Tom Pidcock ©Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team
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Pidcock al Tour of the Alps prima della Liegi: "Non ho niente da perdere"

Il britannico di Q36.5 racconta la caduta alla Volta a Catalunya e il recupero record. Alle Ardenne mancherà anche Ben Healy per una frattura

Tom Pidcock tornerà in gara al Tour of the Alps, in programma da lunedì 20 a venerdì 24 aprile 2026, per poi disputare la Liegi-Bastogne-Liegi domenica 27. Lo ha confermato il corridore britannico in un'intervista rilasciata a The Athletic, a tre settimane dall'infortunio al ginocchio destro riportato il 27 marzo durante una discesa nella quinta tappa della scorsa Volta a Catalunya.

La caduta fu violenta. Pidcock uscì di strada a 60 km/h, finì fuori dalla carreggiata e rimase solo sul fianco della montagna per alcuni minuti prima di riuscire a risalire e completare la tappa.

Le successive analisi rivelarono fratture da stress alla tibia, contusioni ossee, lesione del legamento anterolaterale (ALL), danno di secondo grado all'MCL, distorsione dell'LCL e accumulo di liquido all'interno dell'articolazione.

"Le scansioni iniziali erano molto peggiori di quelle effettuate dopo qualche giorno", ha dichiarato Pidcock. “Quando si fa una risonanza magnetica subito dopo un incidente è come un quadro di Picasso: bisogna aspettare che si calmi tutto”.

Il recupero

Il fisioterapista Remi Mobed, che segue il corridore da cinque anni, aveva stimato un tempo di riabilitazione di otto settimane. Pidcock ha bruciato le tappe. “Tom ha soddisfatto ogni parametro clinico che gli fissavamo, spesso superandolo”, ha spiegato Mobed. “La sua resilienza è stata il motore di un recupero eccezionale”.

Sul piano mentale, Pidcock esclude strascichi psicologici. “Non sento alcun effetto da questa caduta, perché è stata una questione di valutazione sbagliata", ha detto. "Quando caddi in discesa al Tour de l'Avenir ci volle anni prima di ritrovare fiducia nelle discese strette sotto la pioggia. Questa volta no." Resta però la consapevolezza del rischio corso:Penso che sia molto facile dimenticare quanto siamo vulnerabili”, continua Pidcock nell'intervista. "Anche se ci sono auto e moto intorno a noi, ed elicotteri della televisione, io ero lì sdraiato e nessuno se n'è accorto. Ben O'Connor e George Bennett mi hanno visto uscire di strada e hanno avvisato le loro auto di servizio, ma George aveva detto che si trattava di un corridore della Jayco o dell'Astana perché avevano visto solo una bici blu. Ben O'Connor sapeva che ero io. Ma se fossi stato privo di sensi, nessuno se ne sarebbe accorto". Un riferimento implicito alle tragedie di Gino Mäder e Muriel Furrer, che Pidcock ha citato esplicitamente nell'intervista. 

Kurt e Alex (Bogaerts e Sans Vega, direttori sportivi della Q36.5) erano in macchina, e uno ha sentito che ero caduto e fuori strada, mentre l'altro pensava che fossi ancora davanti. Anche quando sono tornato sulla strada, un altro corridore mi ha superato, ma erano piuttosto impegnati e non mi hanno nemmeno degnato di uno sguardo; mi hanno mandato un messaggio più tardi dicendo che non si erano resi conto di cosa fosse successo. Se non ci fossero le radio… - ha proseguito il britannico, con la voce che si spegneva. -“Se ci pensate, nella maggior parte delle situazioni posso capire le ragioni per eliminarle. Ma sul fronte della sicurezza, la tecnologia può contribuire a migliorarla. Non sono una persona che esagera e tende a proteggere tutto con troppa cautela. Quello che facciamo è pericoloso, ed è per questo che è uno sport ed è così emozionante. Bisogna correre dei rischi per vincere, lo sappiamo tutti. Ma le radio contribuiscono a migliorare la sicurezza.”.

Verso la Liegi

Il Tour of the Alps servirà da rodaggio. “È una buona occasione per fare un'altra corsa con salite importanti", ha detto Pidcock. “Potrei essere distrutto, ma non ho niente da perdere”. L'obiettivo primario rimane La Doyenne:”La Liegi era il grande obiettivo della prima parte di stagione. Sono ancora nella condizione di poterci arrivare al via. Probabilmente dovrò accettare di non poter puntare alla vittoria, ma con un approccio più rilassato qualsiasi risultato è un bonus".

Sul favorito Tadej Pogačar, Pidcock intravede qualche spiraglio: “Penso che quest'anno potrebbe non andarsene via da solo. Con Remco Evenepoel, Paul Seixas e il resto del gruppo, è un campo di partenza molto forte.”

Tadej Pogačar, Pidcock
L'arrivo della Milano-Sanremo 2026 con Tadej Pogačar che batte Tom Pidcock (LaPresse/Massimo Paolone)

Le Ardenne perdono però un altro protagonista atteso. Ben Healy ha annunciato il forfait per l'intera campagna (Amstel Gold Race, Freccia Vallona e Liegi) a causa di una piccola frattura sacrale non scomposta, conseguenza della caduta all'Itzulia Basque Country. “È devastante, ma sono costretto ad accettare la situazione", ha commentato l'irlandese. "Sarà duro guardare le Ardenne senza poter essere protagonista. Purtroppo questo è il ciclismo”.

 

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