (top 20 sia alla Strade Bianche che alla Liegi, settima nell'ultima tappa del Giro d'Italia), vince il braccio di ferro a distanza con una due volte campionessa del mondo e si regala una giornata memorabile e impensabile, insieme a una maglia che forse non avrebbe nemmeno osato sognare. Dietro ci sono stati i primi movimenti tra le donne di classifica, ma senza distacchi al traguardo. Ci sarà tempo per valutare i valori in campo nei prossimi giorni, oggi la copertina è tutta per l'impresa dell'anno, firmata da Sigrid Ytterhus Haugset.

Tour de France 2026, la cronaca della terza tappa

Si riparte ancora da Ginevra, ma dopo pochi chilometri il Tour arriva in Francia e passa subito per un prima categoria, il Col de la Faucille (11.6 km al 6.3%). La corsa è subito tirata, e il ritmo è troppo forte perché le velociste possano pensare di rimanere davanti. Si forma presto il gruppetto con dentro Lorena Wiebes (Team SD Worx-Protime), confermando che dopo due giorni cambierà la maglia gialla. Al gpm prende 10 punti Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech), che precedentemente era rimasta coinvolta in una caduta insieme a Demi Vollering (FDJ United-SUEZ), Noemi Rüegg e Magdeleine Vallieres (EF Education-EasyPost), tutte senza conseguenze.

Dopo un primo tentativo di Lucinda Brand (Lidl-Trek), ai -110 si sgancia un gruppetto completato dalla sua compagna Loes Adegeest (Lidl-Trek), Femke de Vries (Team Visma Lease a Bike), Célia Gery (FDJ United-SUEZ), Rosa Maria Klöser (Canyon//SRAM), Liane Lippert (Movistar), Justine Ghekiere (AG Insurance-Soudal), Yara Kastelijn (Fenix-Premier Tech), Sigrid Ytterhus Haugset (Uno-X Mobility), Nienke Vinke e Lotte Kopecky (Team SD Worx-Protime). Questa fuga non resiste a lungo, ma Haugset prosegue in solitaria e scollina per prima il Col de la Savine (5.6 km al 5.2%).

La campionessa norvegese riesce a prendere un buon vantaggio, mentre alle sue spalle c'è il primo vero momento di calma dopo la partenza a fuoco. Il distacco sale fino a 1'30" ai -75, quando Kopecky riparte da sola per provare a rientrare sulla testa della corsa. La belga guadagna velocemente sul gruppo, dove la Visma Lease a Bike controlla senza spingere, ma fatica a ricucire il gap sulla fuggitiva, che allo sprint intermedio di Champagnole ha quasi cinque minuti sul gruppo ed è maglia gialla virtuale.

Kopecky riesce a recuperare qualcosa nel successivo tratti di saliscendi, arrivando con 40" da recuperare ai piedi della Côte de Chaux-Champagny (1.9 km al 5.5%), ultima salita categorizzata di giornata. I primi metri sono i più impegnativi, e in cima allo strappo c'è anche lo sprint che assegna secondi di abbuono. Un trampolino ideale per un primo test tra le donne di classifica, azionato da Kim Le Court (AG Insurance-Soudal). 

La campionessa di Mauritius attacca e viene seguita inizialmente da Femke de Vries (Team Visma Lease a Bike) e Célia Gery (FDJ United-SUEZ), mentre Pauline Ferrand-Prévot e Vollering ci mettono un po' più a rispondere ma sono lì. Non si tira indietro nemmeno Kasia Niewiadoma (Canyon//SRAM), che riceve un po' di aiuto da Antonia Niedermaier e poi riparte, mentre davanti sono tornate anche Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech) Elisa Longo Borghini (UAE Team L'IMAD), Marlen Reusser (Movistar). La campionessa italiana risponde bene all'accelerazione della polacca, mentre Reusser riperde qualche metro prima dello scollinamento insieme a Ferrand-Prévot. Le Court si prende i 2", ma l'azione non ha abbastanza continuità dopo il traguardo intermedio.

Davanti si forma un gruppetto di nove (Le Court, Vollering, Longo Borghini, Pieterse, Reusser, Niewiadoma con Niedermaier e Ferrand-Prévot con De Vries), con una ventina di secondi su un secondo gruppo con dentro la maglia bianca Paula Blasi (UAE Team L'IMAD) e Cédrine Kerbaol (EF Education-Oatly), che ai -13 riescono a chiudere. Rientra poco dopo anche Anna van der Breggen (Team SD Worx-Protime), e a quel punto nessuna ha più interesse a spingere fino alla fine.

Sigrid Ytterhus Haugset fa il numero dell'anno

La vittoria di tappa rimane una questione a due, ma ben presto si arriva alla risoluzione dei conti. Dopo essere arrivata a dieci secondi e a contatto visivo con la testa della corsa, Kopecky cala prima di Haugset, che negli ultimi chilometri continua a guadagnare e va a prendersi una vittoria memorabile. Dopo oltre ottanta chilometri di fuga, la campionessa norvegese arriva in trionfo sul traguardo di Poligny, regala la prima vittoria sia alla sua squadra che al suo Paese con l'azione solitaria più lunga nelle cinque edizioni di questa corsa e va in maglia gialla.

Kopecky arriva completamente prosciugata a 1'24", un distacco inferiore appena di una decina di secondi rispetto al momento in cui era partito il suo inseguimento, un'ulteriore conferma di quanto Haugset sia stata forte. Dietro c'è ancora qualche scintilla sull'ultimo strappo ai -5, ma si arriva in volata in un gruppo di quasi quaranta unità. Terzo posto per Marianne Vos (Team Visma Lease a Bike), che allo sprint batte Usoa Ostolaza (Laboral Kutxa-Fundación Euskadi) e Le Court, una delle protagoniste di giornata.

La campionessa di Mauritius rimane seconda in classifica, ma ora davanti a lei c'è Haugset con 2'02" di vantaggio. Per la norvegese, tre volte campionessa nazionale a cronometro e dodicesima allo scorso mondiale di Kigali, il riferimento sono i 2'10" di vantaggio su Reusser, alla vigilia della prova contro il tempo di 21 chilometri in programma domani, la prima tappa veramente cruciale per la classifica generale.