La gioia di Darwin Atapuma per il successo ritrovato © Tour de Suisse
La gioia di Darwin Atapuma per il successo ritrovato © Tour de Suisse

Pronto, c’è il Puma? E Darwin risponde presente

Atapuma va in fuga e vince la quinta tappa del Tour de Suisse. Poca lotta fra i big, di giallo si veste Latour

Non vinceva da quasi tre anni, John Darwin Atapuma. Allora, in maglia nera del team Colombia, conquistò in agosto a Bukowina Tatrzanska una bella frazione del Giro di Polonia. Da quel momento, tanti tentativi e tanti piazzamenti, ultimo dei quali il secondo posto nella frazione di Sant’Anna di Vinadio al Giro d’Italia; massiccia è stata anche la dose di malasorte che l’ha colpito, sia nel campo lavorativo (con qualche infortunio di troppo) che in quello familiare (la mamma morì alla vigilia del Giro 2015). Ma “el puma” non si è mai arreso ed ha cercato in ogni occasione di arrivare al bersaglio grosso; oggi, finalmente, il meritato premio.

Ventiquattro in fuga, Villella unico italiano
Dopo tre frazioni mosse ma riservate alle ruote veloci, a Tour de Suisse giungono finalmente in scena le alte vette della Confederazione. Nel primo appuntamento del trittico di salite sono solo 126 i km che separano Briga-Glis da Carì, stazione sciistica ticinese; la strada affrontata dai corridori verso la minuscola località di arrivo (sono solo 10 i residenti stabili) è soprannominata orgogliosamente dai locali come l’Alpe d’Huez del Ticino. Dalla città del Vallese prendono le mosse alle 13.42 in 169; l’unico non partente è il belga Jelle Vanendert (Lotto Soudal).

Sin da subito iniziano i tentativi di attacco; l’azione buona si forma attorno al km 20 e vede al suo interno ben ventiquattro elementi. Si tratta di Winner Anacona (Movistar Team), Dries Devenyns (IAM Cycling), Hubert Dupont (AG2R La Mondiale), Matvey Mamykin (Team Katusha), Laurent Pichon (FDJ), Bram Tankink (Team LottoNl-Jumbo), Laurens Ten Dam (Team Giant-Alpecin), Tim Wellens (Lotto Soudal), Riccardo Zoidl (Trek-Segafredo), Darwin Atapuma (BMC Racing Team), Silvan Dillier (BMC Racing Team), Natnael Berhane (Dimension Data), Kantstantsin Siutsou (Dimension Data), Ian Boswell (Team Sky), David López (Team Sky), Joseph Dombrowski (Cannondale), Davide Villella (Cannondale), Kristijan Durasek (Lampre-Merida), Jan Polanc (Lampre-Merida), Michael Matthews (Orica GreenEDGE), Amets Txurruka (Orica GreenEDGE), Michel Kreder (Roompot-Oranje Peloton), Antwan Tolhoek (Roompot-Oranje Peloton) e Pieter Weening (Roompot-Oranje Peloton).

Sagan scivola, ma non è nulla. Brutte botte per Hnik e Lecuisinier
Il gruppo principale insegue ad una trentina di secondi; tra di loro è momentaneamente assente la maglia gialla di Peter Sagan, scivolato ma prontamente risalito in sella. Al km 40, poco prima dell’inizio della prima salita di giornata, il vantaggio dei battistrada è di 2’05”. Il Passo della Furka porta il gruppo fino ai 2436 metri slm ; in vetta, mentre scende una lieve pioggerellina, transita per primo Tolhoek davanti al compagno di squadra Weening e ad Anacona, mentre il gruppo paga 2’30”. Nel frattempo si ritirano i due corridori del Team Giant-Alpecin Cheng Ji e Tobias Ludvigsson, il colombiano della Etixx-Quick Step Rodrigo Contreras, il ceco della VERVA ActiveJet Karel Hnik e il francese della FDJ Pierre-Henri Lecuisinier, questi ultimi due caduti violentemente prima di iniziare la salita. Sia per il ceco che per il francese è stato necessario il trasporto in ospedale con l’elicottero ma, fortunatamente, sono state escluse gravi conseguenze.

Nel tratto di discesa il gap aumenta arrivando fino al massimo di 3’08”. Già nelle prime rampe del Passo del Gottardo perdono contatto Devenyns, Villella e Dillier, rimasto a lungo leader virtuale. Perde contatto ai meno 3 km dalla vetta anche chi leader lo è effettivamente: Sagan, come ampiamente previsto, si stacca nella seconda salita di giornata (comunque ben dopo gli altri velocisti e gente come Albasini e Cancellara, proprio mentre la pioggia torna a far capolino sulla corsa (stavolta accompagnata da un forte vento). Nel gruppo nessuno cerca l’allungo, anche perché il ritmo tenuto da Astana Pro Team e Team Katusha con un eccellente Sergey Lagutin va bene a tutti. Anche davanti continuano a perdere contatto, tanto che davanti restano in una dozzina di unità.

In sette si avvantaggiano, Atapuma è il più forte
Weening prova a prendere i 12 punti in palio allo scollinamento, ma anche Atapuma è del suo medesimo avvisto e lo supera, con l’olandese secondo e Dupont terzo. Il gruppo scollina a 1’50”, con il Team Sky interessato ad iniziare davanti la lunga, facile e velocissima discesa verso la Valle Levantina. Fra gli attaccanti sono Anacona, Atapuma, Berhane, Dupont, Siutsou, Polanc e Wellens a guadagnare terreno, passando ai meno 25 km con 1’30” sul gruppo dei pretendenti alla classifica, dal quale aveva cercato l’evasione Philippe Gilbert (BMC Racing Team). Ai meno 20 km, quando si passa per la hockeysticamente nota frazione di Ambrì, il Team Sky ha portato a 1’15” il ritardo del gruppo del quale è tornato a far parte anche Sagan, che pedala assieme ad un centinaio di colleghi.

L’inizio della salita per i fuggitivi vede subito un Wellens impaziente di affrontare l’ascesa dalla pendenza media dell’8%. Polanc e Siutsou perdono immediatamente contatto, imitati nel gruppo – che inizia l’ascesa ad 1′ di distanza – da Sagan. Ai meno 10 km prova l’allungo Berhane, ma l’eritreo viene marcato stretto dai rivali con l’eccezione di Dupont, distanziato. Nel plotone il ritmo imposto da Michal Golas e Leopold König non va bene a Chris Juul Jensen (Orica GreenEDGE) che poco prima del cartello dei meno 10 km attacca, per restare in avanscoperta poco meno di 1 km. La velocità dei quattro davanti è più che buona, tanto che ai meno 7 km sono tornati a possedere 1’20” di margine sul gruppo. Atapuma scatta in maniera importante ai meno 6.8 km; il colombiano viene in un primo momento inseguito da Berhane, ma anche l’eritreo non riesce a tenere la ruota.

van Garderen rischia la frittata, ma Atapuma riesce a vincere
Berhane viene ripreso e staccato da Wellens, il quale ai meno paga 22″ dal leader; il gruppo tirato da Vasili Kiryienka e composto da una quindicina di elementi passa ai meno 5000 metri lontana 58″. La situazione cambia ai meno 4 km quando Warren Barguil (Team Giant-Alpecin) si mette in testa al plotone per aumentare il ritmo, ma trascorre col vento in faccia solo una manciata di metri prima di lasciare ancora al Team Sky, nella persona di Ian Boswell, il lavoro. Ai meno 3.5 km attacca Jarlinson Pantano (IAM Cycling), subito controllato dal resto dei pretendenti per la generale. Alberto Rui Costa si mette in testa e provoca la riduzione ad undici unità del drappello; e tale numero si riduce ancor più, con lo scatto dell’atteso Miguel Ángel López (Astana Pro Team) seguito dalle accelerazioni di Rui Costa e Tejay van Garderen.

Ai meno 2 km la situazione vede Atapuma davanti; a 30″ il compagno di squadra van Garderen traina un drappello composto anche da Rui Costa, Kelderman e Thomas. Lo statunitense, incomprensibilmente dato che davanti viaggia un suo gregario, riattacca ai meno 1000 metri, ma non riesce a fare la differenza, tanto che da dietro rientrano alcuni elementi. Fra di loro Warren Barguil che riesce ad evadere, favorito dall’attendismo tra gli altri rivali. Intanto Atapuma continua nel suo sforzo, e ai 500 metri dal termine ha 10″ di vantaggio su Barguil; dietro si muove anche Latour, ma è tutto inutile a fini del successo di tappa. Atapuma va a prendersi quella vittoria tanto spesso sfiorata e che lo ripaga delle numerose azioni di cui si è reso protagonista negli ultimi mesi, in particolar modo al recentissimo Giro d’Italia.

Nono Scarponi, al talentino Latour la leadership
Alla fine sono quattro i secondi che Warren Barguil (Team Giant-Alpecin) paga; gli altri spezzettati, a partire da Pierre Latour (AG2R La Mondiale) a 7, da Tejay van Garderen (BMC Racing Team) e Wilco Kelderman (Team LottoNl-Jumbo) a 9″, da Geraint Thomas (Team Sky) e Andrew Talansky (Cannondale) a 12″, da Alberto Rui Costa (Lampre-Merida), e dal duo dell’Astana Pro Team formato da Michele Scarponi e Miguel Ángel López (Astana Pro Team) a 16″. Il vincitore uscente Simon Spilak (Team Katusha) è giunto undicesimo a 32″, ancora più indietro (quindicesimo a 43″) lo spagnolo Ion Izagirre (Movistar Team) e il miglior svizzero Mathias Fränk (IAM Cycling), ventesimo a 1’21”.

La maglia gialla va sulle giovani spalle di Pierre Latour, che si trova appaiato con Wilco Kelderman; a 5″ c’è Geraint Thomas, a 16″ Warren Barguil, a 18″ Tejay van Garderen, a 19″ Andrew Talansky e gli altri più distanti. Domani nuovo tracciato all’insù: la Weesen-Amden di 162 km presente la lunga salita del Passo del Klausen nella fase mediana, mentre gli ultimi 12 km di gara sono nella ripida scalata fino al traguardo. Da vedere se, come oggi, i big si marcheranno fino alle ultimissime battute o se cercheranno qualche azione più incisiva.

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