Giro d'Italia 2026, 20a tappa: un'ultima occasione
Nonostante il grande coraggio di alcuni, la classifica non pare possa essere sconvolta, ma rimane ancora un ostacolo. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv
Al Giro d'Italia 2026 è giunta l'ora dell'ultima sfida in montagna. Nella 20a tappa ci sarebbe ancora spazio per inventarsi qualcosa, anche se è necessario un po' di coraggio e l'attuale stato della classifica non sembra presentare i giusti presupposti. I primi 60 km arzigogolati intorno alla partenza servono a toccare tutte le località colpite dal terremoto del 1976, ma al tempo stesso sono più insidiosi di quanto sembrino, con alcuni tratti piuttosto tortuosi ed ondulati. Prime vere difficoltà sono il muro verso Susans (1.2 km al 6.1%, max 16%) e quello ancora più arcigno verso Forgaria nel Friuli (1.3 km all'8.1%, max 16%), antipasto alla salita di Clauzetto (6.9 km al 5.7%, max 9%). Dopo 5 km di discesa tecnica, inizia un tratto transitorio di circa 40 km prevalentemente pianeggiante, con cui si arriva ai piedi della prima ascesa a Piancavallo: in tutto sono 14.5 km al 7.8%, ma il tratto iniziale è il più ripido, visto che dopo 1.5 km si incontrano già le prime rampe in doppia cifra, che proseguono nei successivi 4.5 km (media 9.9%, max 14%); un ultimo tratto in doppia cifra a 6.5 km dall'arrivo precede pendenze più dolci (6/7%) alternate ad un paio di falsopiani. Il primo passaggio avviene a 52.7 km dall'arrivo, non pochissimi, ma meno di quanto sembrino. Dopo 14 km di discesa tecnica si entra nel fondovalle, 24 km sfavorevoli agli attaccanti, ma quasi tutti in lieve discesa e per questo passeranno molto più in fretta del normale. Quindi si sale di nuovo al traguardo, per l'ultima sfida in salita di questo Giro.
Le salite

Gli ultimi km

Fari puntati su…
Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) sembra ormai avere la corsa in pugno. L'unico parziale brivido lo ha avuto quando Derek Gee-West (Lidl - Trek) e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) hanno superato i 3' di vantaggio salendo il Falzarego, ma prontamente la Decathlon CMA CGM Team di Felix Gall e la Netcompany INEOS di Thymen Arensman sono intervenute a difendere il podio. Non che Vingegaard stesse effettivamente rischiando di perdere il Giro, sia chiaro.
È ancora molto serrata proprio la lotta per il podio, a cui partecipano i corridori già citati e anche Jai Hindley (Red Bull - BORA - hansgrohe), che invece non si è quasi mai assunto la responsabilità (salvo alzare l'andatura sul Giau per scremare la Visma) e attaccando nel finale è riuscito a superare proprio Arensman. Vedremo se tra questi qualcuno si muoverà già sul primo Piancavallo, magari lo stesso Gee, appoggiandosi a compagni mandati in avanscoperta. Ancor più probabile sarà vedere di nuovo all'attacco corridori che cercano un piazzamento più defilato in top10 - quindi un'altra volta Chris Harper e David de la Cruz (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Jan Hirt (NSN Cycling Team) e Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) - o magari già vi si trovano o vogliono risalire posizioni, come Egan Bernal (Netcompany INEOS) e Damiano Caruso (Bahrain - Victorious). In teoria rientrerebbe tra questi anche Ben O'Connor (Team Jayco AlUla), che in verità si era mosso sul Duran con gli altri, ma ha preso una sventolata clamorosa; in teoria è distante e potrebbe riuscire a rientrare in top10 buttandosi in fuga, ma potrebbe anche accusare la crisi appena subita.
A tal proposito bisogna spendere due parole su come potrebbe comporsi la fuga: l'assenza di salite durissime fino alle due ascese finali potrebbe far sì che la fuga non riesca mai a decollare; sarà cruciale la salita di Clauzetto - non tremenda, ma comunque rilevante, specialmente in terza settimana - per capire se si raggiungerà un equilibrio oppure no. Peraltro se da una parte verrebbe da dire che i corridori in fuga sulle Dolomiti bellunesi hanno speso moltissimo ed è difficile vederli di nuovo all'attacco, è anche vero che tutti gli uomini più adatti (e non solo loro) si sono esposti, quindi l'handicap si può generalizzare quasi a tutti i possibili favoriti.
In questo contesto Giulio Ciccone (Lidl - Trek) è chiamato innanzitutto a difendere la maglia azzurra appena conquistata, cosa comunque non del tutto semplice: abbiamo visto Vingegaard sprintare sul Muro di Ca' del Poggio, quindi se la corsa esplodesse e i big fossero in testa sulla prima ascesa di Piancavallo, il danese avrebbe occasione di prendere più punti rispetto ai 50 previsti al traguardo in caso di vittoria. Viceversa se l'abruzzese riuscisse ad essere in fuga e sul primo passaggio Vingegaard rimanesse a secco, allora potrà concentrarsi sul successo di tappa avendo la maglia matematicamente in pugno.
Al suo fianco ci immaginiamo di nuovo all'attacco scalatori già visti brillanti in alcune tappe di questo Giro: buttiamo lì Enric Mas ed Einer Rubio (Movistar Team), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta) e Johannes Kulset (Uno-X Mobility). Insieme a questi Giulio Pellizzari (Red Bull - BORA - hansgrohe), che ha ritrovato un ottimo colpo di pedale, ma bisogna capire se subirà un altro contraccolpo seguendo la condizione altalenante di questo Giro o se sarà in grado di confermarsi ad alto livello un'ultima volta.
Ricordiamo infine che è ancora in gioco la maglia bianca: Afonso Eulálio (Bahrain - Victorious) fondamentalmente deve ormai guardarsi soltanto da Davide Piganzoli che ha tutte le carte in regola per mangiare il risicato distacco di 1'03"; terzo in comodo è Rondel, che come già detto potrebbe muoversi da lontano per provare a recuperare i 4'15" che ha di svantaggio.
Giro d'Italia 2026, gli orari della ventesima tappa
Il transito dal km0 è in programma alle 12:45, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 09:45 alle 14:00, poi su Rai 2 dalle 14:00 alle 17:00), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 10:35 alle 16:45).
