
Dorian Godon vince il "tappino" in mezzo alla neve della Parigi-Nizza
Settima tappa accorciata prima a 120 e poi a 47 chilometri, con arrivo spostato da Auron a Isola. Il campione francese batte Girmay e Bol allo sprint
Più di qualsiasi corridore, compreso il vincitore Dorian Godon, sono il freddo e il maltempo a fare la differenza nella settima tappa della Paris-Nice. Dopo la cancellazione della salita finale di Auron, già nell'aria da giorni e ufficiale dalla sera precedente, c'è stato un ulteriore accorciamento fino ad appena 47 chilometri. Delle modifiche al percorso che cambiano totalmente il significato e i contenuti tecnici della tappa, che doveva essere un occasione per gli scalatori per muovere la classifica generale, e che invece si è rivelata una volata in leggera salita in cui il campione francese della INEOS Grenadiers è stato il più forte di tutti, prendendosi una bella rivincita dopo il secondo posto di ieri. L'attenzione ora è rivolta a possibili ulteriori modifiche alla tappa di Nizza di domani, in cui Jonas Vingegaard dovrà solamente evitare rischi per portarsi a casa la maglia gialla.

Parigi-Nizza 2026, la cronaca della settima tappa
La prima notizia del giorno arriva già nella serata precedente: non ci sarà l'arrivo a Auron, la salita dove si era conclusa la settima tappa anche nella scorsa edizione. “Le ultime previsioni rendono impensabile un arrivo nella località, con il limite delle nevicate stimato intorno ai 1100 metri di altitudine. L'arrivo sarà dunque a Isola, dove era già fissato lo sprint intermedio, poiché le condizioni non permettono di spostare il traguardo su un'altra salita”, si legge nel primo comunicato dell'organizzazione. Inizialmente il piano prevedeva una tappa di 120 chilometri, ma dopo le riunioni di questa mattina c'è stato un ulteriore accorciamento fino a 47 chilometri, con la partenza spostata a Port Louis Nucera.
Ne viene fuori un tappino completamente stravolto, tutto in leggero falsopiano a salire, in cui i velocisti più versatili possono giocarsi le loro chance. Dopo una decina di chilometri si muove in solitaria Tim Marsman (Alpecin Premier-Tech). Il neopro classe 2000 guadagna al massimo una trentina di secondi prima di essere ripreso ai -10 da un gruppo in cui diverse squadre si schierano nelle prime posizioni.
Poco più tardi si muove anche Nicolas Vinokourov, ma non c'è spazio per una terza vittoria di tappa della XDS Astana, che da questa mattina non ha più Max Kanter e meno di tre chilometri dall'arrivo vede coinvolto in una caduta di gruppo il suo uomo di classifica Harold Tejada, vincitore di ieri. Vengono rallentati anche altri leader tra cui Vingegaard, ma non ci sono problemi grazie alla neutralizzazione.
Il gruppo si assottiglia ulteriormente prima dello sprint, con la INEOS Grenadiers che questa volta lavora alla perfezione per portare davanti il suo uomo veloce. Godon lancia lo sprint dalla testa, fa valere la sua grande resistenza e porta a casa il primo successo con la nuova squadra. Alle sue spalle Biniam Girmay (NSN Cycling Team) e Cees Bol (Decathlon CMA CGM), mentre Luke Lamperti (EF Education-EasyPost) è solo quinto e viene scavalcato dal campione francese in testa alla classifica a punti.
