Chiara Cainero con la medaglia d'argento conquistata a Rio de Janeiro © Getty Images - Sam Greenwood
Chiara Cainero con la medaglia d'argento conquistata a Rio de Janeiro © Getty Images - Sam Greenwood

Il ciclismo e i suoi fratelli

A Rio 2016 alcuni protagonisti dell’ambiente delle due ruote tifano per i propri parenti

Si dice spesso che il ciclismo è una grande famiglia; frase certamente abusata ma con più di un filo di verità, visto che a Rio de Janeiro ci sono atleti attualmente in gara ai Giochi Olimpici brasiliani che hanno legami con protagonisti delle due ruote, siano essi ciclisti, direttori o quant’altro.

E in quest’ultima vaga categoria rientra il primo protagonista, che proprio ieri ha gioito: nella storica doppietta azzurra nel tiro a volo, specialità skeet femminile, la seconda arrivata è Chiara Cainero. Cognome noto agli appassionati del pedale in particolar modo nel periodo del Giro d’Italia: suo zio è Enzo, gran visir del ciclismo friulano e scopritore del tanto elogiato Zoncolan e del più controverso Crostis. Proprio l’ex portiere del Varese è anche manager dell’argento di Rio e oro di Pechino; accoppiata di qualità, non c’è che dire.

Fratello e sorella in casa Ladagnous: Matthieu è un esperto professionista della FDJ, passista che si fa valere nelle classiche delle pietre (in passato anche un quinto posto al Giro delle Fiandre). Di quattro anni più giovane è Caroline, rugbista del Bobigny (ruolo ala) e convocata dalla nazionale transalpina nel debutto olimpico del rugby a 7. Assieme alle altre bleues si è dovuta accontentare del sesto posto finale e di tre mete realizzate.

In Ucraina una coppia vede la fortissima preponderanza di talento da parte di lei; il marito è Denys Kostyuk, trentaquattrenne passista visto (per modo di dire) anche in Italia fra ISD-Neri e Lampre fra 2010 e 2012. A Rio non ha saputo finire la prova in linea, ma non è una sorpresa: ora il suo ruolo sarà di tifare per la ben più talentuosa moglie. Si tratta nientemeno che di Olha Saladuha, formidabile triplista e tra le grandi favorite per un posto sul podio, dall’alto di un palmares che recita un titolo mondiale a Daegu 2011, tre titoli europei nel 2010, 2012 e 2014 e un bronzo olimpico a Londra 2012.

Fino a qualche mese fa in questa lista trovava pieno posto uno dei grandi candidati all’oro nella prova del triathlon maschile: questo perché il transalpino Vincent Luis, capace di vincere in coppa del mondo di specialità e di conquistare il bronzo al mondiale 2015, è stato per quasi quattro anni il compagno di Pauline Ferrand-Prévot. Tutto svanito in primavera, con l’annuncio della fidanzatina di Francia di aver avviato una relazione con il biker Julien Absalon. Era una coppia copertina, sarebbe stata probabilmente una coppia vincente; ma al cuor non si comanda.

 

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