
La nuova pepita della Visma|Lease a Bike è un belga cresciuto in Spagna, Matisse van Kerckhove
Il diciannovenne ha vinto le ultime tre corse a tappe a cui ha partecipato, dimostrando di non essere solo un cronoman e di saperci fare anche in salita
Sedicesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Tour of Japan, Tour of Lithuania, Alpes Isère Tour e Matisse van Kerckhove, già vincitore di tre corse a tappe in questa stagione.
Le corse della settimana
Tour of Japan

In settimana si è disputata la ventinovesima edizione del Tour of Japan, la più importante corsa a tappe del paese del Sol Levante, che ha una durata di otto giorni. A darsi battaglia sono state sedici squadre: un ProTeam (la Solution Tech NIPPO Rali), tredici Continental e le selezioni nazionali di Giappone e Uzbekistan.
La corsa si è aperta con un cronoprologo totalmente pianeggiante di appena 2600 metri. La prova è stata vinta da Tommaso Dati (Team UKYO), già vincitore di due corse professionistiche italiane in questa stagione. Il ventitreenne ha fatto segnare un tempo migliore di 1” rispetto a quello del compagno di squadra Tetsuo Yamamoto e di 2” rispetto a quello del danese Mads Andersen (Swatt Club).
La prima tappa prevedeva un circuito di 17 chilometri, con diversi strappi, da ripetere sei volte. Quattro uomini hanno fatto la differenza e si sono giocati il successo allo sprint: si è imposto nuovamente Tommaso Dati, che ha rafforzato, così, la leadership in classifica. Il toscano si è messo alle spalle il veterano spagnolo Benjamín Prades (VC Fukuoka) e il compagno di squadra Federico Iacomoni.
Il circuito che caratterizzava la seconda frazione prevedeva una salita abbastanza impegnativa da ripetere nove volte. Circa trenta corridori sono arrivati insieme ai piedi della rampa finale ed è stato ancora il Team UKYO a vincere: Tommaso Dati si è messo a disposizione di Nicolò Garibbo, che ha ripagato la fiducia della squadra, superando allo sprint Benjamín Prades e Oscar Gallagher (CCACHExBODYWRAP). Dati ha conservato la maglia di leader.
La terza tappa era una cronosquadre di 11 km, dal percorso molto ondulato. A stampare il miglior tempo è stata l’unica formazione professionistica al via, la Solution Tech NIPPO Rali. La formazione italiana ha interrotto il dominio del Team UKYO, battendolo di 1”. Al terzo posto si è piazzata un’altra compagine del nostro paese, lo Swatt Club, che ha pagato 5” ai vincitori. Tommaso Dati è rimasto in testa alla classifica.
La quarta frazione prevedeva un circuito di 12 chilometri da ripetere dieci volte, con all’interno una salita abbastanza impegnativa e una rampa di un chilometro che conduceva al traguardo. Tre corridori hanno fatto la differenza, anticipando di 11” un gruppetto di una ventina di uomini. La volata per la vittoria ha premiato il leader Tommaso Dati, che ha avuto la meglio su Matteo Fabbro (Solution Tech NIPPO Rali) e Nils Sinschek (Li Ning Star).
La quinta era la tappa regina della corsa, con la durissima scalata del Monte Fuji. Quest’anno era lunga poco più di 62 km e, come al solito, i distacchi sono stati importanti. Matteo Fabbro si è dimostrato nettamente il più forte scalatore in gara e ha staccato nettamente tutti gli altri. Il friulano, che ha conquistato anche la maglia di leader, ha tagliato il traguardo con 32” di vantaggio sul compagno di squadra Kamiel Bonneu e 51” sull’esperto argentino Eduardo Sepúlveda (Li Ning Star).
La sesta frazione non era particolarmente impegnativa, ma presentava un finale in leggera salita. I fuggitivi sono stati ripresi solo all’ultimo chilometro e Oscar Gallagher ha giocato di anticipo, prendendo in testa l’ultima curva e facendo il vuoto. L’australiano ha messo 1” tra sé e il resto del plotone, in cui il venezuelano Leonel Quintero (Victoire Hiroshima) si è preso il secondo posto davanti allo sloveno Tilen Finkšt (Solution Tech NIPPO Rali). In classifica generale non ci sono stati cambiamenti.
L’ultima tappa consisteva nel classico circuito di Tokyo, del tutto privo di difficoltà altimetriche. Come prevedibile tutto si è concluso in una volata di gruppo, che si è rivelata combattutissima: il tedesco Lucas Carstensen (Kinan) si è imposto solo al fotofinish sul favorito Alexander Salby (Li Ning Star), che ha trovato troppo tardi lo spazio per lanciare il suo sprint. Tilen Finkšt ha completato il podio di giornata.
Matteo Fabbro ha conquistato il successo finale, con 55” di margine su Kamiel Bonneu e 57” su Benjamín Prades. Tommaso Dati ha vinto la classifica a punti, la maglia dei GPM è andata a Francesco Carollo (Swatt Club) e Will Heath (CCACHExBODYWRAP) si è preso il titolo di miglior giovane. La Terengganu, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.
Tour of Lithuania

Per il terzo anno consecutivo, il Tour of Lithuania, corsa a tappe di cinque giorni, è stato confermato nel calendario internazionale. Le squadre al via sono state ventidue: dieci Continental, sette formazioni dilettantistiche, le nazionali di Estonia, Lettonia e Lituania e due selezioni regionali norvegesi.
La prima tappa non era particolarmente impegnativa e sembrava molto adatta alle ruote veloci, ma, a causa del forte vento, c’è stata grandissima selezione. Davanti sono rimasti soltanto in sei, diventati tre a causa di una caduta all’ultima curva. Alexander Konychev (China Anta-Mentech) si è imposto nettamente davanti a Rait Ärm (Energus) e Magnus Machholdt (Reffen CO:PLAY Giant Store) e ha preso possesso della prima maglia di leader.
La seconda frazione aveva un profilo abbastanza simile alla precedente, ma, ancora una volta, la volata di gruppo è rimasta un’utopia. Un gruppetto di una dozzina di uomini ha fatto la differenza e, ai -10, in quattro si sono avvantaggiati ulteriormente. Lauri Tamm (Nazionale Estonia) ha sorpreso i compagni di avventura con uno scatto a 1500 metri dal traguardo ed è andato a vincere con 3” su Radosław Frątczak (Wibatech Lubelskie Perła Polski), Magnus Machholdt e Alexander Konychev, che ha mantenuto la testa della classifica generale.
La terza tappa, esattamente come le precedenti, era sulla carta adatta alle ruote veloci e, per una volta, il pronostico è stato rispettato. Circa cinquanta corridori si sono giocati il successo allo sprint e la vittoria è andata a Karl Kurits (Nazionale Estonia). Il ventenne, già protagonista nell’edizione dello scorso anno, ha avuto la meglio su Radosław Frątczak e Mārtiņš Pluto (Energus). Alexander Konychev, quarto, è rimasto al comando della classifica.
Anche la quarta frazione era sostanzialmente pianeggiante, ma, per la terza volta, non c’è stata la volata generale. Due fuggitivi hanno beffato il plotone e Dylan Hicks ha regalato la prima storica vittoria internazionale alla Continental finlandese UN. Il britannico ha battuto senza problemi il tedesco Julian Borresch (REMBE|rad-net), mentre il gruppo ha pagato 24” ed è stato regolato da Mārtiņš Pluto. Alexander Konychev, ancora una volta quarto, ha conservato la maglia di leader.
La quinta tappa non presentava grandi asperità, ma era comunque la più impegnativa della corsa. Non c’è stata grande selezione e si è vista la seconda volata di gruppo della corsa: Karl Kurits si è confermato il miglior velocista in gara e ha centrato il secondo successo personale. Alle sue spalle, Lauri Tamm ha completato la doppietta della nazionale estone, mentre Alexander Konychev ha chiuso terzo, migliorandosi di una posizione rispetto alle tre frazioni precedenti.
Alexander Konychev ha conquistato il successo finale (e la classifica a punti), con 9” di margine su Lauri Tamm, miglior giovane della corsa, e 11” su Magnus Machholdt. La ATT Investments ha vinto la graduatoria a squadre, mentre Rait Ärm si è imposto in quella degli sprint intermedi
Alpes Isère Tour

In Francia si è disputata la trentacinquesima edizione dell’Alpes Isère Tour, corsa a tappe di cinque giorni. Al via si sono presentate ventidue squadre: un ProTeam (la Bardiani CSF 7 Saber), diciannove Continental, una formazione dilettantistica e una selezione regionale locale.
La prima tappa era la più semplice altimetricamente, anche se il profilo non era completamente piatto: le difficoltà altimetriche, comunque, non erano impossibili. Ciononostante, quattro corridori di alto livello sono riusciti a beffare il gruppo, anticipandolo di 11”. La volata per la vittoria ha premiato Matisse van Kerckhove (Visma|Lease a Bike Development), che ha battuto al fotofinish Guus van den Eijnden (Alpecin-Premier Tech Development). Victor Jean (Elite Fondations) ha chiuso terzo. Il vincitore si è preso anche la prima maglia di leader.
La seconda frazione presentava qualche strappo in più della precedente, l’ultimo dei quali si concludeva a soli 4 km dal traguardo. Nessuno è riuscito a fare la differenza e circa quaranta corridori si sono giocati il successo allo sprint: a spuntarla è stato Tom Lambert Wetzel (VC Villefranche Beaujolais), che ha superato proprio negli ultimi metri Valentin Darbellay (Elite Fondations). Peter Øxenberg, corridore della Netcompany INEOS in gara con il devo team, ha completato il podio di giornata. Le prime tre posizioni della classifica sono rimaste invariate.
Anche la terza tappa aveva un profilo abbastanza ondulato, ma, rispetto al giorno precedente, le salite erano più lontane dal traguardo. Gavin Hlady si è presentato da solo sul rettilineo finale, ma con il gruppo a un passo. Lo statunitense ha subito una beffa atroce: è stato, infatti, battuto al fotofinish da un solo corridore in rimonta dal plotone, il belga Liam van Bylen (Decathlon CMA CGM Development). Dawid Lewandowski (NSN Development) si è piazzato al terzo posto. La generale è rimasta immutata.
La quarta frazione prevedeva le salite più difficili nella prima metà del percorso, ma l’ultimo strappo (non troppo duro), terminava a soli 3 km dal traguardo. Il gruppo è arrivato molto allungato e solo quindici corridori sono stati cronometrati con lo stesso tempo. Elliot Rowe (Visma|Lease a Bike Development) ha preceduto nettamente David Haverdings (Alpecin-Premier Tech Development) e Corentin Lequet (Auvergne-Rhône-Alpes). Matisse van Kerckhove ha conservato la maglia di leader.
L’ultima tappa era decisamente la più impegnativa, con tante difficoltà altimetriche disseminate lungo il percorso e l’arrivo in cima a una salita di 4 km. In quattro si sono presentati insieme all’ultimo chilometro e Peter Øxenberg ne è uscito vincitore, con un’accelerazione bruciante, che ha costretto il leader Matisse van Kerckhove ad accontentarsi del secondo posto. Matteo Vanhuffel (Development Picnic PostNL) ha chiuso terzo, a 3”.
Matisse van Kerckhove ha conquistato il successo finale, la classifica a punti e quella riservata ai giovani. Sul podio con lui nella generale sono saliti Peter Øxenberg, staccato di 8”, e Matteo Vanhuffel, che ha pagato 26”. Ryan Gal (Metec-SOLARWATT) si è preso il titolo di miglior scalatore, mentre Joel Plamondon (Charvieu Chavagneux Isère) si è aggiudicato quello di re degli sprint intermedi. Alla Visma|Lease a Bike Development, infine, è andata la graduatoria a squadre.
Le Continental tra i big

Le quattro Continental storiche francesi hanno preso parte alla Boucles de la Mayenne insieme alla Red Bull-BORA Rookies. La CIC Academy ha sfiorato la top ten finale con Axel Mariault, tredicesimo, anche se il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione in classifica generale è stato Aubin Sparfel, corridore della Decathlon CMA CGM Development, in gara con il ramo WorldTour del team, che si è piazzato in sesta posizione. Il miglior risultato parziale è stato della Red Bull-BORA Rookies, con Alessio Magagnotti secondo nella prima frazione in linea. La Nice Métropole Côte d'Azur, dopo la vittoria di tappa a Dunkerque, si è tolta un’altra bella soddisfazione, vincendo la classifica dei GPM con Tom Mainguenaud.
Nice Métropole Côte d'Azur, CIC Academy e St.Michel-Preference Home sono state accompagnate da BIKE AID, Sistecredito e AVC Aix Provence Dole al via della Mercan’Tour Classic Alpes-Maritimes. La St.Michel-Preference Home ha fatto nettamente meglio delle formazioni di pari categoria, piazzando due uomini in top ten: gli ex professionisti Simon Guglielmi e Thomas Champion, infatti, hanno chiuso rispettivamente al settimo e all’ottavo posto.
Il ritratto della settimana: Matisse van Kerckhove

Nel recente Alpes Isère Tour, Matisse van Kerckhove ha dimostrato una volta in più di essere un corridore davvero interessante. Nella corsa francese, il giovane belga ha conquistato la maglia di leader, vincendo la prima tappa, e non l’ha più lasciata. Proprio nella frazione inaugurale, è riuscito a evadere dal gruppo insieme ad altri tre uomini e li ha battuti allo sprint, mettendo in mostra un ottimo spunto veloce. Nella tappa regina ha corso in difesa e ha resistito agli attacchi di un professionista come Peter Øxenberg, arrendendoglisi sul traguardo, ma senza accumulare distacco.
Quest’anno, il diciannovenne ha fatto un notevole salto di qualità: con l’Alpes Isère Tour sono tre corse a tappe vinte nel 2026. Prima della gara francese, infatti, aveva già conquistato l’Istrian Spring Trophy e la Flèche du Sud. A rendere ancora più ragguardevole il risultato, è il fatto che non ha potuto sfruttare quella che è sempre stata la sua specialità di elezione, la cronometro: a parte un ininfluente prologo di 1200 metri in Croazia, in nessuna delle corse vinte era presente una prova contro il tempo.
Ovviamente non c’erano nemmeno grandi montagne, quindi è presto per capire se potrà diventare uomo per le grandi corse a tappe in futuro. Di certo i miglioramenti in salita non hanno offuscato il suo talento nelle prove contro il tempo: all’inizio di maggio, il corridore della Visma|Lease a Bike Development ha dominato il campionato nazionale a cronometro under 23, rifilando grossi distacchi a tutti i rivali. Anche nelle classiche ha dimostrato di poter dire la sua: alla Liège-Bastogne-Liège under 23 si è piazzato in quarta posizione e, visto il suo passato da biker, potrebbe fare bene anche sul pavé.
Pur essendo nato ad Anversa, Matisse van Kerckhove è cresciuto in Spagna, dato che i suoi genitori si trasferirono in Catalogna per motivi di lavoro, quando lui era ancora molto piccolo. Nelle categorie giovanili si dedicò principalmente alla mountain bike, disciplina in cui gareggiava anche la madre (che ha vestito anche la maglia della nazionale), non disdegnando nemmeno il ciclocross. Fu solo all’età di sedici anni che iniziò a partecipare anche a corse su strada.
Al primo anno tra gli juniores, la sua priorità rimase la mountain bike, anche se a fine stagione, su strada, si impose in una tappa del Challenge del Valles. Al secondo anno nella categoria si accasò alla Crabbé-Dstny e, per poter portare avanti la sua carriera scolastica in Spagna, nonostante i tanti viaggi in Belgio, decise di concentrarsi sulla strada. I risultati gli diedero ragione: vinse diverse gare (tra cui il titolo catalano a cronometro) e fu convocato in nazionale sia per gli Europei che per i Mondiali. Proprio nella rassegna iridata, conquistò la medaglia di bronzo nella prova contro il tempo, chiudendo a soli 7” dal vincitore, Paul Seixas.
Lo scorso anno, il belga ha fatto il suo esordio tra gli under 23, con la maglia della Visma|Lease a Bike Development. Ha confermato le proprie attitudini nelle prove contro il tempo, ottenendo i migliori risultati a cronometro: ha conquistato l’argento europeo ed è stato secondo anche al campionato belga e nei prologhi di Istrian Spring Trophy e Giro d’Italia Next Gen. Ha mostrato buone qualità anche nelle classiche, con il quinto posto al Giro del Belvedere, il sesto alla Flèche Ardennaise e il nono al Palio del Recioto. Al di fuori del calendario UCI ha conquistato una vittoria: si è imposto in una prova contro il tempo, la Chrono Challenge Lendelede.
Visto che, di fatto, corre su strada da poco più di tre anni, è probabile che Matisse van Kerckhove abbia grandi margini di miglioramento. La sua crescita in questa prima parte di stagione è stata notevole ed è difficile capire fin dove potrà arrivare. Fra dieci giorni dovrebbe schierarsi al via del Giro d’Italia Next Gen e forse potrà capire se i miglioramenti in salita mostrati quest’anno saranno stati sufficienti per lottare per la vittoria o se sarà necessario salire un altro gradino.
