L'arrivo vincente della Stevens © GiroRosa
L'arrivo vincente della Stevens © GiroRosa

Stevens gestisce lo scambio di maglia rosa in Boels

L’arrivo in salita a Montenars disegna le gerarchie: Van Der Breggen al servizio di Niewiadoma. Brava Elisa Longo Borghini, seconda

Tappa forse non decisiva quella da Tarcento a Montenars del Giro Donne, ma fondamentale per capire le gerarchie e i reali valori in campo delle squadre più forti impegnate alla lotta per il successo finale, ossia Boels-Dolmans, Rabo-Liv, e Wiggle-High5. E viene fuori che non è Megan Guarnier la più forte in salita dello squadrone Boels, in annata di grazia, bensì Evelyn Stevens, che nella tappa odierna ha fiaccato la concorrenza delle rivali (e messo in crisi la sua compagna) con una fiammata a più di 1 km dall’arrivo e una volata più che perentoria, dimostrando una grande freschezza fisica che la porta dritta dritta in maglia rosa.

Corsa in attesa del circuito finale
La tappa è stata svolta tutta in funzione dell’impegnativo circuito finale di Montenars, con questa salita-spauracchio da affrontare due volte, l’ultima in una versione più lunga e più impegnativa nelle pendenze. Il gruppo è dunque rimasto chiuso fino al km 35, dopodichè è potuta partire una prima fuga con protagoniste Mia Radotic (Btc City Lubijana) e Anna Trevisi (Alé Cipollini), attacco che ha avuto vita per una trentina di km, seguito da una timida azione di Trixi Worrack (Canyon-SRAM). Poco da segnalare insomma fino ai 20 km dalla fine, se non la lotta per il traguardo volante di Buja, con Alona Amliausik (Canyon-SRAM) che è riuscita a imporsi sulla maglia rosa Guarnier e su Anna Van Der Breggen.

Van Der Breggen al servizio della Niewiadoma
Dopo un primo passaggio a Montenars senza sussulti, la corsa si anima a 5 km dall’arrivo, con la Van Der Breggen che fa il ritmo su un dentello che precede la salita finale, selezionando il gruppo ad una quindicina di unità con dentro tutte le più forti, tranne la campionessa del mondo Elizabeth Armitstead che come sappiamo, non è al top della forma. Sulla salita finale, 2.1 km all’8%, è invece la Niewiadoma a rompere per prima gli indugi, affondando un colpo al quale risponde subito la maglia rosa in persona, e che fa male a molte, tra le quali le nostre Bronzini e Cecchini. Ma a fare ancora più male è il ritmo che impone la Abbott subito dopo, scremando definitivamente il gruppetto: con lei restano solo la sua compagna di squadra, Elisa Longo Borghini, la Guarnier con la Stevens, la Niewiadoma e la Lichtenberg (Lotto-Soudal).

L’affondo della Stevens, la difficoltà della Guarnier
Arriva così l’affondo, violentissimo, di Evelyn Stevens, che mette in difficoltà la Guarnier e la Lichteberg, che tentano di reagire ma si staccano poi quando la Abbott riprende la testa col suo passo; a questo punto le Wiggle cercano di sfruttare la maggioranza con la Longo Borghini che allunga, ma nessuna delle due ha il cambio di passo necessario per staccare le rivali. Si arriva così allo sprint, ed è netta la vittoria dettata dalla freschezza di Evelyn Stevens, con la Longo Borghini unica a restare allo stesso tempo, ma lontanissima, la Niewiadoma a 2″ e la Abbott a 3″. Megan Guarnier arriva con Claudia Lichtenberg a 24″, segue un drappello con Rasa Leleivyte (Aromitalia), la prima maglia rosa Leah Kirchmann, Anna Van Der Breggen  e Tatiana Guderzo (Hitec Products) a 33″.

Stevens comanda per 2″
Il buco finale permette a Evelyn Stevens di prendersi la maglia rosa: 2″ il vantaggio attuale su Katarzyna Niewiadoma, mentre la Guarnier è ora terza a 18″.  Ottima la Longo Borghini a 24″, nuova migliore azzurra, che si è dimostrata in grado di gestire il ruolo di vice-capitana della Abbott, ora sesta a 36″, appena uno dietro la Lichteberg. Seguono la Leleivyte a 42″, Guderzo a 44″, Kirchmann a 1’12” e Van Der Breggen a 1’13”, insomma una classifica delineata ma lontana dall’essere “compiuta”. Domani terza frazione interlocutoria nel basso veneto, con partenza da Montagnana e arrivo a Lendinara; un unico GPM ad Arquà Petrarca, ben lontano dall’arrivo, per una tappa molto scenografica nella prima parte che darà finalmente spazio alle sprinter nella seconda.

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