Alexandre Geniez vince a Mirador de Ézaro © La Vuelta a España
Alexandre Geniez vince a Mirador de Ézaro © La Vuelta a España

Alexandre, molto Geniez e poca sregolatezza

Il francese si gestisce bene e fa sua la terza tappa della Vuelta. Fernández in rosso, male Contador e Kruijswijk

Passare in meno di 2 km dai 6 metri slm ai 260 metri slm è possibile nel mondo del ciclismo solo in una corsa, la Vuelta a España. E oggi quello che non è neppure possibile definire come muro (parete verticale è una definizione già più calzante) ha visto, dopo una frazione che definire sonnacchiosa è dir poco, subito distacchi fra gli uomini di classifica. Ma non è andata a uno di loro né la vittoria di tappa né la classifica: nel primo caso gioisce un fuggitivo della prima ora, bravo a gestirsi e a dare il massimo nel momento decisivo. Nell’altro un gregario che non si vestiva con i colori del leader dal 2013 quando vinse il Tour de l’Avenir.

Sette in fuga in una tappa da pendenze estreme
Dopo la due giorni iniziale passata quasi totalmente sotto silenzio (anche per la concomitanza con i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro) la Vuelta a España inizia a fare sul serio con il primo arrivo in salita: da Marín la carovana percorre per lunghi tratti il litorale galiziano per terminare la giornata dopo 176.4 km sul Mirador de Ézaro, muro spaccagambe di di 1800 metri con una pendenza media del 13.8% (con punte al 30%). Sogno erotico per i malati di ciclogaragismo, un po’ meno per lo spettacolo in sé, almeno a livello teorico.

La partenza viene data alle 13.22 e bisogna attendere qualche minuto per il primo tentativo, per merito di Ángel Madrazo (Caja Rural-Seguros RGA), ma il prossimo rinforzo della Delko Marseille Provence KTM non fa strada. Diversa la sorte di un gruppetto che tenta di avvantaggiarsi al km 15: si distanziano David Arroyo (Caja Rural-Seguros RGA), Jérôme Cousin (Cofidis, Solutions Crédits), Simon Pellaud (IAM Cycling) e Gatis Smukulis (Astana Pro Team). Su di loro riescono a riportarsi Alexandre Geniez (FDJ), Pieter Serry (Etixx-Quick Step) e Rüdiger Selig (Bora-Argon 18) mentre il gruppo lascia fare.

Bevin e Bonifazio giù, Barguil out, Pellaud ok
Al km 25 il margine è di 1’45”, al km 40 di 3’05” e dopo un’ora (ossia al km 45.4) di 3’45”. Al Team Sky, che si incarica di restare in testa al gruppo visto che la maglia rossa è sulle spalle di Michal Kwiatkowski, va bene la composizione del drappello dei battistrada tanto che al km 75 il margine è salito a 5’20”. Nella seconda ora di gara la media cala leggermente ai 43.3 km/h e la situazione resta stazionaria, con i battistrada a guidare con poco più di 5′. Prima dell’inizio del primo gpm di giornata (Alto de Lestaio, km 118) si registra una caduta nel gruppo all’uscita di una rotonda: coinvolti Patrick Bevin (Cannondale-Drapac) e Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo). Entrambi ripartono senza problemi.

C’è da registrare il primo ritiro della Vuelta edizione 2016: sale in ammiraglia Warren Barguil, che veniva considerato come possibile outsider per le posizioni buone di classifica. Il francese, già deludente al Tour de France e nella prova su strada a Rio de Janeiro, ha detto stop a causa di una sinusite che lo tormenta da alcuni giorni e che gli impedisce di rendere al meglio. Nella prima asperità di giornata ‘è un attacco tra i fuggitivi: scatto di Cousin, lo segue solo Pellaud. Gli altri non rispondono immediatamente; ci riescono dopo qualche centinaio di metri Geniez e Serry. Il quartetto dura poco perché Pellaud decide di scattare, non provocando alcuna reazione.

Il gruppo lascia fare e davanti si ringrazia
Lo svizzero passa in prima posizione al gpm con una ventina di secondi su Geniez e Serry; il gruppo ha diminuito ancor più il ritmo, visto che a tirare ci pensa sempre il solo Christian Knees (Team Sky), che incessantemente lavora dai primissimi km. Per questo viene toccato ai meno 58 km dal traguardo il margine massimo del dì, pari a 7′. Si pensa che Pellaud possa essere contento di aver preso i 3 punti in palio; ma l’elvetico non desiste e prosegue il suo sforzo nel falsopiano e in discesa, lui che è alla ricerca di un contratto in vista della prossima stagione (la sua IAM Cycling chiuderà i battenti).

Ai meno 30 km, quando il battistrada sta per iniziare il secondo gpm di giornata, l’Alto Das Paxareiras (lungo 9.3 km con pendenza media del 5.4%), il ritardo di chi lo segue (Cousin, Geniez, Selig e Serry, mentre Arroyo e Smukulis si sono rialzato) è di 1’20”; il gruppo ha cambiato marcia, con gli uomini del Team LottoNl-Jumbo e del Team Sky (anche il leader Kwiatkowski) che si posizionano in testa e provocano la rapida diminuzione del distacco di Pellaud, che ora ammonta a 5’30”. Ma il ventitreenne francofono è costretto a raschiare il fondo del barile per raccogliere le ultime forze; per lui, però, nulla da fare.

Si forma un terzetto in testa. Addio classifica per López
Su di lui si riportano nella fase finale dell’ascesa Geniez e Serry, con la conseguenza che il coraggioso attaccante venga distanziato; al gpm di seconda categoria transita per primo (per pochi centimetri) il francese, mentre Pellaud si mantiene ad una ventina di secondi. Cousin, Selig e Arroyo (che si è ripreso sulle pendenze più insidiose) pagano 1’35” mentre il gruppo scollina con 3’38” di ritardo. Dal plotone non fanno più parte i velocisti e neppure Tejay van Garderen (BMC Racing Team), venuto qui a fare il gregario per Samuel Sánchez. Staccarsi però da una novantina di corridori nella prima salita della corsa non è un segnale incoraggiante.

Nel tratto di discesa Pellaud è bravo a rientrare sulla coppia franco-belga che continua ad andare d’amore e d’accordo. Al traguardo volante di Caldebarcos ai meno 11 km (dove Serry transita per primo) il margine è sempre di 1’35” sui primi inseguitori e di 3’30” sul gruppo maglia rossa, gap che resta inalterato ai meno 8 km. Proprio in quei momenti nella pancia del gruppo si registra una caduta: coinvolti un paio di Cofidis, un Dimension Data (Jacques Janse Van Rensburg) e un Astana, vale a dire Miguel Ángel López. Il colombiano, già protagonista di un problema meccanico nei primi metri della cronometro a squadre, picchia violentemente la spalla destra. Riparte, scortato dai fidi Smukulis e Andrey Zeits, dopo diversi minuti e taglia il traguardo a oltre 12′. Sogni di classifica già irrimediabilmente compromessi.

Geniez stacca tutti, dietro Movistar show
Davanti il trio di testa non cessa l’azione e ai meno 5 km può contare ancora su 3′ di margine. A giocare contro agli indomiti al comando ci pensano Movistar Team, Orica-BikeExchange e Team LottoNl-Jumbo che si danno un gran daffare per poter imboccare la stretta salita finale nelle migliori posizioni: il risultato è che ai meno 1800 metri dal termine il gruppo passa (con Michal Kwiatkowski in prima posizione) dopo 1’50” dai fuggitivi. I quali, nel frattempo, sono rapidamente scesi a due perché per Pellaud è impossibile tenere il ritmo dei rivali; buona giornata per lui, con il suo nome che potrebbe essere finito tra gli appunti di qualche general manager.

Quando mancano 1100 metri al termine Geniez stacca Serry e si appresta ad involarsi nel tratto più duro, in prossimità dell’arco dell’ultimo km, con 1’10” sul gruppo. Nel quale, dopo un iniziale tentativo di Valerio Conti (Lampre-Merida), è il Movistar Team a prendersi la scena mostrando di essere la formazione di miglior qualità in gara. Gli spagnoli fanno un ritmo incessante con uno splendido Rubén Fernández alla cui ruota riescono a resistere i capitani Nairo Quintana e Alejandro Valverde e gli “intrusi” Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step), Esteban Chaves (Orica-BikeExchange) e Alberto Contador (Tinkoff).

Geniez torna al successo, Froome torna sotto. Contador perde terreno
Ma il murciano meno noto aumenta l’andatura, provocando la perdita di contatto di Brambilla e Contador; ai meno 650 metri dal termine prova l’attacco Chaves, ma subito viene controllato dai tre Movistar. Intanto, mentre prima Pellaud e poi Serry vengono ripresi, Geniez continua la sua sfida solitaria contro i più freschi big, riuscendo a prevalere: il francese vince per la seconda volta nella stagione, dopo quella ottenuta dieci giorni fa al Tour de l’Ain. È anche la sua affermazione nella corsa spagnola dopo l’altra fuga andata in porto nel 2013 a Peyragudes; un bel modo di concludere una stagione tribolata e per approcciarsi con un rinnovato spirito al 2017 che vivrà con la maglia dell’AG2R La Mondiale.

Dietro, ai quattro uomini di punta, se ne è aggiunto un quinto: la figura alta e magra risponde al nome di Christopher Froome che ha deciso di affrontare la salita del suo passo, mossa rivelatasi azzeccata. Il britannico riesce ad arrivare quarto a 26″ dal vincitore, dietro a Valverde e davanti a Chaves; secondo è Fernández, capace di attaccare attorno ai meno 500 metri tagliando la linea bianca (esultando, ma ahilui vi era ancora un fuggitivo davanti) a 21″ da Geniez. Perde qualche secondo Quintana, sesto a 32″; buon settimo a 44″ Igor Antón (Dimension Data) mentre a 54″ giungono Samuel Sánchez (BMC Racing Team), Alberto Contador, Gianluca Brambilla e Rudy Molard (Cofidis, Solutions Crédits).

Giornataccia per Kruijswijk, Fernández in rosso. E domani si sale ancora
Tra gli altri nomi di un certo livello, sono 56″ pagati da Bart De Clercq (Lotto Soudal), Louis Meintjes (Lampre-Merida) e Pierre Latour (AG2R La Mondiale), 1’11” da Mathias Fränk (IAM Cycling), 1’13” da Michele Scarponi (Astana Pro Team) e Davide Formolo (Cannondale-Drapac), 1’15” da Andrew Talansky (Cannondale-Drapac), 1’32” da Haimar Zubeldia (Trek-Segafredo) e ben 2’02” da Steven Kruijswijk (Team LottoNl-Jumbo), indubbia delusione di giornata. Michal Kwiatkowski, maglia rossa per un giorno ma subito sacrificatosi per la squadra, è giunto all’ottantanovesimo posto a 6’11”.

Domani si riparte per la Betanzos-San Andrés de Texido di 163.5 km, frazione che presenta un nuovo arrivo in salita, con questa situazione: la nuova maglia rossa risponde al nome di Rubén Fernández che guida con 7″ sul corregionale e compagno di squadra Alejandro Valverde e con 11″ su Chris Froome. A 17″ Esteban Chaves e Nairo Quintana, a 46″ a Samuel Sánchez, a 47″ Peter Kennaugh (Team Sky), a 51″ Leopold König (Team Sky), a 58″ Daniel Moreno (Movistar Team) e a 1’01” Gianluca Brambilla. Alberto Contador è già a 1’31”, Steven Kruijswijk a 2’14”. Perdere molto terreno anche domani potrebbe già indirizzare la loro Vuelta nel modo meno desiderato.

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