Giro Next Gen 2026 - Analisi del percorso
Tappe miste di varia difficoltà sono il preludio a due giornate di vera salita sugli Appennini prima di una lunga crono conclusiva a L'Aquila
Il percorso del Giro Next Gen 2026 cambia leggermente forma rispetto al passato: la cronometro è molto più lunga del solito e spostata all'ultimo giorno, come elemento decisivo ed insindacabile; inoltre si corre interamente nel sud Italia con gli Appennini in grandi protagonisti. Non cambia la sostanza, fatta di tappe mai del tutto semplici ciascuno con un suo specifico grado di difficoltà e spesso aperta a molte soluzioni. L'arrivo in salita di Monte Livata e il tappone abruzzese saranno le giornate più importanti prima della crono conclusiva.
Le tappe nel dettaglio
Domenica 14 giugno - 1a tappa: Reggio Calabria - Vibo Valentia (168 km)

Frazione lunga ma non terribile che comunque non manca di offrire qualche spunto. Dopo quasi 100 km sostanzialmente pianeggianti - al netto di qualche ondulazione sulla costa - la strada sale in falsopiano per una dozzina di km prima di un tratto di circa 5 km al 6.5% per valicare il Passo della Limina dalla galleria. Discesa e falsopiano precedono la salita al GPM di Mileto (ignorando il dato ufficiale, 11.3 km al 2.9%; salita vera negli ultimi 2.2 km al 4.9%, max 9%), che termina a 11.6 km dall'arrivo. Tuttavia dopo un paio di km pianeggianti la strada sale di nuovo fino a Jonadi per 2.7 km al 5.4% (max 10%). Di fatto non c'è discesa: la strada resta in falsopiano fino all'aeroporto, dove mancheranno 5.5 km leggermente a favore in cui rincorrere eventuali attaccanti e organizzare uno sprint a ranghi ristretti.
Lunedì 15 giugno - 2a tappa: Tropea - Crotone (154 km)

Sicuramente è la tappa più semplice e l'unica che sembra davvero favorevole anche ai velocisti più puri. Sicuramente non spaventa la salita di Marcellinara (ignorando il dato ufficiale, 2.5 km al 4.2%, max 7%). Ha qualche valore in più il tratto di salita nei pressi di Isola di Capo Rizzuto (circa 3.5 km al 3.5%, max 7%) che termina a meno di 20 km dal traguardo, ma comunque non sembra essere realmente incisivo. Anche da un punto di vista planimetrico il finale è lineare e veloce: l'unico ostacolo è una svolta a sinistra a meno di 2km dall'arrivo cui segue una rampa con cavalcavia che immette nel rettilineo finale.
Martedì 16 giugno - 3a tappa: Sibari - Villa d'Agri di Marsicovetere (169 km)

Si inizia a parlare di classifica con una frazione molto dispendiosa (nonché la più lunga), priva di pianura ma anche di salite veramente impegnative, che comunque non può essere sottovalutata. Nei fatti è una tappa di montagna che parte con 47 km prevalentemente in salita. Le pendenze verso Lauropoli (circa 2.5 km al 5.5%) e Cassano all'Ionio (3.5 km al 6.5%) sono il preambolo al Valico di Campotenese (in tutto 16 km al 4%, con 3 km di salita, uno di discesa e poi salita fino in cima, max 10%). Non ci sono altri GPM ma è soltanto un'illusione: in sequenza si incontrano il valico di Prestieri (13 km al 4.2%, ultimi 7.8 km al 5.1%, max 10%) e il valico di Pecorone (circa 8 km al 4.5%). Inizia quindi una fase un po' meno complicata con l'ascesa alla Tempa del Conte che è poco più di un falsopiano (circa 12 km al 2.5%). Segue una lunga discesa, con una breve contropendenza, che porta all'ultimo momento importante, ovvero la salita di Viggiano: dopo un primo tratto di 4 km di falsopiano (media 3%, max 6%) e una breve discesa comincia l'ascesa vera e propria di 5.2 km al 5.6% (max 8%). Dalla fine della discesa mancheranno soli 7 km, prevalentemente a favore.
Mercoledì 17 giugno - 4a tappa: Matera - Corato (154 km)

Frazione che torna a sorridere alle ruote veloci ma non del tutto pianeggiante. Già i primi 50 km non sono privi di difficoltà, ma è soprattutto il lunghissimo circuito finale (oltre 40 km) ad offrire qualche spunto, in particolare salita a Castel del Monte: dopo 7 km di falsopiano (media 1.8%, max 6%) e qualche metro di discesa inizia la salita vera e propria di 3.3 km al 5.2% con punte all'11% (ancora una volta ignoriamo il dato ufficiale). Lo scollinamento avviene a 17 km dal traguardo, quasi tutti a favore, ma tutti da pedalare, senza una vera discesa. È pianeggiante l'ultimo km.
Giovedì 18 giugno - 5a tappa: Bacoli - Bacoli (139 km)

Frazione in circuito su strade già percorse un paio di volte dai professionisti negli ultimi anni. Nell'ordine si superano ad ogni giro la salitella al Castello di Baia (circa 1.5 km al 3%), il muro di via Petronio fino a Mofete (900 metri all'8%, max 14%) e la salita di Monte di Procida (sempre facendo di testa nostra, in tutto 4.1 km al 3.8%, ma di fatto due strappi con punte fino al 9% separati da una discesa). Lo scollinamento avviene ad appena 2.9 km dall'arrivo e la discesa termina quando mancano appena 500 metri: può essere una tappa esplosiva in cui fare grandi sconquassi anche senza grandi salite.
Venerdì 19 giugno - 6a tappa: Velletri - Monte Livata (155 km)

Prima tappa di alta montagna, che dovrebbe decidersi sull'ascesa conclusiva, che è pure la Cima Coppi, ma è lunga ed impegnativa fin dall'inizio. In avvio si incontra subito la salita di Pratoni del Vivaro (circa 5.5 km al 4.5%), seguita da molti km privi di vere asperità ma spesso ondulati. Inizia quindi la lunga ascesa a Passo della Sella, in tutto 24 km al 2.9%, ma la media viene falsata da alcune brevi discese: ufficialmente la salita è conteggiata sull'ultimo troncone di 7.6 km al 4.2%, max 9%. In vetta una breve discesa porta ad Altipiani di Arcinazzo, dove si incontra un'altra salitella di 2.3 km al 4.5% prima di scendere per una dozzina di km. Molto presto si incontra la salita non banale di San Vito Romano (circa 7 km al 6%, max 14%), a cui non segue una discesa, ma un tratto in altopiano prima di un'ulteriore pendenza fino a Bellegra (circa 1.5 km al 6.5%). Seguono senza soluzione di continuità la salita di Affile (2 km di falsopiano seguti da 2 km al 5.5%) e poi quella finale di 16 km al 6.2%: dopo un primo tratto di 3.3 km al 6% per lasciare Subiaco, la strada è pressoché pianeggiante per 700 metri prima di impennare per i successivi 2 km (media 11%, max 16%); seguono altri 2 km abbastanza tosti (media 7.4%, max 11%) poi la pendenza si stabilizza al 5/6% per restarci quasi fino in vetta (circa 8 km).
Sabato 20 giugno - 7a tappa: Sulmona - Piana delle Mele (135 km)

Giornata chiave, con tre salite di assoluta difficoltà che consentono anche di attaccare da lontano. Dopo un avvio in lieve discesa, la strada comincia subito a salire verso Corfinio (2 km al 4%, max 7%) e poi dentro le gole dell'Aterno (2.5 km al 4.5%). Una breve discesa e altro falsopiano completano l'avvicinamento alla terribile Forcella di Acciano (4.7 km al 9.6%, max 12%). Una lunga discesa fino a Popoli è seguita da un tratto agevole in fondovalle di oltre 25 km, poi la strada torna a salire: un falsopiano, una prima rampa fino a Manopello (meno di 2 km al 6.5%) e altro falsopiano precedono la salita a Passo Lanciano di 12.4 km all'8.3% (un po' più lunga del dato ufficiale) con molti tratti in doppia cifra e punte fino al 14%. Si scollina a 42.2 km dall'arrivo, ma le difficoltà non sono finite, a partire dalla contropendenza di Rapino (circa 2 km al 4.5%). Una volta terminata la discesa a tutti gli effetti, iniziano gli ultimi 18 km quasi tutti all'insù (media 3.7%): 5 km di falsopiano introducono al primo vero troncone verso Guardiagrele (4.3 km al 5.5%); 3 km semplici (talvolta anche in discesa) portano ad un nuovo tratto di 2 km al 4.7% verso Bocca di Valle, quindi un ultimo km pianeggiante precede l'ascesa finale ufficiale di 3.9 km al 7.4% (max 10%).
Domenica 21 giugno - 8a tappa: Cesena - Forlimpopoli (Cronometro individuale - 22.2 km)

Cronometro lunga ed anche altimetricamente molto complicata dove si può ancora riscrivere la classifica. Si parte già in salita con un tratto di 1.3 km al 4% (irregolare), quindi si entra nell'unico tratto pressoché pianeggiante per specialisti di circa 6.5 km. A questo punto si affrontano in sequenza le ascese di Cavalletto (2.6 km al 3.2%) e Bagno Grande (2.7 km al 6.1%), nonché l'ultimo strappo verso il classico traguardo aquilano in Viale Crispi (1.1 km al 7.5%, max 11%).
