
È sempre più il GP Miguel-Ion Indurain: terzo successo personale per Izagirre
Il veterano della Cofidis - all'attacco con altri 11 uomini negli ultimi 28 chilometri di corsa - allunga con Simmons sull'Alto de Eraul per poi staccare lo statunitense e il rimontante Beloki sul muro di Ibarra. Bagioli 5° davanti a Scaroni
La lezione di Quinto Orazio Flacco - abilmente ripresa da Peter Weir ne L'attimo fuggente - è sempre valida: «Carpe diem». Ion Izagirre, anni 37, ha interpretato l'antico adagio alla lettera, aggiudicandosi per la terza volta nella sua ormai lunga carriera il GP Indurain, ideale anticamera del Giro dei Paesi Baschi. Scattato insieme ad altri 11 uomini all'inizio dell'ultimo giro, Izagirre ha resistito al ritorno del gruppo sulla salita di Eraul, seguendo come un'ombra Quinn Simmons, per poi staccare sia il campione statunitense, sia il giovane connazionale Markel Beloki (rientrato sui primi due a 6 chilometri dall'arrivo) sul decisivo muro di Ibarra. Alle spalle di Izagirre e Simmons, la EF Easy Post piazza comunque sul podio Alex Baudin, che ha preceduto di un soffio Alex Aranburu e Andrea Bagioli. Nonostante abbia presidiato la top 10 con due uomini (Christian Scaroni e Clément Champoussin), la XDS-Astana è la grande delusa del giorno: benché avesse indovinato la fuga giusta con Diego Ulissi, è mancato il rifinitore che concretizzasse il grande lavoro svolto per tenere la corsa sotto controllo.
La cronaca del Gran Premio Miguel Indurain
Non solo la prova generale dell'Itzulia Basque Country, ma anzitutto l'omaggio a uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo di fine Novecento: il Gran Premio Miguel Indurain ricorda da vicino le classiche delle Ardenne sia per il dislivello, sia per il profilo del percorso, che si adatta alle caratteristiche di corridori a un tempo resistenti ed esplosivi. Il copione della 35ª edizione segue abbastanza fedelmente i dettami della tradizione: partenza e arrivo a Estella/Lizarra dopo 204 chilometri particolarmente impegnativi, che si aprono con le scalate all'Alto de Mañeru (2,8 chilometri al 5,3%) e all'Alto de Murugarren (1700 metri con una pendenza media del 5,3%), che precederanno il primo passaggio sul muro di Ibarra (poco più di 500 metri al 9% e punte che sfiorano il 20%). Una volta rientrati a Estella, la carovana affronta un primo circuito di 45 chilometri, caratterizzato dai passaggi sull'Alto de Olejua (1200 metri al 6,8%), sull'Alto de Eraul (poco meno di 4 chilometri al 5,3% medio) e sull'Alto de Muru (1600 metri al 4%) prima del secondo transito sull'Ibarra. Rientrati per la seconda volta sul traguardo, i corridori entrano nella parte più dura del percorso, che propone le brevi scalate all'Alto Presa Pantano de Alloz (1200 metri al 6,2%) e all'Alto de Arradia (2500 metri, pendenza media del 4,7%) prima di affrontare i GPM di Alto de Guirguillano (2800 metri, pendenza media del 5,7%) e di Alto de Lezaun (3,9 chilometri al 5,5%), seguiti dall'accoppiata Muru-Ibarra. L'ultimo giro da 28,1 chilometri propone la sequenza Irache-Eraul-Muru-Ibarra, posizionato a meno di 2 chilometri dall'arrivo. L'ultima curva a meno di 300 metri dalla linea bianca.
Poco dopo il via, si avvantaggiano cinque corridori: il francese Louis Ferreira (Anicolor-Campicarn), il portoghese Rafael Durães (Efapel) e gli spagnoli Unai Aznar (Euskaltel-Euskadi), Sinhué Fernández (Burgos Burpellet-BH) e Carlos Garcia Pierna (Burgos). Il quintetto al comando accumula un vantaggio massimo di 5' sul gruppo, pilotato a turno da XDS-Astana, EF EasyPost e UAE Emirates-XRG.
Con il passare dei chilometri, gli attaccanti perdono terreno e slancio: Durães è il primo a chiamarsi fuori a poco più di 70 chilometri dall'arrivo. All'inizio della discesa del Guirguillano, poi, Fernández si avvantaggia sugli altri superstiti della fuga, che rientreranno nei ranghi intorno ai -60. Ancor prima che lo spagnolo della Burgos si consegni alla concorrenza, il gruppo si anima con un'azione promossa dall'italiano Nicola Conci (XDS-Astana), dallo spagnolo Carlos Verona (Lidl-Trek) e dallo sloveno Domen Novak (UAE Emirates-XRG), che cercheranno senza successo di avvantaggiarsi ai -58. Una volta ripreso l'ultimo degli attaccanti, rilanciano l'azione il francese Geoffrey Bouchard (TotalEnergies) e un altro corridore di casa, Jokin Murguialday (Euskaltel), a cui gli inseguitori concederanno un margine poco più che simbolico prima di ricucire lo strappo.
Molto più interessante è invece la sortita promossa sulle rampe del Lezaun da otto uomini: spiccano i nomi del belga Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarché) e dell'italiano Antonio Tiberi (Bahrain Victorious). Il controllo serrato di XDS e UAE Emirates concede poca libertà di manovra ai primi. E così, quando mancano poco meno di 40 chilometri alla fine, il laziale riparte in un tratto di leggera discesa in compagnia del francese Julien Bernard (Lidl). Anche in questo caso, però, la concorrenza resta sempre vigile: il vantaggio dei battistrada oscillerà tra i 10" e i 15" finché il gruppo non ritornerà sotto sul penultimo Ibarra. Tutto da rifare, dunque, all'ingresso nell'abitato di Estella, dove il gruppo sfila allungato in vista dell'ultimo giro.
Dopo il passaggio sotto lo striscione d'arrivo, attaccano in contropiede l'australiano Harry Sweeny (EF EasyPost), gli spagnoli Hector Àlvarez (UAE Emirates-XRG), Igor Arrieta (UAE Emirates) e Ion Izagirre (Cofidis) e il campione sloveno Jakob Omrzel (Bahrain), a cui si aggiungeranno tra gli altri l'italiano Diego Ulissi (XDS-Astana), il campione neozelandese George Bennett (NSN), lo spagnolo Txomin Juaristi (Euskaltel) e il campione statunitense Quinn Simmons (Lidl). Alle loro spalle, un gruppetto formato dagli spagnoli Urko Berrade (KERN Pharma), Ander Okamika (Burgos) e dal campione tedesco Georg Zimmermann (Lotto) riuscirà a chiudere sulla testa ai -24, mentre il resto della compagnia - capeggiata dai Movistar, rimasti fuori dalla fuga - viaggia con una ventina di secondi di ritardo.
La situazione si cristallizza nel tratto che precede lo strappo di Eraul: i 12 corridori al comando difendono 24" sul resto della compagnia, allineata a ruota dei Caja Rural-Seguros RGA e dei Red Bull-BORA-Hansgrohe. Il ritorno dei Movistar - in corsa con lo spagnolo Roger Adriá (Movistar) - accelera i tempi del ricongiungimento, che sembra concretizzarsi sulle prime rampe della terzultima salita di giornata. Tuttavia, a un passo dalla resa, Simmons riprende l'iniziativa, seguito da Izagirre, Bennett, Arrieta e Sweeny. Ad ogni modo, il gruppo non è lontano: una decina di secondi da recuperare a ridosso della vetta. La collaborazione a singhiozzo tra i primi induce lo statunitense a portare una nuova accelerazione, cui risponde soltanto il veterano della Cofidis. Situazione comunque ancora incerta, come dimostra l'accelerazione dal gruppo dello spagnolo Markel Beloki (EF), che raggiungerà e staccherà Battistella poco prima di raggiungere la vetta di Eraul, dove si registrerà nelle retrovie la caduta del campione etiope Merhawi Kudus (Burgos) e del neozelandese Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA-Hansgrohe).

Il controllo tra gli inseguitori imposto dai Lidl-Trek rafforza la posizione di Izagirre e Simmons che, seppure braccati da Beloki, hanno un margine prossimo al mezzo minuto sul gruppo quando mancano 6 chilometri all'arrivo. Poco dopo aver superato il Murul, Beloki riesce a chiudere sui primi due. La sensazione è che gli attaccanti abbiano un margine sufficiente per giocarsi il successo. Dunque, non resta che attendere il decisivo assalto a Ibarra per risolvere l'enigma: Izagirre affronta in testa i primi metri del muro, mettendo subito in difficoltà il figlio d'arte. Simmons riesce in un primo tempo a seguirlo, ma perde contatto sul tratto più duro. A questo punto, è fatta per il 37enne basco, che conquista il suo 18° successo in massima serie (il primo dal 2023, quando vinse la tappa di Belleville-en-Beaujolais al Tour de France), precedendo Simmons (a 5") e il francese Alex Baudin (EF, a 10"). A seguire lo spagnolo Alex Aranburu (Cofidis), gli italiani Andrea Bagioli (Lidl) e Christian Scaroni (XDS), Van Eetvelt, il francese Clément Champoussin (XDS), Beloki (raggiunto sul rettilineo d'arrivo) e lo spagnolo Haimar Exteberria (Red Bull).
