
Due ruote, due mondi: la UAE nel ciclismo e una domenica in Lucania nella quinta uscita di Muri
Questa settimana la newsletter di Cicloweb vuole guardare cosa si cela dietro la squadra più vincente del WorldTour e segue un ciclista amatoriale tra il fango e i ventagli delle Colline Materane
Alla sua quinta uscita, Muri propone un dittico che mette a confronto due facce del ciclismo contemporaneo. Da un lato, una disamina sul sistema di potere che si nasconde dietro la UAE Emirates-XRG: petrolio, fondi sovrani, sportwashing e un dossier di violazioni dei diritti umani che le telecamere dell'UAE Tour non inquadrano mai. Dall'altro, il racconto in prima persona di una mediofondo lucana: ventagli, fango, un compagno da andare a riprendere e una volata da sesto su sei che vale comunque una domenica salvata. Per iscriverti alla newsletter, basta cliccare su questo link e fornire la tua mail per ricevere il quinto numero di Muri domani mattina.
Gli Emirati nel ciclismo: sportwashing, petrolio e diritti umani
L'UAE Tour si è concluso domenica 22 febbraio, e per qualche giorno il ciclismo mondiale ha pedalato dentro una cartolina: grattacieli di vetro, autostrade deserte, resort da rendering. Una regia attenta, che usa la corsa come fondale scenografico per un racconto preciso, quello di un Paese aperto, moderno, ospitale. Muri cerca di smontare quel racconto e ricostruisce come gli Emirati Arabi Uniti abbiano trasformato il ciclismo in uno strumento geopolitico sofisticato: dalle origini del team, sorto dalle ceneri della Lampre-Merida, fino alla rete intrecciata di fondi sovrani, compagnie petrolifere e apparati di sicurezza che si nasconde dietro sponsor e loghi. Fuori dall'inquadratura, il dossier pesa: il presunto sostegno alle milizie nel Darfur, le forniture di armi in Libia in violazione dell'embargo ONU, il sistema Kafala che tiene in ostaggio i lavoratori migranti. Tutto quello che non si vede in corsa, ma che finanzia ogni chilometro percorso.

Mediofondo delle Colline Materane: la domenica è salva
A pochi chilometri di distanza da casa, su strade bagnate di pioggia tra le Dolomiti lucane, un ciclista amatoriale alla prima stagione tra gli M1 affronta dieci giri di un circuito che non perdona i momenti di distrazione. La pioggia smette mezz'ora prima della partenza, ma lascia in eredità strade bianche e un vento laterale che nella discesa principale trasforma il gruppo in un problema. Un ventaglio preso nel posto sbagliato, un gruppetto di quindici con quattro che tirano, un compagno di squadra intravisto in lontananza da andare a riprendere a tutti i costi. Il racconto di una gara come tante — con i suoi piccoli eroismi, le sue frustrazioni, i crampi sull'ultima salita e la colonna sonora giusta per il ritorno a casa. Perché alla fine, che tu pedali per Abu Dhabi o per Matera, il ciclismo è sempre anche questo.
