
De Lie non ha dubbi: "Milano-Sanremo? Tempo perso"
Il belga della Lotto-Intermarché spiega perché non sarà al via della Classicissima: "Con quei due al via, cosa ci vado a fare?"
Sei cresciuto anche tu che, tra tutte le classiche monumento del calendario, la Milano-Sanremo fosse quella dal risultato più incerto, più impronosticabile, più sorprendente? Bene, se anche tu sei diventato grande con questa convinzione, sappi che non la pensi affatto come Arnaud De Lie.
L'ex campione belga, la cui preparazione alla stagione 2026 è stata parzialmente rallentata da una distorsione alla caviglia, parteciperà praticamente a tutte le classiche del calendario, a partire dalla Omloop Het Nieuwsblad del prossimo fine settimana. Quasi tutte perché, tra le grandi assenti, c'è una corsa che, per caratteristiche, verrebbe da considerare adattissima alle qualità di De Lie: la Milano-Sanremo. Il Toro di Lescheret ha spiegato il perché.
“Con Pogačar e Van der Poel di mezzo, sarebbe un giorno perso”
Intervistato da HLN durante la Volta ao Algarve in corso di svolgimento, il 23enne della Lotto-Intermarché ha confessato candidamente di ritinere di non avere alcuna possibilità di lottare per la vittoria: “Devo essere realistico - ha spiegato - con Pogačar e Van der Poel al via, non avrei nessuna possibilità. Sulla Cipressa, possono andare anche un minuto più veloci di tutti gli altri, me compreso”.

De Lie, vincitore l'anno scorso del Renewi Tour proprio davanti a Van der Poel, è davvero drastico: “Per me, la Milano-Sanremo sarebbe niente più che un giorno perso, inutile. A meno che quei due non si ammalino qualche giorno prima e decidano di non partecipare, non sarò al via della Classicissima”.
Il belga, 33 vittorie in carriera, di cui 5 nel World Tour, ha partecipato solo una volta in carriera alla Milano-Sanremo, nel 2023, quando concluse i 294 km da Abbiategrasso a Sanremo a 5'43" da Van der Poel. Quella fu la prima classica monumento corsa in carriera; la seconda e ultima, qualche settimana più tardi, fu la Parigi-Roubaix, conclusa in cinquantesima posizione. Possibile che, anche un “semplice” piazzamento nei dieci, non interessi per niente al ragazzone vallone?
“Meglio vincere il GP de Denain”
Anche su questo, De Lie dimostra di avere le idee molto chiare: “Certo, un piazzamento sarebbe un bel risultato, ma preferisco impegnarmi in una corsa che posso vincere, come il GP de Denain di due giorni prima, piuttosto che passare un'intera giornata a lottare per tenere le ruote degli altri, senza avere nessuna possibilità di giocarmi la vittoria”.
Una croce sopra, insomma, anche se non definitiva: “Un giorno potrei partecipare, certo, ma ogni cosa a suo tempo. Se poi non dovesse mai accadere, non morirò per questo: ci sono cose molto peggiori nella vita". Come dargli torto?
