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L'Uomo Elastico, al secolo João Almeida

06.08.2022 17:10

Il portoghese della UAE vince l'ultima tappa della Vuelta a Burgos con la sua classica tattica. A Lagunas de Neila battuti Miguel Ángel López e Pavel Sivakov, che conquista la classifica generale


João Almeida conosce un solo modo di affrontare le salite: il portoghese della UAE perde costantemente contatto alla prima accelerazione, salvo poi incrementare gradualmente il proprio passo finendo per arrivare molto vicino ai migliori di giornata, come abbiamo potuto ben osservare all'ultimo Giro d'Italia. La sua vittoria odierna può essere però considerata il suo capolavoro in quanto, tra i primi a staccarsi nelle fasi decisive, è riuscito a rientrare addirittura sulla testa della corsa e successivamente a staccare il leader Pavel Sivakov e conquistare la salita di Lagunas de Neila, nonostante il ritmo impresso dai big fosse tutt'altro che blando. Almeida si accomoda così anche in seconda posizione in classifica generale, dove Sivakov controlla senza troppi affanni, potendo contare su grandi gambe e su un grandissimo Carlos Rodríguez, che scorta il capitano alla perfezione sulle rampe finali. Molto positiva anche la prova di Miguel Ángel López, al rientro in gara dopo una lunghissima assenza dovuta a vicissitudini fisiche e indagini di polizia, per il colombiano un secondo posto di tappa ed un terzo nella generale. Non riesce invece ad essere protagonista Vincenzo Nibali che soffre le pendenze in doppia cifra e perde contatto dai migliori, scivolando fuori dalla top10.

Vale la pena oggi spendere qualche parola sul percorso della quinta ed ultima tappa della Vuelta a Burgos, quella che senza dubbio può essere definita la tappa regina. I 170 km con partenza da Lermas ed il classico arrivo a Lagunas de Neila sono il vero spartiacque di questa edizione. Le asperità tuttavia si aprono con la scalata dell’Alto del Majadal (7,4 km al 2,2%), seguito dall’Alto Arroyo (3,6 km al 2,4%). Come si può osservare dalle pendenze si tratta di salite semplici, e poste oltretutto molto lontano dal traguardo. Più vicino alla conclusione è invece posto l’Alto del Collado de Vilviestre (3 km al 4,5%), ma l’attesa è tutta concentrata sugli ultimi 11,5 km con l’ascesa di Lagunas de Neila (11,5 km al 6,1%), che presenta i tratti più impegnativi in corrispondenza degli ultimi chilometri.

Passiamo dunque alla cronaca. La lotta per formare la fuga di giornata oggi si dimostra sin da subito particolarmente intensa e combattuta. Dopo una lunga fase di continui rimescolamenti in testa alla corsa riescono a prendere il largo definitivamente in 3: Jeste Bol (Burgos-BH), Carlos Canal (Euskaltel-Euskadi) ed il vicentino Marco Frigo (Israel-PremierTech). Il terzetto non preoccupa eccessivamente gli uomini del gruppo, che concedono ai fuggitivi un margine massimo di 4’. Le formazioni degli scalatori sono comunque intenzionate a giocarsi la vittoria di tappa, ed infatti solo l’Astana Qazaqstan di Vincenzo Nibali, la Ineos Grenadiers di Pavel Sivakov e la EF di Ruben Guerreiro a guidare l’inseguimento. Proprio a causa dei tantissimi interessi nel plotone il destino degli attaccanti appare segnato, con l’Astana Qazaqstan che prende in mano con forza la situazione con il lavoro di Manuele Boaro, che contribuisce a ridurre il gap a 2’20” a 30 km dalla conclusione.

Il ritmo della formazione kazaka si trasforma in un vero e proprio forcing sull’Alto del Collado de Vilviestre, con la Ineos Grenadiers che fa buona guardia nelle prime posizioni, mentre davanti restano solo Carlos Canal allunga in discesa guadagnando qualche secondo su Frigo e Bol. Nonostante le velocità continuino ad aumentare con la lotta per il posizionamento che entra nel vivo, il giovane Canal è bravo nel conservare un margine di 1’40” con cui cominciare la salita conclusiva, ma le loro speranze sono ormai ridotte al minimo. La strada comincia ad impennarsi tra i boschi della zona, e mentre Marco Frigo riprende e stacca Canal, il trenino della Ineos Grenadiers scandisce il passo nel plotone. L’avventura di Frigo si interrompe però a 7 km dal traguardo, quando scattano Juan Pedro López (Trek-Segafredo) e Chris Harper (Jumbo-Visma). Solo quest’ultimo riesce a rimanere al comando in solitaria, potendo contare su un vantaggio di soli 15” su un gruppo ancora abbastanza folto. Terminato un tratto in falsopiano a metà salita e ripreso Harper, la strada torna a guardare decisamente all’insù negli ultimi 3 km, dove sono attese le mosse dei big.

Il primo scatto arriva da Miguel Ángel López (Astana Qazaqstan), ma il colombiano viene tenuto sotto stretta osservazione da Carlos Rodríguez (Ineos Grenadiers), che riporta tutti sotto poco dopo e continua a scandire un ritmo infernale che distrugge il gruppetto dei migliori. Nibali perde contatto, così come Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) e João Almeida (UAE). Resiste in un primo momento invece Jai Hindley (Bora-Hangrohe), poi costretto acedere il passo ad un terzetto composto da Rodríguez, Sivakov e lo stesso López. Nel frattempo però si sta concretizzando l’ennesima rimonta di João Almeida, che adotta lo stesso stile di corsa del Giro d’Italia e rientra sul terzetto dei migliori. Ci si gioca dunque la vittoria nelle ultime centinaia di metri, con Almeida che rifiata brevemente e poi passa all’attacco: un immenso Rodríguez cede, il leader Sivakov sale del proprio passo, mentre López tiene duro. La volata in salita tra i due è dominata proprio da Almeida, che sopravanza il colombiano; terzo il vincitore della generale Sivakov a 7”, quarto Rodríguez a 15”. Ottima anche la prestazione di Ilan Van Wilder (Quick-Step AlphaVynil), che senza dare nell’occhio giunge quinto a 21”. Sesto Ruben Guerreiro (EF) a 28”, poi settimo Jai Hindley a 33”, ottavo Kenny Elissonde (Trek-Segafredo) a 43”, nono Hugh Carthy (EF) a 48” ed infine decimo Wilco Kelderman a 48”.

In classifica generale si difende senza troppi affanni Pavel Sivakov, che si aggiudica la corsa con 35” su João Almeida, Miguel Ángel López terzo allo stesso tempo. Quarta posizione per Carlos Rodríguez a 41”, quinto Van Wilder a 43”, sesto Guerreiro a 47” e settimo Hindley a 52”. Completano poi la top10 finale Buitrago, ottavo a 1’06”, Kelderman, nono a 1’09” ed Elissonde, decimo a 1’18”.
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