
Del Toro stravince in casa Pellizzari. Giulio difende il secondo posto
Ennesima dimostrazione di forza del messicano della UAE, che a Camerino vince la sesta tappa della Tirreno Adriatico, ipotecando il successo nella generale
Ieri, in una conferenza stampa in cui aveva dimostrato di avere poca voglia di parlare, aveva suggerito che sì, vincere una tappa, a questa Tirreno Adriatico, gli sarebbe piaciuto. Oggi Isaac Del Toro ha dato seguito a quelle, assai stringate, parole e ha messo la proverbiale ciliegina sulla torta, conquistando la tappa regina della Corsa dei Due Mari 2026, nel giorno in cui ha fatto suo, di fatto, anche l'ambito Tridente.
Il tutto, giocando in trasferta, in quella Camerino che ha dato i natali a Giulio Pellizzari e che oggi ribolliva per il suo giovane talentino; che ce l'ha messa tutta, per essere profeta in patria, ma che alla fine si è dovuto arrendere alla legge del più forte. Riuscendo, però, a difendersi dall'attacco di Matteo Jorgenson alla seconda posizione in classifica generale, anche grazie alla collaborazione di un sempre più convincente Tobias Johannessen. Alla vigilia della frazione conclusiva della Tirreno Adriatico 2026, con il tradizionalissimo arrivo per velocisti di San Benedetto del Tronto, il 22enne della Red Bull vanta 1" di vantaggio sullo statunitense della Visma. Basterà?
Tirreno Adriatico 2026, sesta tappa - La cronaca
I primi chilometri dopo la partenza da San Severino Marche sono stati tutto, meno che tranquilli. Per capirlo, è sufficiente riportare i tentativi di attacco di due signori che di nome fanno Mathieu van der Poel e Wout Van Aert. Nulla da fare per loro, mentre nell'azione buona di giornata ci è entrato un altro che, tra una settimana, vorrà essere protagonista assoluto della Milano-Sanremo: Filippo Ganna, che ha deciso di impegnarsi a fondo, soprattutto in ottica Classicissima.
Con lui, altri sei coraggiosi: Vincenzo Albanese, Walter Calzoni, Timo Kielich, Guillermo Thomas Silva, Gregor Mühlberger e Clément Braz Afonso. Il loro vantaggio sul gruppo principale è arrivato a toccare i 4', che sono diventati 3 all'ingresso nel circuito finale di Camerino. Qui, il gruppo di testa si è rotto, sotto l'impulso di Mühlberger e Braz Afonso, diventati così la nuova testa della corsa. Anche nel gruppo della maglia azzurra, qualcuno ha provato un attacco a lunga gittata; non un qualcuno qualsiasi, ma Richard Carapaz, che ha trovato il compagno di squadra Albanese dalla fuga ad aiutarlo a riportarsi su quello che, nel frattempo, era diventato il primo gruppo inseguitore.
Carapaz è arrivato a vantare quasi un minuto di vantaggio su Del Toro e gli altri, ma la sua temeraria sortita è andata via via perdendo di intensità, soprattutto dopo il ricongiungimento con Ganna e gli altri. La UAE Emirates-XRG ha spento ogni velleità dell'ecuadoregno, raggiunto con gli altri quattro attaccanti all'inizio della penultima scalata allo strappo di Camerino. Con gli emiratini e, in parte, i gialloneri della Visma in controllo, la situazione si è cristallizzata, tanto da permettere a Primož Roglič di esibire - suo malgrado - i propri gioielli di famiglia in mondovisione, mentre Del Toro catechizzava Kevin Vermaerke sul da farsi nel finale di corsa.
L'azione del duo di testa è stata definitivamente neutralizzata ai -7, poco prima che la corsa entrasse nella sua fase decisiva, con Del Toro scortato da Christen ai piedi del muro conclusivo. Il primo attacco, ai -4,4, lo ha lanciato - di nuovo - Van Aert; “Sarei dovuto partire prima”, il commento del belga, oggi in versione gregario per Jorgenson, dopo l'arrivo. La prima rampa dell'ascesa a Camerino ha rimbalzato Wouttone e, al tempo stesso, ha lanciato Ben Healy, necessitato a giocare d'anticipo, per poter coltivare qualche ambizione di vittoria.
Poche centinaia di metri più tardi, con Roglič in testa al gruppo a fare il ritmo, dalla pancia del gruppetto dei migliori è partito all'attacco Pellizzari. Il marchigiano ha preso una decina di metri di vantaggio, prima che l'amico-nemico Del Toro andasse a chiudere sul suo più immediato inseguitore in classifica generale. Rintuzzati un paio di tentativi di Michael Storer, ai 1700 metri dal traguardo Pellizzari ha nuovamente accelerato. Un'azione molto più convinta della precedente, in cui il padrone di casa ha giocato tutte le energie a sua disposizione per far saltare il banco.
Per un attimo, l'azione di Giulio è sembrata davvero quella giusta, anche perché Del Toro, nel gruppo inseguitore, pareva non volersi affannare troppo nell'inseguimento. Mentre Pellizzari raggiungeva e superava Healy, poco dopo l'ingresso nell'ultimo chilometro, a guastare i suoi piani ci si è messa la Uno-X, con Anders Johannessen che si è speso per lanciare il fratello gemello. Sornione, alla sua ruota, Del Toro, in attesa del momento più opportuno per mettersi in moto per davvero.
Pellizzari è entrato nel centro della sua città tra due ali di folla, che scandivano a gran voce il suo nome. “Giulio! Giulio! Giulio!", il grido della gente di Camerino, aizzata dallo stesso Pellizzari, che ha alzato la mano dal manubrio per far alzare ancora di più il volume ai suoi compaesani, prima dell'ingresso nella zona transennata. Qui, ai -700, Del Toro ha definitivamente rotto gli indugi. Con una cinquantina di metri da recuperare al coetaneo, il messicano si è mosso con grande scaltrezza, gestendo in maniera perfetta le proprie energie e rientrando su Pellizzari al passaggio sotto Porta Boncompagni.

Giulio, che si era giocato tutte le carte a propria disposizione in precedente, non ha potuto nulla quando la maglia azzurra, ai -500, ha nuovamente accelerato, aprendo il campo al contrattacco di Jorgenson. Pellizzari, Ciccone e Johannessen non hanno potuto far altro che salire del proprio passo, mentre Del Toro non ha avuto difficoltà a tenere la ruota del capitano Visma, intenzionato a distanziare il più possibile Pellizzari.
Il finale, a questo punto, era già scritto: Ai -200, Del Toro si è alzato sui pedali, ha lasciato sul posto Jorgenson ed è andato a prendersi la prima vittoria di tappa alla Tirreno-Adriatico, la quarta in stagione e la 25esima in carriera. Alle sue spalle, Johannessen ha raggiunto e superato Jorgenson proprio sulla linea d'arrivo, guadagnando la piazza d'onore e facendo un enorme favore a Pellizzari: i 2" di abbuono tolti a Jorgenson sono stati fondamentali per la difesa, da parte del 22enne della Red Bull, quarto a 9" da Del Toro, del secondo posto in classifica generale. Ciccone, Buitrago, Healy, Sheffield, Rogla e Vendrame hanno completato la top ten di giornata.
In classifica generale, Johannessen ha conquistato la quarta piazza, davanti a Roglič, Ciccone, Buitrago, Healy, Sheffield e Pinarello, che è riuscito a difendere l'ultimo posto tra i primi dieci dall'assalto di Vendrame. Domenica, come detto, atto conclusivo a San Benedetto con gli sprinter di nuovo protagonisti e la classifica che non dovrebbe subire variazioni, nemmeno con i secondi di abbuono. Il sipario sulla sessantunesima edizione della Tirreno Adriatico è pronto a calare, al termine di una settimana di ciclismo ricca di emozioni e divertimento.
Tirreno Adriatico 2026, sesta tappa - L'ordine di arrivo e le classifiche
