
Pogačar vince anche senza esagerare e va in testa al Tour de Romandie
Il campione del mondo fa tappa e maglia, ma senza rimanere da solo in salita. Lipowitz, Lenny Martinez e Nordhagen battuti allo sprint a Martigny
Due giorni consecutivi senza vittorie sarebbero stati troppi, e anche una versione non strabordante di Tadej Pogačar è sufficiente per vincere la prima tappa in linea e andare in testa alla classifica generale del Tour de Romandie. Il campione del mondo non fa il vuoto sulla salita di Ovronnaz, dove lunghezza e pendenza media invitavano all'azione nonostante la distanza dal traguardo, ma con lui sul traguardo di Martigny ci sono solamente scalatori più leggeri, battuti senza problemi in una volata a quattro. Il secondo successo in carriera su suolo svizzero dopo il mondiale di Zurigo arriva senza dominare, ma a questo punto della stagione, al secondo giorno della sua prima corsa a tappe dallo scorso Tour de France, ci sono tutte le ragioni per comprenderlo.
Tour de Romandie 2026, la cronaca della prima tappa
Tappa di 171 chilometri tutta intorno a Martigny, località ben nota per il ciclismo e che avrebbe anche dovuto ospitare i campionati del mondo nel 2020, poi trasferiti a Imola causa restrizioni da Covid. Dopo tre giri di un circuito che comprende lo strappo di La Rasse (2.5 km al 8.5%), si decide tutto sulla salita di Ovronnaz (8.9 km al 9.8%), che torna nel percorso per la prima volta dal 2024. Lo scollinamento è a poco più di 35 chilometri dal traguardo.
Fuga iniziale di sette corridori in cui c'è anche l'italiano Pietro Mattio (Team Visma Lease a Bike), insieme a Sam Oomen (Lidl-Trek), Patrick Gamper (Team Jayco AlUla), Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), Roland Thalmann (Tudor Pro Cycling), Dillon Corkery e Alexy Faure-Prost (Team Picnic PostNL). A controllare la situazione è ovviamente il UAE Team Emirates-XRG, ma anche la INEOS Grenadiers. Il team britannico ha il leader di classifica Dorian Godon, vincitore del prologo, ma non ha più Oscar Onley, arrivato a questa corsa con qualche problema fisico e subito ritirato.
Corkery è il primo a staccarsi dal gruppo di testa, che transita sul traguardo ai -60 con poco più di due minuti di vantaggio. L'andamento è abbastanza regolare fino a metà della salita di Ovronnaz, quando Pavel Sivakov si sposta dopo aver fatto il suo turno e lascia davanti il suo capitano. Tadej Pogačar aumenta il ritmo a 40 dall'arrivo, non con un cambio di ritmo violento ma con una progressione graduale. Inizialmente alla sua ruota c'è Primož Roglič, poi è Lenny Martinez ad agganciarsi al campione del mondo mentre gli ultimi fuggitivi vengono ripresi.
Il francese della Bahrain-Victorious riesce a seguire molto bene, mentre a pochi secondi c'è la coppia della Red Bull-BORA-hansgrohe all'inseguimento. Florian Lipowitz riesce a staccare il compagno di squadra, seguito da Jefferson Alveiro Cepeda (Movistar), e con la sua consueta regolarità torna anche sui davanti, mentre l'azione di Pogačar si fa meno deciso e redditizia. Che sia per calcolo o per una giornata non sfavillante, allo scollinamento non c'è la maglia iridata a svettare su tutti, ma un terzetto completato da Martinez e Lipowitz. Cepeda si stacca a un chilometro dalla vetta, venendo poi raggiunto e lasciato lì da un ottimo Jørgen Nordhagen (Team Visma Lease a Bike). Il giovane norvegese, che aveva accelerato nei chilometri precedenti per liberarsi di Luke Plapp (Team Jayco AlUla) e Sergio Higuita (XDS Astana Team), scollina con una decina di secondi di ritardo e si lancia all'inseguimento in discesa.

Il ricongiungimento avviene ai -22, mentre Cepeda rimane da solo a 30" e si fa riprendere da un gruppo composto da Plapp, Roglič con Luke Tuckwell, Higuita con Lorenzo Fortunato, Carlos Rodríguez (INEOS Grenadiers), Junior Lecerf (Soudal Quick-Step), George Bennett (NSN Cycling Team), Clément Berthet (Groupama-FDJ United), Jefferson Alexander Cepeda (EF Education-EasyPost) e Albert Withen Philipsen (Lidl-Trek). I tredici inseguitori riescono a ridurre il distacco negli ultimi chilometri pianeggianti, ma non abbastanza per giocarsi la vittoria allo sprint. Sul traguardo di Martigny è una questione per quattro: Lipowitz non collabora mai fino al finale, Nordhagen dà qualche cambio non troppo lungo, mentre Martinez è il più attivo insieme a Pogačar fino a un paio di chilometri dall'arrivo.
Il grande favorito viene lasciato davanti fino agli 500 metri, quando Nordhagen prova l'anticipo entrando per primo all'ultima curva, ma non ha l'esplosività per essere una minaccia. Pogačar lancia lo sprint dalla sua ruota ai 150 metri, prende subito vantaggio sugli scalatori più leggeri e vince nettamente, esultando col pugno alzato sulla linea d'arrivo. Lipowitz fa una delle sue migliori volate in carriera per fare secondo davanti a Martinez, mentre Albert Philipsen si aggiudica lo sprint per il quinto posto a 21", con Tiberi settimo e Fortunato diciassettesimo.
Pogačar è anche il nuovo leader della generale con 7" su Lipowitz, 16" su Martinez e Nordhagen a 23", con ancora quindici corridori entro il minuto. Difficile che ci siano grandi distacchi anche nella giornata di domani, con la seconda tappa in linea in un circuito mosso ma adatto a corridori esplosivi come Godon. Il campione francese è inevitabilmente uscito subito di classifica, giungendo al traguardo a quasi quattordici minuti dal vincitore.
