
Ciccone “Rubio un piccolo corridore”; Il colombiano: "C'era un accordo, non l'hanno mantenuto"
Le dichiarazioni all'arrivo della 19a tappa del Giro d'Italia ai Piani di Pezzè: Kuss "completa la carriera", Vingegaard lo elogia, screzio forte tra i Einer Rubio e i Lidl Trek
Sepp Kuss ha conquistato la diciannovesima tappa del Giro d'Italia 2026 imponendosi in solitaria ai Piani di Pezzè, al termine di una frazione regina animata da una lunga fuga di alto profilo. Lo scalatore statunitense della Visma-Lease a Bike ha saputo gestire al meglio le energie nel finale, staccando i compagni di avventura sull'ultima ascesa e completando così la sua personale trilogia di successi nei Grand Tour, regalando alla propria squadra la quinta vittoria in questa edizione della corsa rosa.

Alle spalle del vincitore, il canadese Derek Gee-West (Lidl-Trek) ha ottenuto un eccellente secondo posto che lo ha portato al quinto posto in classifica, precedendo il suo compagno Giulio Ciccone, terzo di giornata. Giulio Ciccone, protagonista di una lunga azione solitaria scaturita dopo un diverbio con il compagno di fuga Einer Rubio (Movistar), che gli aveva soffiato il primo posto al Gpm del Passo Falzarego, è riuscito a conquistare il primo posto nella graduatoria della maglia azzurra di miglior scalatore, che già portava facendo le veci di Jonas Vingegaard. Proprio il danese ha consolidato il suo primato in classifica generale controllando il secondo in classifica, Felix Gall (Decathlon CMA CGM ). Grazie alla prova di oggi, Jai Hindley (Red Bull-BORA - hansgrohe), sesto all'arrivo, è salito sul terzo gradino del podio provvisorio, mentre Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious), pur cedendo il quinto posto a Gee-West, ha difeso la maglia bianca di miglior giovane, anche se ora Davide Piganzoli (Visma-Lease a Bike), ottavo in generale, è solo a 1'03" dal portoghese. Il trentottenne Daminano Caruso (Bahrain-Victorious), settimo oggi, conserva l'ottavo posto in generale.
Ecco le dichiarazioni dei principali protagonisti della 19ª tappa del Giro d'Italia 2026:
Jonas Vingegaard: “Sepp se lo merita”
"C'erano molte cose che potevano accadere in una tappa come questa. Ovviamente il nostro piano prevedeva che, se si fosse formata una fuga sulla salita, avremmo dovuto avere Sepp [Kuss] lì, in modo che potesse giocarsi le sue carte. Quando è andata via, lui era dentro e sono davvero felicissimo che abbia vinto la tappa. È qualcosa di molto speciale anche per me: lui è sempre stato lì in tutte le mie vittorie nei Grandi Giri, sempre pronto a supportarmi senza mai chiedere nulla per sé. Oggi gli ho detto: 'Puoi giocarti la tua occasione', e il fatto che ci sia riuscito... se lo merita davvero tanto.
Sono felicissimo per Sepp: ora ha vinto una tappa in tutti e tre i Grandi Giri. Mi ha confidato di aver pensato, a un certo punto, che non sarebbe mai successo, e invece è accaduto. Credo che, in un certo senso, questo completi anche un po' la sua carriera. È una giornata speciale per tutta la nostra squadra.
Ovviamente non è mai facile, è stata una tappa dura. Si trattava soprattutto di controllare la situazione e cercare di dare a Sepp l'opportunità di vincere. Poi, naturalmente, c'è ancora la tappa di domani [la penultima]. Oggi la squadra ha mostrato ancora una volta quanto sia forte; non ho mai avuto alcun problema, proprio grazie a loro. Sono stati eccezionali.
Non è così difficile mantenere la concentrazione. Sono il tipo di persona che resta focalizzata finché non arriviamo a Roma. Non perdo la concentrazione, cerco ancora di fare tutto nel modo giusto ogni giorno, perché finché non sei a Roma... non sei a Roma."
Sepp Kuss:"Mi sono detto: 'Provaci e basta, non voltarti indietro'"
"Significa davvero tantissimo. Sapevo che la vittoria al Giro era l'ultimo pezzo mancante [per completare il successo in tutti e tre i Grandi Giri]. In un certo senso, però, mi metteva un po' di pressione addosso, perché sapevo quanto ci tenessi e, allo stesso tempo, quanto fosse difficile ottenerla. A volte, più cerchi qualcosa, più diventa complicato raggiungerla e più errori commetti lungo la strada. Oggi, però, quando ho capito di avere l'opportunità di giocarmi la vittoria, ho avuto una concentrazione incredibile. Mi sono semplicemente goduto la giornata, perché questi sono i giorni per cui vivo: le grandi salite, le salite mitiche, le tappe 'regine'. È quello che amo del ciclismo: le giornate più impegnative. Ho cercato solo di godermela, senza pensare troppo, dando semplicemente il massimo.
È stata una dinamica interessante quella del finale, perché nel gruppo c'erano molti uomini di classifica che stavano tirando parecchio. Poi però Ciccone è partito per i punti della montagna, ha visto che aveva creato un buco e ha continuato; dopo quella mossa, la collaborazione dietro si è praticamente interrotta. In poco tempo ha accumulato un vantaggio notevole sull'ultima salita e, a essere onesto, ho pensato che per noi fosse finita. Ma l'ultima ascesa era così ripida che mi sono detto: 'Provaci e basta, non voltarti indietro'. Quando ho visto che lo avevo ripreso, ho capito di essere di nuovo in partita.
Ho dovuto soffrire parecchio nella parte centrale [dell'ultima salita]. Sapevo che Gee non era lontano e che Ciccone avrebbe tirato anche per lui. Ho sofferto nell'ultimo chilometro, lottando letteralmente con la bicicletta, ma per fortuna alla fine è andata bene.
È molto emozionante. Vincere questa tappa... non è che avessi dubbi su me stesso, ma, come ho detto in un'intervista precedente, io miglioro ogni anno, ma lo stesso vale per tutti gli altri. A volte, dall'esterno, è difficile rendersi conto di come il livello si stia alzando costantemente e di quanto diventi sempre più difficile vincere in questo sport. Per questo sono semplicemente super grato per l'opportunità e orgoglioso di essere riuscito a centrare l'obiettivo in una giornata così dura."
Jai Hindley: "Davvero orgoglioso di come hanno corso i ragazzi"
“È stata una giornata durissima, davvero epica. Sono molto orgoglioso di come hanno pedalato i ragazzi. Dal punto di vista tattico è stata una giornata abbastanza folle, con alcuni corridori di classifica nel gruppo. Il piano era avere Giulio in fuga per andare a caccia della tappa, o in alternativa farmi da apripista nel momento giusto.- ha detto l'australiano ai microfoni di Cycling Pro Net- Un grandissimo chapeau a lui e a come ha corso oggi: è stata una prestazione straordinaria. Sull'ultima salita ho visto qualcuno cedere ed è lì che ho colto l'occasione. Ho semplicemente dato tutto quello che avevo. È stata una giornata durissima, l'ultima salita era davvero tosta. Per quanto riguarda il lavoro di Giulio nel finale: niente di tutto questo va dato per scontato. Ha avuto qualche problema di salute durante la corsa e ha perso le sue chance in classifica generale. So che non è stata la gara più semplice nemmeno mentalmente. Gli sono davvero grato per quello che ha fatto, e lo stesso vale per il resto dei ragazzi, perché questo Giro non è stato dei più tranquilli — tra malanni vari e qualche difficoltà — ma i ragazzi sono stati incredibili.*”
Giulio Pellizzari: "Avevo la pelle d'oca, avevo più forza di quanta ne avessi in realtà"
“L'obiettivo era andare in fuga e tentare la tappa.-ha detto il marchigiano ai microfoni di Cycling Pro Net- Se avessi avuto bisogno di aiuto mi sarei fermato. Alla fine, quando ho visto che non avevo le gambe per la vittoria, mi sono messo al servizio di Jai [Hindley] e non ho fatto tantissimo per lui, ma è stato abbastanza considerando gli ultimi giorni. Ero al limite, ma devo dire grazie alle persone che c'erano lì vicino: avevo la pelle d'oca. E questo è stato incredibile. Avevo più forza di quanta ne avessi davvero. Grazie a loro.”
Giulio Ciccone “Rubio un piccolo corridore”
"Oggi non ha avuto alcun rispetto, forse voleva vincere il Red Bull km, ma è stata una dinamica per gli uomini di classifica; lui se l'è presa con me pensando che fosse colpa mia. Sul GPM ho sbagliato io a fidarmi, lui ha fatto una mossa da piccolo corridore.- ha detto l'abruzzese all'arrivo- Non dovevo innervosirmi, l'idea era comunque quella di fare la discesa a tutta, ma l'arrabbiatura mi ha dato ancora un po' più di grinta per affrontare la discesa senza paura."
Oggi chi ne aveva andava. Ho sprecato tantissimo, ho corso per la maglia [azzurra] e dovevo prendere i punti. Ho trovato anche diversi corridori che mi hanno dato una mano in salita e per questo ringrazio anche Pellizzari e Bettiol che mi hanno dato un grande aiuto."
Lo scalatore ha proseguito ai microfoni di Cycling Pro Net:
"Sono felice. È stata una giornata davvero dolorosa, corsa a tutta dall'inizio alla fine. Come squadra avevamo un piano e abbiamo fatto una grande tappa. Forse possiamo essere un po' delusi per la vittoria [di tappa sfumata], ma come team dobbiamo essere super orgogliosi perché abbiamo fatto un lavoro eccellente.
Ho attaccato in discesa e poi, nella valle, c'era vento a favore. Penso sia stata una buona mossa anche per Derek [Gee], perché in questo modo lui poteva rimanere a ruota. Non so cosa sia successo dietro di me perché ero davanti e non ho ancora rivisto la tappa, ma ho visto Kuss arrivare al doppio della velocità e non c'era nulla da fare. Allo stesso tempo ho visto che Derek stava cercando di tenere il passo, ma io ero completamente bloccato, quindi lui è andato dritto ed è arrivato secondo.
Al Red Bull Kilometer? Dovreste chiedere a lui [Rubio] cosa sia successo, io non ho nulla contro di lui. Sembrava avesse un problema con me riguardo al Red Bull Kilometer. Come ho già detto, non potevo farci nulla, perché oggi era una questione che riguardava gli uomini di classifica. Apparentemente, non so cosa gli sia preso, voleva vincere quel traguardo volante [il Gpm] e ha sprintato in faccia. Io non ero pronto, non mi aspettavo che sprintasse così, senza alcun motivo. Quel traguardo poteva essere utile solo a me, visto che sono l'unico in lotta per la maglia [azzurra] – non credo che il terzo in classifica possa ancora vincerla. Ha fatto quello sprint, ora dovremmo chiedere a lui se è felice.
Oggi il piano era questo e credo di averlo rispettato, ho fatto tutto alla perfezione. Domani sarà un altro giorno con Jonas [Vingegaard] e la Visma. Sappiamo tutti che non è mai facile, specialmente se puntano alla tappa; tutto può succedere, sia sul primo passaggio sul Passo del Brocon che al traguardo. Dobbiamo calcolare molto bene come muoverci e, ovviamente, dovrò anche avere un po' di fortuna."
Einer Rubio: “Hanno voluto fare i furbi, non hanno mantenuto la parola data”
"I compagni stanno bene. Abbiamo cercato di essere presenti nella fuga, che era l'obiettivo. Oggi mi sono sentito con le gambe migliori rispetto a tutti gli altri compagni di squadra. Abbiamo lottato. Siamo stati in una guerra totale con la Trek per i gran premi della montagna e persino per il 'Red Bull Kilometer', è stata una giornata di battaglia serrata.
Abbiamo parlato con Ciccone: l'accordo era che lui prendesse i punti della montagna, e io li ho persino aiutati a tirare in testa al gruppo. L'idea era che, in cambio, io potessi prendermi il 'Red Bull Kilometer', ma hanno fatto i furbi e hanno preso entrambi. Non hanno mantenuto la parola. È ciclismo, certo, ma a volte bisognerebbe innanzitutto essere persone corrette."
Thymen Arensman: “Onorato che Bernal corra per me"
"Mi rende davvero orgoglioso e onorato che questo campione stia correndo per me.- ha detto il nederlandese a Cycling Pro net- L'obiettivo di attaccare a inizio salita è creare il gap più ampio possibile, quindi provi ad andare al massimo fin dalla base e poi dipende tutto dalle gambe. Domani ci proverò sicuramente. Farò del mio meglio per recuperare bene e ripartire domani. È tutto ciò che posso fare, davvero."
