
Andreas Miltiadis scrive la storia e mette Cipro sulla mappa
Al Tour of Hainan arriva la prima storica vittoria professionistica per l'isola del Mediterraneo: a centrarla è il corridore simbolo del ciclismo locale da oltre un decennio
Decimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Tour du Loir et Cher, Tour of Bosnia and Herzegovina, Grand Prix Fergana e Andreas Miltiadis, che continua a scrivere la storia del ciclismo cipriota.
Le corse della settimana
Tour du Loir et Cher

In Francia si è disputata la sessantacinquesima edizione del Tour du Loir et Cher, corsa a tappe di cinque giorni che vedeva al via venticinque squadre: diciassette Continental, sei formazioni dilettantistiche francesi e le selezioni nazionali di Germania e Svezia.
La prima tappa presentava alcuni strappetti nella parte iniziale, ma poi diventava più semplice e nel circuito finale di 17 km (da ripetere per tre volte) non era presente alcuna asperità. Come prevedibile, a decidere il vincitore è stata una volata di gruppo: l'ha spuntata il danese Conrad Haugsted (ColoQuick), ovviamente primo leader della corsa, che ha battuto l’ex TotalEnergies Lucas Boniface (Charviey Chavagneux Isère) e Roan Konings (Metec-SOLARWATT).
La seconda frazione era un po’ più impegnativa della precedente, con diversi strappetti negli ultimi 50 km e un circuito finale non del tutto pianeggiante. Ancora una volta, comunque, tutto si è deciso allo sprint: si è imposto il giovanissimo belga Mathias De Keersmaeker (Lotto-Groupe Wanty), che ha avuto la meglio su Roan Konings, nuovo leader della corsa, e Marceli Bogusławski (ATT Investments).
Nella terza tappa erano presenti diversi strappi in sequenza tra i -30 e i -15, ma il circuito finale (6 km da ripetere due volte) era totalmente pianeggiante. C’è stata leggermente più selezione rispetto alle giornate precedenti, ma, comunque, circa settantacinque uomini sono arrivati a giocarsi la volata: il più veloce è stato Bohémond Barrillot (AVC Aix Provence Dole), che ha messo nel sacco il duo della ColoQuick composto da Sebastian Nielsen e Joshua Gudnitz. Il vincitore è passato anche in testa alla classifica generale.
La quarta frazione era la più semplice e gli organizzatori hanno dovuto metterci molta fantasia per inserire due GPM (uno era addirittura una salita di 300 metri al 2%). Senza alcuna sorpresa è stata ancora volata e, questa volta, ha trionfato il crossista Keije Solen (Lotto-Groupe Wanty). Il ventenne si è messo alle spalle Marceli Bogusławski, che ha conquistato la maglia di leader, e Sebastian Nielsen.
L’ultima tappa era la più breve e prevedeva tredici giri di un circuito di 7,5 km, caratterizzato da uno strappo di 1 km (in cima al quale era piazzato il traguardo). Questa volta, la volata generale è valsa solo per la seconda posizione perché un corridore è riuscito ad anticipare il plotone: il danese Joshua Gudnitz è riuscito, infatti, a mettere 4” tra sé e un gruppo di una sessantina di unità, regolato da Roy Hoogendoorn (Metec-SOLARWATT), davanti a Sebastian Nielsen.
Marceli Bogusławski è riuscito a salvarsi e a conquistare il successo finale, anche se Joshua Gudnitz ha chiuso con il suo stesso tempo. A 2” Sebastian Nielsen ha completato il podio e, con lo stesso tempo, il miglior giovane della corsa, Bohémond Barrillot, si è piazzato quarto. La Metec-SOLARWATT ha conquistato le altre classifiche: quella a punti con Roan Konings, quella dei GPM con Roy Hoogendoorn e quella a squadre.
Tour of Bosnia and Herzegovina

Nella penisola balcanica è nata quest’anno una nuova corsa: il Tour of Bosnia and Herzegovina. Si trattava della prima edizione del giro nazionale, ma non della prima gara UCI nel paese. Al via erano presenti ventitré squadre: dodici Continental, sei selezioni nazionali e cinque formazioni dilettantistiche, tra cui le italiane Gallina Ecotek e Bike Academy Marchini Costruzioni.
La prova si è aperta con una tappa che presentava le principali asperità nella prima parte e che si concludeva con tre giri di un circuito di 5 km completamente pianeggiante. Poco più di trenta uomini sono rimasti davanti e si sono giocati il successo in volata: Márkó Tóth (United Shipping) è stato il più veloce e ha centrato, così, la prima vittoria internazionale in carriera. L’ungherese, primo leader, ha battuto Sander Inion (Madar) e Piotr Maślak (Voster).
La seconda frazione presentava la principale asperità poco dopo metà percorso e qualche strappetto di poco conto nel finale, con l’ultimo chilometro che tendeva leggermente a salire. Otto uomini hanno anticipato il gruppo e Mihael Štajnar (Pogi Gusto Ljubljana) ha avuto la meglio allo sprint. Il campione sloveno a cronometro si è messo alle spalle l’ex professionista Jakub Kaczmarek (Voster) e Lars Quaedvlieg (Universe), conquistando anche la maglia di leader.
La terza tappa era la più ondulata della corsa, con due GPM e altri strappetti, ma, paradossalmente, è stata quella che ha fatto meno selezione. Un gruppo di circa sessanta uomini si è presentato compatto nel finale e allo sprint si è imposto Alin Toader (Nazionale Romania). Il ventunenne ha preceduto Valentino Kamberaj (Nazionale Albania) e Raffaele Veneri (Gallina Ecotek). Quest’ultimo è stato poi declassato e, così, sul podio di giornata è salito Nicola Schleuniger (Run&ERace-Solarpur).
Mihael Štajnar ha conquistato il successo finale, con 2” di margine su Jakub Kaczmarek e 5” su Lars Quaedvlieg. Sam Chaplin, quinto a 13”, è stato il miglior giovane della corsa. La Run&Race-Solarpur ha fatto il pieno nelle classifiche secondarie: oltre alla graduatoria a squadre, ha vinto quella a punti con Nicola Schleuniger e quella dei GPM con Luca Jenni.
Grand Prix Fergana

Oltre alla Bosnia, anche l’Uzbekistan ha visto nascere una nuova gara: si tratta del Grand Prix Fergana, corsa a tappe di due giorni, che proponeva anche una prova femminile. La start list non era particolarmente qualificata: al via erano presenti tre Continental, le nazionali di Azerbaigian, India e Uzbekistan, tre selezioni regionali e quattro formazioni dilettantistiche locali, per un totale di tredici squadre.
La prima tappa aveva un percorso ondulato e ha dato una forma ben definita alla classifica: dieci corridori hanno tagliato il traguardo con lo stesso tempo e tutti gli altri hanno accusato distacchi pesantissimi. Nonostante la presenza nel gruppo di testa di alcuni ottimi velocisti, a vincere è stato lo spagnolo Juan Pedro Lozano (Terengganu), che ha preceduto Nikita Tsvetkov, professionista della Bardiani CSF 7 Saber in gara con la nazionale uzbeka, e Raman Tsishkou (Li Ning Star). La classifica generale ha ricalcato l’ordine d’arrivo.
La seconda frazione presentava un percorso praticamente uguale a quello della giornata precedente, ma l’esito è stato abbastanza diverso. Sei uomini hanno fatto la differenza e sono arrivati con poco più di un minuto di vantaggio su un gruppo di oltre trenta unità. Davanti gli stessi tre uomini che erano saliti sul podio della prima tappa si sono avvantaggiati leggermente e si sono giocati il successo in volata: Nikita Tsvetkov si è preso la rivincita e ha battuto Juan Pedro Lozano e Raman Tsishkou.
Nikita Tsvetkov ha conquistato il successo finale, beffando Juan Pedro Lozano, che ha chiuso con il suo stesso tempo. Raman Tsishkou ha completato il podio a 8”. La Li Ning Star si è aggiudicata la graduatoria a squadre.
Le Continental tra i big

Otto Continental (sette portoghesi e la statunitense Meridian P/b de la Uz) hanno preso parte a O Gran Camiño. La Anicolor/Campicarn ha ottenuto di gran lunga i migliori risultati: Artem Nych ha chiuso al decimo posto la classifica generale, mentre Rafael Reis è stato secondo nella frazione inaugurale e ha indossato per un giorno la maglia di leader.
Sono state dieci le formazioni di terza divisione a partecipare al Tour of Hainan. La Terengganu ha ottenuto il miglior risultato in classifica generale con Mathias Bregnhøj, decimo. Gara da ricordare per la Quick, che ha vinto una tappa con Andreas Miltiadis e la maglia dei GPM con Igor Chzhan. Un successo di tappa anche per la Li Ning Star: come lo scorso anno, Alexander Salby si è imposto nell’ultima frazione.
Ben dodici Continental si sono presentate al via delle corse francesi dello scorso weekend. Alla Classic Grand Besançon Doubs, sia la St.Michel-Preference Home che la CIC Academy hanno centrato la top ten, rispettivamente con Thomas Champion, nono, e Axel Mariault, decimo. Al Tour du Jura, invece, sono stati i portacolori della Nu Colombia a ottenere i migliori risultati: Javier Jamaica ha chiuso in tredicesima posizione, appena davanti al compagno di squadra Sergio Henao.
Al via della Brabantse Pijl c’erano due formazioni di terza divisione: la Tarteletto-Isorex e la BEAT p/b Saxo. La formazione belga ha inserito due uomini nella fuga di giornata ed è riuscita a mettere due corridori nel gruppo di testa, anche se non ha raggiunto la top ten: Lennert Teugels si è piazzato al quindicesimo posto, mentre Jelle Vermoote si è fermato al ventunesimo.
A Hong Kong si è disputata la seconda prova della Coppa del Mondo di ciclismo su pista e diverse Continental si sono messe in luce. La vittoria della Nuova Zelanda nell’inseguimento a squadre ha regalato soddisfazione alla Whoosh-NZ Cycling Project, che ha fornito al team Marshall Erwood, George Jackson e Keegan Hornblow, e alla St.George, che ha portato Nicholas Kergozou. Grande festa anche per la Parkhotel Valkenburg: Philip Heijnen ha vinto sia l’omnium che la madison, in cui ha fatto coppia con Yoeri Havik della EEW-VDK. Gioia anche per la Solme-Olmo: Matteo Fiorin, infatti, ha conquistato l’eliminazione.
Anche questa settimana, gli aggiornamenti dell’UCI hanno svelato alcune novità di ciclomercato. La GW Erco SportFitness ha rinforzato l’organico con Bryan Obando (Movistar Best PC) e Johan Colon, mentre la UN ha preso Edvin Lovidius, che aveva lasciato la Lucky Sport lo scorso mese di maggio. Vedad Karić torna nel mondo Continental dopo quasi quattro anni di assenza: il campione bosniaco ha firmato con la Sidi Ali-Unlock. Non era ancora stata registrata, ma la Standard Insurance PHI ha conservato la licenza anche per quest’anno: la formazione filippina ha confermato tutti i migliori elementi del roster 2025.
Entra nella categoria Continental, per la prima volta, anche una squadra honduregna, la 4WD Rent a Car-Facatativa. Il roster è composto da dieci uomini, il più noto dei quali è l’ecuadoriano Wilson Steven Haro, vincitore di cinque corse UCI in carriera, tra cui una tappa della Vuelta a Costa Rica 2025 e la classifica finale della Vuelta al Ecuador 2021. Tra i corridori locali, invece, spiccano i nomi di Cesar Castillo e Christopher Jahir Diaz, campioni nazionali nel 2023, rispettivamente a cronometro e in linea.
Il ritratto della settimana: Andreas Miltiadis

Cipro non è una superpotenza dello sport: nella storia delle Olimpiadi ha conquistato soltanto due medaglie, entrambe con il velista Pavlos Kontides, argento nella specialità Laser sia a Londra 2012 che a Parigi 2024. Negli sport più conosciuti, ha trovato qualche buona individualità, come il calciatore Sotiris Kaiafas, scarpa d’oro nel 1976, il saltatore in alto Kyriakos Ioannou, tre volte medagliato ai Campionati del Mondo, e il tennista Marcos Baghdatis, finalista agli Australian Open 2006. Nel calcio, inoltre, si ricorda la cavalcata dell’APOEL Nicosia nella Champions League 2011/2012: la squadra cipriota arrivò ai quarti di finale e fu eliminata solo dal Real Madrid.
Nel ciclismo, Antri Christoforou ha gareggiato per anni nel Women’s World Tour, mentre a livello maschile non ci sono mai stati grossi nomi, con le partecipazioni olimpiche di Spyros Agrotis (nella prova su strada) e Marios Athanasiadis (nella mountain bike) come momenti più importanti a livello internazionale. Il 17 aprile 2026, quindi, resterà per sempre negli annali del ciclismo cipriota: Andreas Miltiadis ha vinto la terza tappa del Tour of Hainan, regalando alla sua nazione il primo storico successo in una corsa professionistica.
Prima della grande impresa in terra cinese, il portacolori della Quick aveva già fatto vedere buone cose al Pune Grand Tour: nella corsa indiana aveva raccolto un ottimo terzo posto nel prologo, prima di piazzarsi sedicesimo in classifica generale. Che sia stato proprio lui a regalare la prima vittoria professionistica al suo paese non è, comunque, una sorpresa: il ventinovenne, infatti, è da un decennio abbondante il faro del movimento dell’isola, sebbene sia arrivato al ciclismo abbastanza tardi.
Da giovane, Andreas Miltiadis giocava a pallamano, ma, poco prima di compiere diciotto anni, decise di smettere. Comprò, quindi, una bici da corsa per tenersi in forma e, un mese dopo, partecipò alla sua prima gara: la vinse e decise di iniziare a seguire il ciclismo, praticandolo con maggiore intensità. Si fece subito un nome in patria e, già al primo anno di attività, fu convocato in nazionale per i Campionati Europei juniores.
Nel 2015, passato tra gli under 23, si guadagnò la convocazione per i Campionati Europei di categoria e si laureò per la prima volta campione nazionale a cronometro fra gli élite. Iniziò a gareggiare con frequenza anche in mountain bike: nella specialità XCO, andò vicino al titolo nazionale (si classificò secondo) e prese parte alla prova degli European Games.
Il titolo nazionale di mountain bike XCO arrivò nella stagione successiva. Il cipriota si confermò anche nella cronometro, ma dovette rinviare ancora una volta l’appuntamento con il successo nella prova in linea. Partecipò nuovamente ai Campionati Europei under 23 e prese parte alla sua prima gara UCI al di fuori dei campionati nazionali e continentali, la Hets Hatsafon, che chiuse al settimo posto.
Nel 2017 vinse il terzo titolo nazionale a cronometro e, per la prima volta, salì sul podio della corsa in linea, anche se si fermò alla terza posizione. Sempre nella prova contro il tempo, conquistò la medaglia d’oro ai Giochi dei Piccoli Stati d’Europa, mettendosi alle spalle, tra gli altri, due corridori attualmente tesserati per la INEOS Grenadiers (Victor Langellotti e Brandon Rivera). Nella categoria under 23 partecipò nuovamente ai Campionati Europei e, per la prima volta, ai Mondiali. Nella mountain bike XCO si confermò campione nazionale e fu argento ai Giochi dei Piccoli Stati d’Europa.
L’anno successivo, Miltiadis vinse il quarto titolo cipriota a cronometro consecutivo, ma non riuscì a sfatare il tabù della corsa in linea (che lo vide fermarsi al secondo posto). Con la maglia della nazionale prese parte, non sfigurando, ai Commonwealth Games e ai Giochi del Mediterraneo, oltre a Europei e Mondiali under 23. Nella prova contro il tempo, inoltre, conquistò la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo universitari. Disputò anche qualche gara internazionale in più, ma senza mai entrare nella top ten. Nella mountain bike XCO si laureò campione cipriota per la terza volta e gareggiò ai Commonwealth Games.
Nel 2019, per la prima stagione da élite, fece il suo esordio nel mondo Continental, con la maglia della Guerciotti-Kiwi Atlantico. Iniziò benissimo la stagione, chiudendo in quarta posizione (con un terzo posto di tappa) l’International Tour of Rhodes e, in seguito, disputò diverse corse professionistiche, come il GP Miguel Indurain. Si confermò campione cipriota a cronometro e, per la prima volta, conquistò anche il titolo nella corsa in linea. Chiuse la stagione su strada con la partecipazione agli European Games, per poi spostarsi sulla mountain bike: si confermò campione nazionale nell’XCO e fece il suo esordio ai Campionati Mondiali Marathon.
Nonostante la conferma in organico, nella stagione seguente il cipriota non corse mai con la Gios-Kiwi Atlantico, anche a causa della pandemia. Conquistò entrambi i titoli nazionali e partecipò ai Campionati Europei: ottenne un buon quindicesimo posto nella cronometro e si fece vedere in fuga nella prova in linea. In mountain bike, senza sorprese, confermò il titolo nazionale XCO.
Nel 2021 restò alla Gios, con la quale disputò decisamente più gare rispetto all’annata precedente. Ancora una volta vinse entrambi i titoli nazionali e fece sua la maglia di miglior scalatore all’International Tour of Rhodes. Prese parte per la prima volta ai Campionati del Mondo élite (disputando solo la cronometro) e fu nuovamente al via degli Europei. In mountain bike conquistò sia il titolo nazionale XCO che quello XCM, prendendo nuovamente parte ai Campionati del Mondo Marathon.
Nell’anno successivo, Miltiadis, confermato alla Java Kiwi Atlantico, vinse entrambi i titoli nazionali per la quarta volta di fila. Partecipò ai Giochi del Mediterraneo, in cui fu quarto nella cronometro, e ai Commonwealth Games, in cui chiuse la prova contro il tempo in decima posizione. Sfiorò, inoltre, il successo nel prologo dell’International Tour of Rhodes e concluse in top ten (al nono posto) il Tour of Hellas. In mountain bike corse meno, saltando anche i campionati nazionali, e non ottenne particolari risultati.
Nel 2023, in seguito alla chiusura della sua squadra, decise di tesserarsi per una piccola formazione cipriota e gareggiò quasi esclusivamente con la maglia della nazionale. Conquistò il primo successo internazionale in carriera, vincendo l’ultima tappa dell’International Tour of Rhodes, in cui fu anche secondo in classifica generale. Fu grande protagonista anche al Tour of Hellas, con il quarto posto nel prologo, il sesto in classifica generale e la maglia di miglior scalatore. Partecipò ai Campionati del Mondo e vinse il nono titolo nazionale a cronometro, saltando, però, la gara in linea per partecipare a una prova di Coppa del Mondo di mountain bike, disciplina in cui tornò a vincere il titolo nazionale XCO.
Nella stagione seguente, il cipriota passò alla Terengganu e intensificò molto il suo programma su strada. Dopo il sesto posto al Rhodes GP, fu grande protagonista al Tour de Maurice, con il secondo posto nel prologo, il terzo in classifica generale e la maglia di miglior scalatore. In seguito fu quarto alla Courts Mammouth Classique de l'Île Maurice e vinse entrambi i titoli nazionali. A fine stagione partecipò sia agli Europei che ai Mondiali. In mountain bike corse pochissimo, ma vinse comunque il titolo nazionale XCO.
L’anno scorso è passato alla Roojai Insurance e ha centrato per la sesta volta l’accoppiata di titoli nazionali (a cronometro si trattava addirittura dell’undicesimo titolo consecutivo). Per la seconda volta in carriera, inoltre, ha conquistato l’oro nella prova contro il tempo dei Giochi dei Piccoli Stati d’Europa (sconfiggendo i professionisti lussemburghesi Alex Kirsch e Mats Wenzel). Nelle altre gare UCI si è fatto valere al Tour of Bostonliq, con il secondo posto finale, e alla Dhofar Classic, in cui è stato ottavo. In mountain bike ha vinto sia il titolo nazionale XCO che quello XCM.
Quest’anno, Andreas Miltiadis ha scelto di passare alla Quick, formazione estone molto attiva in Asia e la scelta gli ha portato in dote la splendida vittoria di tappa al Tour of Hainan. La sua prossima corsa dovrebbe essere il Tour of Hellas, una gara in cui ha già ben figurato in passato. Chissà che, sulle ali dell’entusiasmo, non riesca a centrare un altro grande acuto in Europa.
