Reusser e Vollering sul Mont Ventoux ©Movistar Team/Sprint Cycling
Reusser e Vollering sul Mont Ventoux ©Movistar Team/Sprint Cycling

Le dichiarazioni delle protagoniste dopo la settima tappa del Tour de France, vinta da Kasia Niewiadoma. La polacca di Canyon//SRAM arriva da sola in cima al Mont Ventoux e va in testa alla classifica generale, creando la situazione tattica perfetta e sfruttandola al meglio, mentre Marlen Reusser e Demi Vollering rimangono dietro. La capitana della Movistar perde la maglia gialla e scende in terza posizione, e nelle interviste al termine della tappa esprime il suo rammarico per le decisioni prese nel momento decisivo. 

Kasia Niewiadoma: “Volevo arrivare allo Chalet da sola”

"Onestamente è difficile descrivere le mie sensazioni, sono ancora senza parole. Sento però molta gratitudine, questa vittoria è per le tantissime persone che sono state con me in questo lungo tempo senza una grande vittoria. Vorrei ringraziare tutti, ma sono veramente stanca e sconvolta da quello che è appena successo. Come abbiamo iniziato il Mont Ventoux ho guardato a destra e ho visto i miei genitori, mi hanno fatto una sorpresa, ho visto mio padre in lacrime e mi sono detta che dovevo renderli orgogliosi. Questa vittoria è per la mia famiglia, i miei amici, la squadra, mio marito Taylor e il mio coach Louis e il nostro manager Ronny (Lauke), sanno quanto lavoro c'è stato dietro questa vittoria e sono sempre stati al mio fianco. Non ho mai cercato di vincere solo per la vittoria in sé, ma per avere queste belissime sensazioni. Sono venuta qui sul Ventoux con i miei amici e mio marito, l'abbiamo fatto tre volte e ci siamo divertiti, e da quel momento volevo avere la stessa sensazione arrivando qui, sentire la gioia di correre come una bambina, che correre in bicicletta è così bello perché possiamo andare dove vogliamo, amando ogni pedalata. 

La mia idea era arrivare allo Chalet da sola, perché sapevo che col vento che c'era oggi chi inseguiva da dietro avrebbe cercato di stare a ruota il più possibile. Una volta che ci sono arrivata non è stato facile perché c'era molto vento contrario, ma sapevo che dietro avrebbero iniziato a giocare."

Marlen Reusser: “Il vento ha favorito chi era davanti”

“Sinceramente, non ho capito del tutto. Penso che il problema sia stato che io e Demi ci siamo marcate troppo, è stato veramente stupido da parte nostra. Demi ha continuato ad attaccare e io ho continuato a dirle ‘non farlo, continuiamo a tirare’, perché vedevamo ancora Kasia, potevamo chiudere in tempo, ma se avessimo continuato a scattare e riscattare ci sarebbe rimasto nelle gambe e sarebbe stato più difficile tirare al meglio. Non è stata una buona cosa per noi, ma è stata ottima per Kasia. Penso che nel finale il vento contrario abbia favorito chi era davanti come Kasia, perché ovviamente nessuna di noi voleva spingere a tutta con l'altra a ruota. Ho pensato che dovessimo cercare di recuperare ogni secondo possibile, ma Demi lì si è un po' risparmiata, e questo è andato a vantaggio di chi era davanti. Sono dispiaciuta e delusa, in qualche modo ho creduto che fosse ancora possibile, è tutto un ‘farei questo, farei quello’, e Kasia lo ha fatto. Non sono contenta, sarà dura ma darò tutto.”

Elisa Longo Borghini: “Ho lavorato molto bene con Paula”

“Il ritmo è stato molto alto fin dall'inizio, complimenti a Kasia che ha fatto una grandissima salita. Personalmente avevo il mio passo da tenere, non ho prestato molta attenzione alle altre. Ho lavorato molto bene con Paula, abbiamo girato, siamo riuscite a riprendere Marlen e mi sono presa un buon terzo posto, non mi posso lamentare. Abbiamo dimostrato ancora una volta che siamo una squadra. Devo dire che mi sono goduta questa salita, anche se era davvero ventoux, ma come ho detto ci siamo date i cambi con Paula e alla fine ho dato tutto quello che avevo. Serviva tanta pazienza e testa, bisogna avere testa e gambe.”

Longo Borghini all'inseguimento con Paula Blasi ©UAE Team L'IMAD
Longo Borghini all'inseguimento con Paula Blasi ©UAE Team L'IMAD

Paula Blasi: “Elisa e io ci siamo capite senza parlarci, siamo molto simili”

“Mi sono tolta di dosso un peso enorme, in questi primi giorni ho sofferto molto con il posizionamento e ho perso molta fiducia in me stessa. Credo che oggi non sia stata la giornata migliore possibile, ma abbiamo lottato e siamo arrivate davanti, alla fine abbiamo visto che sulle grandi montagne ci siamo sempre. Elisa andava molto forte e ci siamo capite quasi senza parlarci, penso sia una bella cosa. In questo siamo molto simili, siamo molto competitive ma oneste, tutte e due abbiamo visto che in quella situazione o davamo tutto entrambe o non avremmo ripreso quelle davanti. Alla fine, prendersi un podio di tappa al Tour va molto bene.”

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