Sepp Kuss ©Giro d'Italia/LaPresse
Giro d'Italia

L'aquila delle Dolomiti: Sepp Kuss vince il tappone. Sconfitta la Lidl-Trek

Ai Piani di Pezzè arriva la prima vittoria al Giro d'Italia per lo scalatore della Visma, che completa la trilogia. Gee secondo senza aiuto di Ciccone, che va in maglia azzurra

Vince lo scalatore migliore della fuga, vince il gregario più vincente degli ultimi anni di Grand Tour, vince una squadra unita e funzionale contro una con troppe anime in contraddizione tra loro. Sepp Kuss si prende la tappa regina del Giro d'Italia 2026, arrivando da solo in cima ai Piani di Pezzè per completare la trilogia di successi nei Grand Tour e regalare la quinta gioia al Team Visma Lease a Bike, che mantiene saldamente la maglia rosa di Jonas Vingegaard e ha tempo anche di dedicarsi agli obiettivi dei suoi compagni.

Non si può dire lo stesso della Lidl-Trek, che non può ritenersi pienamente soddisfatta nonostante la maglia azzurra presa da Giulio Ciccone e la posizione guadagnata in classifica da Derek Gee-West. Entrambi erano presenti nella fuga di giornata, ma le mosse dello scalatore italiano per vincere la tappa (e la sfida personale con Einer Rubio, per puro orgoglio) si sono rivelate non solo vane, ma anche controproducenti per quello che dovrebbe essere il suo capitano, che ha perso gran parte del vantaggio accumulato e un possibile posto sul podio proprio mentre il compagno era all'attacco in solitaria nella discesa dal Falzarego. Un Giro di ‘vorrei ma non posso’ e di ‘potrei ma non riesco’ per una squadra composta da tanti elementi di valore e con legittime ambizioni personali, ma che proprio non riesce a trovare una quadra.

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Tra i diversi tentativi di portare via la fuga dopo la partenza da Feltre e le prime salite, arriva la notizia del ritiro di Jhonatan Narváez. Dopo aver perso la maglia ciclamino nella tappa di ieri, il corridore del UAE Team Emirates-XRG è caduto nel ritorno verso il bus dopo l'arrivo, e nei primi chilometri non ha avuto sensazioni positive, come comunicato dalla squadra. Il campione nazionale dell'Ecuador è il secondo vincitore di tappa ad abbandonare oggi dopo Michael Valgren (EF Education-Oatly), ritirato insieme al compagno di squadra James Shaw.

Inizialmente si sganciano in sedici, tra cui Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), Johannes Kulset (Uno-X Mobility), Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Florian Stork (Tudor Pro Cycling) e Jan Christen con Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates-XRG). Sul Passo Duran (12.1 km all'8.1%) si rivedono i soliti protagonisti delle fughe nelle tappe di montagna, con Giulio Ciccone a portare via un gruppo con l'aiuto di Matteo Sobrero (Lidl-Trek), in cui ci sono anche Jardi van der Lee (EF Education-EasyPost), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), David de la Cruz (Pinarello Q36.5), Jan Hirt (NSN) e il quartetto Movistar con Enric Mas, Einer Rubio, Juan Pedro López e Lorenzo Milesi, e questa volta anche Sepp Kuss (Team Visma Lease a Bike) e Damiano Caruso (Bahrain-Victorious). 

L'azione dell'italiano, nono in classifica a 8'34", porta alla reazione di Ben O'Connor, e conseguentemente anche di Michael Storer e Derek Gee-West, rispettivamente settimo e sesto nella generale. Mentre il capitano della Jayco AlUla rimbalza subito e poi si stacca anche dal gruppo maglia rosa, il trenino della Tudor con Will Barta e Mathys Rondel riporta sotto l'australiano e il campione nazionale canadese, che rientrano sul primo gruppo sulla salita di Coi. In totale sono in ventiquattro davanti, contando anche Alberto Bettiol (XDS Astana Team), che ha tirato a lungo sul Duran, Embret Svestad-Bårdseng (Netcompany INEOS) e un redivivo Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe). 

Ciccone allunga insieme a Rubio e si prende i primi due gpm per un totale di 58 punti, mentre il resto della fuga ha poco più di due minuti sul gruppo maglia rosa, dove c'è l'immancabile Tim Rex (Team Visma Lease a Bike) a controllare il ritmo. Harper rientra sulla coppia di testa dopo la cima di Forcella Staulanza, dove passa ancora davanti la maglia azzurra, e successivamente anche Crescioli si accoda in discesa. Il resto della fuga rientra all'imbocco del Passo Giau, quando il vantaggio sul gruppo è ancora stabile intorno ai due minuti.

©SprintCycling (da Movistar Team)
©SprintCycling (da Movistar Team)

Sobrero è ancora davanti ad aiutare Ciccone e Gee-West per i rispettivi obiettivi, mentre dietro la Visma rimane in controllo con Bart Lemmen e Victor Campenaerts. Nella seconda metà della salita arriva davanti anche Ben Zwiehoff a fare un ritmo conveniente per il suo capitano Jai Hindley, ma senza ridurre di molto il distacco dalla fuga. Anche davanti si muove la Red Bull con l'allungo di Pellizzari, seguito solamente dall'altro Giulio. Rubio non riesce a seguire ma viene riportato sotto dallo scatto di Kuss, che lascia indietro anche Gee e Storer. I due uomini di classifica rientrano di passo a un chilometro dalla vetta, così come Caruso e Hirt, mentre Ciccone va a prendersi la Cima Coppi e i conseguenti 50 punti, che lo portano per la prima volta in testa alla classifica dei gran premi della montagna.

Gli otto davanti tornano a guadagnare in discesa su un gruppo maglia rosa non molto più numeroso, dove la Decathlon CMA CGM ha ancora tre uomini a disposizione di Felix Gall e mette a tirare Johannes Staune Mittet. Il gap sale oltre i tre minuti sul Passo Falzarego, dove è posizionato anche il Red Bull KM. Gee sprinta per i 6" precedendo proprio Storer e un contrariato Rubio, che si mette a discutere con i due uomini di classifica, virtualmente entrambi sul podio. I nervi a fior di pelle portano il colombiano a fare la miglior volata del suo Giro, prendendosi i punti al gpm. In tutta risposta, dopo una discussione poco amichevole, Ciccone lo attacca in discesa e se ne va da solo, rovinando completamente i piani di classifica della sua stessa squadra.

La maglia azzurra guadagna oltre un minuto sul resto della fuga, che perde terreno anche nei confronti del gruppo maglia rosa, in cui la INEOS ha ritrovato Svestad-Bårdseng come aiutante di Thymen Arensman. Ciccone arriva sulla salita finale con un vantaggio molto ampio, ma da dietro iniziano subito i movimenti. Pellizzari allunga e si porta dietro Kuss, mentre Gee lascia indietro Storer e rientra del suo passo. Nel frattempo in gruppo è arrivato davanti Gregor Mühlberger (Decathlon CMA CGM), che alza ritmo e fa staccare anche Afonso Eulálio, lanciando l'attacco di Felix Gall. Alla ruota dell'austriaco si siede comodamente Jonas Vingegaard, mentre Jai Hindley perde qualche metro e Arensman va in difficoltà e Davide Piganzoli prende il suo passo per rimanere lì.

Negli stessi istanti si decide anche la questione per la vittoria di tappa: ai -3 Kuss stacca prima Pellizzari e poi Gee, e in meno di un chilometro va a riprendere e staccare Ciccone, che non ha più energie nemmeno per aiutare il suo capitano, sempre che lo abbia considerato come tale. Il campione canadese salta il compagno di squadra e completa una prestazione maiuscola con il suo quinto secondo posto in carriera al Giro e un piccolo salto in classifica, ma non sufficiente per avvicinarsi al podio. La Lidl-Trek resta ferma a zero vittorie, mentre la Visma arriva a cinque successi grazie all'Aquila di Durango, che per un giorno diventa l'Aquila di Alleghe e completa la trilogia di successi nei Grand Tour.

Hindley perde 4" da Gall e Vingegaard sulla volata finale ma sale al terzo posto, guadagnando 58" su Arensman anche grazie al contributo di Pellizzari, che era riuscito ad aiutarlo per qualche centinaio di metri una volta ripreso. La maglia rosa arriva a 39" dal vincitore, mentre Piganzoli chiude ottavo e guadagna 1'14" su Eulálio, che resta comunque in maglia bianca. Storer viene ripreso dai migliori e perde 1'06" da Gee, non riuscendo a guadagnare la posizione sul portoghese. C'è ancora qualche posizione da assegnare nella tappa di domani, in cui si scala per due volte Piancavallo.

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