Il gruppo tra le stradine di un borgo d'Italia © Bettiniphoto
Il gruppo tra le stradine di un borgo d'Italia © Bettiniphoto

Tutti vogliono il Tricolore

Mercoledì la cronometro, domenica la prova in linea: tutto quello che c’è da sapere sui campionati italiani

L’ultima settimana di giugno è tradizionalmente consacrata nel mondo (o, per meglio dire, nell’Europa) del ciclismo ai campionati nazionali. Uomini e donne, linea e cronometro, élite, élite senza contratto, under 23, juniores; chi più ne ha più ne metta.

E, per una volta, abbiamo l’ardire di autopromuoverci: cliccando sulle seguenti parole sarà possibile consultare il riepilogo di tutti i campionati nazionali élite, donne e under 23, che siano in linea o a cronometro, disputati in questo 2016. Perché non esistono solo i Taylor Phinney e i Daryl Impey; il ciclismo è fatto anche dai Rachid Abou e Jerome Ameline di mezzo mondo, che pedalano più per passione che per profitto.

Cronometro azzurra senza Malori: è lotta aperta per il trono del parmense. Si rivede Felline
Già domani sarà di scena la prova a cronometro: a Romanengo, nel cremonese, i 41.3 km di un circuito pressoché piatto (d’altra parte la bassa lombarda non è terra nota per variazioni orografiche di rilievo) non vedrà alla partenza il campione in carica. Adriano Malori sta recuperando dal terribile problema patito a gennaio al Tour de San Luis.

In contumacia del vicecampione del mondo in carica, che ha già “avvisato” via Twitter i rivali di godersi quest’anno di libertà, il lotto dei papabili per il successo è assai interessante, in netta controtendenza con le rachitiche startlist del recente passato: saranno infatti quasi una quarantina i corridori partenti, l’ultimo dei quali è Moreno Moser, che scatta con i favori del pronostico forte anche degli incoraggianti risultati del recente passato.

Ad impedire i desideri del trentino ci proveranno in primis Manuele Boaro, Dario Cataldo (l’unico vincitore del passato al via) e i neopro’ Davide Martinelli e Gianni Moscon. Da non sottovalutare l’esperienza di Alan Marangoni e Manuel Quinziato. La notizia più bella sarà il ritorno alle competizioni di Fabio Felline, che si riattacca un numero sulla schiena dopo la rovinosa caduta nel tratto neutralizzato dell’Amstel Gold Race: per il torinese un assaggio in vista di una seconda parte di stagione in cui tornare a ruggire.

Domenica la prova in linea: la Lampre gioca in casa, le Professional italiane scalpitano. Forfait di Colbrelli
Dopo qualche anno il campionato italiano in linea tornerà a disputarsi di domenica. Dopo l’esperienza del 2015 a Superga la maglia tricolore verrà assegnata in quel di Darfo Boario Terme: in Val Camonica partenza alle 10.30 e, dopo una fatica lunga 227.8 km, verrà stabilito il successore di Vincenzo Nibali, con il messinese che, a meno di sorprese delle ultime ore, non dovrebbe cercare il tris, complice anche un percorso adatto ad altri colleghi.

Sarà un tracciato non semplice, adatto verosimilmente a corridori veloci con buona resistenza nei tratti all’insù. Per la Lampre-Merida, squadra che ha proprio nella cittadina termale la sede dei ritiri di preparazione, la coppia formata da Sacha Modolo e Diego Ulissi permette una varietà di opportunità non indifferente, anche considerato il buono stato di forma dei due palesato al Giro di Slovenia, dove il toscano ha vinto la non semplice cronometro di sabato scorso.

C’era molta attesa anche sul bresciano doc Sonny Colbrelli (Bardiani CSF): ma l’avvicinamento sfortunato complice la caduta all’ultimo giorno del Giro d’Italia a cui ha fatto seguito una polmonite gli impediscono di partecipare; la formazione dei Reverberi sarà allora orientata ad una gara d’attacco. Sarà da tenere d’occhio anche Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli-Sidermec) che, su questo tipo di percorsi, può certamente ben figurare. In casa Wilier Triestina-Southeast per un Manuel Belletti pimpante c’è un Andrea Fedi ancora in fase di rodaggio, senza dimenticare Matteo Busato e Filippo Pozzato. La Nippo-Vini Fantini punta come spesso accade su Damiano Cunego, che vorrebbe togliersi la soddisfazione di indossare il tricolore.

Quanti nomi! Da Trentin a Nizzolo, da Rosa a Viviani, da Gasparotto a Visconti. E non solo
Tra i corridori delle formazioni straniere si preannuncia molta qualità: la Etixx-Quick Step può schierare due vincitori di tappa del Giro come Gianluca Brambilla e Matteo Trentin. I Trek-Segafredo Niccolò Bonifazio e Giacomo Nizzolo sono tra i più veloci al via, mentre il BMC Racing Team avrà nelle fughe da lontano una carta da non sottovalutare con Damiano Caruso e Alessandro De Marchi, senza sottovalutare Daniel Oss.

Nell’Astana Pro Team dovrebbe avere i gradi di capitano Diego Rosa, altro corridore che non ha paura di provarci da lontano. Il blocco del Team Sky prevede un velocista come Elia Viviani, un resistente gregario come Salvatore Puccio e un jolly tuttofare come Gianni Moscon. Dopo lo sforzo contro il tempo ci proverà anche Moreno Moser (Cannondale). Come non citare due tra gli italiani di maggior competitività nelle classiche vallonate come Enrico Gasparotto (Wanty-Groupe Gobert) e Giovanni Visconti (Movistar Team)?

Possibili outsider Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale), Andrea Pasqualon (Team Roth) e il sempreverde Davide Rebellin (CCC Sprandi Polkowice), accompagnato da Simone Ponzi; ci sono anche sprinter isolati come Matteo Pelucchi (IAM Cycling) e Kristian Sbaragli (Dimension Data) che, in caso di arrivo con gruppo compatto, potrebbero mettere a segno il colpaccio. Senza dimenticare, infine, gli atleti delle formazioni Continental come Mauro Finetto (Unieuro Wilier), Antonino Parrinello (D’Amico Bottecchia) e Luca Wackermann (Nasr-Dubai).

Occhio anche alla maglia azzurra: a Rio per qualcosa di importante. A settembre la novità degli Europei
Insomma, un gran bel cast per due prove che non serviranno solamente a decretare chi vestirà il tricolore (magari maggiormente visibile rispetto a quello disegnato da Astana e Movistar un anno fa); saranno infatti degli appuntamenti importanti per i tanti pretendenti ai posti per i grandi eventi dell’estate e dell’autunno.

Per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro l’Italia schiererà, in un percorso molto impegnativo e che ben si adatta alle caratteristiche degli azzurri, cinque atleti. Ai praticamente sicuri Fabio Aru e Vincenzo Nibali si affiancheranno tre elementi di sicuro spessore e qualità, per provare a conquistare una medaglia che è tra i grandi obiettivi della spedizione azzurra in terra carioca. I papabili dalle probabilità più elevate sono Alessandro De Marchi, Diego Rosa, Michele Scarponi, Diego Ulissi e Giovanni Visconti. Senza escludere qualche nome meno quotato che dovesse particolarmente ben figurare fra campionati italiani, Tour de France e Giro di Polonia.

Nella seconda decade di settembre ci sarà la novità dei Campionati Europei aperti anche agli élite: e anche questa manifestazione si appresta a divenire un evento di primaria importanza visti i nomi dei corridori che dovrebbero partecipare. Nel tracciato mosso fra Monaco e Nizza con tanto di ripetute scalate al Col d’Èze sono previsti come protagonisti Alberto Contador, Philippe Gilbert e ancora una volta Vincenzo Nibali.

Il Mondiale in Qatar per velocisti puri: chi portare?
Un mese più tardi a Doha, in Qatar, si svolgeranno i Campionati del Mondo più controversi della storia, in un paese dalla nulla tradizione ciclistica e in un percorso che si preannuncia privo di insidie altimetriche ma non atmosferiche, fra il forte vento e il gran caldo che potrebbero essere protagonisti. Rispetto ai due avvenimenti sopracitati in Asia a farla da padrona saranno i velocisti puri: l’Italia, a livello quantitativo, è ben fornita fra Bonifazio, Guardini, Modolo, Nizzolo, Pelucchi e Viviani, giusto per citarne alcuni.

Quello che però al momento difetta ai nostri rappresentanti nei confronti dei rivali è l’elemento qualitativo: delle tre giornate azzurre questa, che storicamente è la più nobile, sarà quella nella quale vi saranno le minori chance di raccogliere un risultato pesante.

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La vignetta di Pellegrini