
Roma e il Circo Massimo protagonisti dell'ultima tappa del Giro d'Italia
La 109ª edizione della festa di maggio si concluderà nel cuore dell'Urbe antica. La maglia rosa celebrerà gli ottant'anni della Repubblica
Se il Giro d'Italia è un atto d'«amore infinito», la sua destinazione naturale è la Città eterna: per il quarto anno consecutivo, la corsa rosa si concluderà a Roma, con un probabilissimo sprint di gruppo a due passi dal Circo Massimo, dove un anno fa si impose Olav Kooij.
Il gran finale del Giro d'Italia ancora al Circo Massimo
Il capitolo conclusivo della 109ª edizione - in programma per domenica 31 maggio - è stato presentato in Campidoglio dallo stato maggiore di RCS Sport e dalle principali autorità cittadine. Così come accaduto nelle ultime tre edizioni, la 21ª e ultima tappa del Giro 2026 sarà una festosa passerella per le strade dell'Urbe, articolata in due parti: un primo tratto in linea di 55 chilometri (con una puntata sul litorale ostiense), seguito da un circuito di 9,5 chilometri che passerà in rassegna per 8 volte splendori e bellezze della Capitale. Così come accaduto un anno fa, le ruote veloci ancora presenti in gruppo si sfideranno sulla breve rampa di Via del Circo Massimo, che incoronerà anche il successore di Simon Yates.

L'ultimo giorno di corsa sulle strade di Roma, peraltro alla vigilia della Festa della Repubblica, accrescerà la visibilità planetaria del Giro d'Italia, come sostiene l'amministratore delegato di RCS Sports & Events Paolo Bellino: «Roma ha scelto ancora una volta di abbracciare il Giro d'Italia, forte dei numeri che un evento di portata globale genera anno dopo anno. I dati dell’indagine Ifis Sport lo dimostrano con chiarezza: parliamo di un impatto economico complessivo di 2,1 miliardi di € e di una crescita costante degli spettatori, con oltre 2,3 milioni di presenze. Grazie alla copertura capillare in tutto il mondo, la corsa rosa raggiunge più di 18 milioni di spettatori stranieri, oltre a centinaia di migliaia di persone lungo le strade. In questo scenario, la Città eterna diventa il palcoscenico ideale per suggellare alla perfezione un evento internazionale di valore straordinario, capace di generare ricadute concrete e durature sul territorio».
La maglia rosa celebrerà gli ottant'anni della Repubblica
Per un evento come il Giro d'Italia, particolarmente sensibile agli echi della storia, la celebrazione dell'ottantesimo anniversario del referendum che sancì la nascita dell'Italia repubblicana assume i contorni di un impegno solenne nei confronti dell'opinione pubblica e degli appassionati. Tappa dopo tappa, la memoria sarà il tratto distintivo della maglia rosa, che esibirà sul colletto una scritta celebrativa: «Lo Sport che unisce, l'Italia che ispira. 1946-2026 - 80 anni della Repubblica Italiana».
L'altra novità riguarderà invece la sponsorizzazione della maglia rosa: per la prima volta in assoluto, infatti, il simbolo del primato sarà abbinato a un marchio istituzionale, Io sono Friuli Venezia Giulia, già presente da qualche anno sulle divise dell'Udinese. In base alle indiscrezioni della stampa locale, la regione presieduta da Massimiliano Fedriga avrebbe investito circa un milione di € per comparire sulle maglie rosa firmate da Castelli. In basso a sinistra, invece, troveremo un altro partner istituzionale: il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che esibirà lo slogan Io amo la cucina italiana patrimonio dell'umanità. Per trovare uno sponsor classico, infine, bisognerà osservare… le maniche, dove risalterà il logo di una varietà di farine pregiate del gruppo Casillo, Altograno.
L'ambasciatore della nuova maglia rosa è anche l'ultimo italiano ad aver occupato il podio più alto del Giro, Vincenzo Nibali: «Ogni volta che vedo la maglia rosa provo un’emozione speciale. È il simbolo di sacrificio, passione e sogni che accompagnano ogni corridore sulle strade del Giro d’Italia. Indossarla e vincere il Giro, come mi è successo nel 2013 e nel 2016, è qualcosa che ti resta dentro per sempre. Sono certo che anche quest’anno saprà ispirare i campioni di oggi e quelli di domani a scrivere nuove pagine di storia». Noi non vediamo l'ora di sfogliarle, come accade da cento e più primavere.
