Giovanni Visconti vince a Montecatini Terme © Bettiniphoto
Giovanni Visconti vince a Montecatini Terme © Bettiniphoto

Visconti vince nel giardino di casa

L’azzurro conquista la prima tappa del rinnovato Giro della Toscana; alle sue spalle Colbrelli, Bennati e Aru

In un momento storico nel quale le corse nel Vecchio Continente saltano un turno per poi, nella maggior parte dei casi, finire nel dimenticatoio, ecco che si assiste ad un piacevole cambiamento di rotta. Il protagonista della rinascita si chiama Giro di Toscana, corsa dalla storia nobile come poche altre: nata nel 1923 in un’edizione vinta da Costante Girardengo, questa gara non è stata disputata solo in cinque occasioni (1931, 1944, 1945, 1996 e 2015).

Oltre al Campionissimo di Novi Ligure, questa manifestazione è stata portata a casa anche da altri giganti del ciclismo tricolore come Alfredo Binda, Learco Guerra, Fausto Coppi, Gino Bartali (recordman con cinque gioie nella corsa di casa), Fiorenzo Magni, Franco Bitossi, Francesco Moser, Alessandro Petacchi e Vincenzo Nibali oltre che da nomi come Rudi Altig e Roger De Vlaeminck, Gianbattista Baronchelli e Maurizio Fondriest, Daniel Martin e Alessandro Ballan. Quante corse, grandi giri e monumento escluse, sono a tale livello?

Sette corridori in fuga sin dall’inizio
Ad occuparsi della rinascita è l’U.C. Pecciolese che già organizza la Coppa Sabatini; e proprio con tale corsa è stata approntata la modifica a livello temporale (da maggio a settembre) e a livello di durata. Non più prova in linea ma gara a tappe di due giorni e nuova denominazione, ora divenuta Giro della Toscana – Memorial Alfredo Martini per un doveroso ricordo di chi ha contribuito a far grande il ciclismo della Penisola.

Prima tappa moderatamente mossa da Arezzo a Montecatini Terme, cittadina che nelle ultime stagioni ha esponenzialmente aumentato il proprio legame con i pedalatori azzurri. Pochi minuti prima delle 12 viene dato il via ai 174.7 km previsti; immediatamente iniziano i tentativi di allungo e l’azione buona parte al km 7. A comporla sono il francese Nicolas Baldo (Team Roth), lo spagnolo Miguel Ángel Benito (Caja Rural-Seguros RGA), il kazako Nurbulat Kulimbetov (Astana Pro Team), il francese Florian Vachon (Fortuneo-Vital Concept), il belga Jens Wallays (Topsport Vlaanderen-Baloise) e il lombardo Gianfranco Zilioli (Nippo-Vini Fantini).

Dietro controllano con Cavendish che vuole il successo
La fuga prende piede e al km 15 possono già contare su 3’45” divenuti 5′ al km 30; per fare in modo di non lasciare troppo spazio si decidono a lavorare soprattutto Bardiani CSF, Movistar Team e Dimension Data che qui presenta Mark Cavendish: a differenza del resto dei velocisti, il britannico ha scelto di preparare l’appuntamento iridato di Doha sulle strade di “casa” che ben conosce e di fronte ad una concorrenza decisamente meno agguerrita (e anche al riparo dalle pressioni dentro e fuori la corsa che una prova del World Tour sempre presenta).

Al termine della prima ora, nel quale sono stati affrontati dai fuggitivi 44.3 km, costoro possono vantare su 4’30” di vantaggio margine che torna a scavallare i 5′ nella lunga fase successiva fra le zone di Figline e Pontassieve. Da questa fase però, attorno dunque al km 75, il plotone accelera violentemente per non farsi trovare impreparato nel seguente tratto collinare sulla salita di Olmo. A menare l’andatura è soprattutto la formazione sudafricana grazie a Daniel Teklehaymanot che fa in modo di riportare il gruppo a metà gara a solo 2’30” dalla fuga che, già nelle prime rampe all’insù, ha perso il primo elemento, ossia lo stagista Kulimbetov, ancora acerbo per questi livelli.

Fuga ripresa: in salita si va forte
Una volta tornati in pianura dopo il viaggio sulle colline nella cintura nord-orientale di Firenze il vantaggio si aggira attorno a 2’40” ai meno 65 km al termine, divenuti 2’30” ai meno 55 km e 1’45” ai meno 45 km. In questa fase particolarmente interessata a ricucire la situazione è il Movistar Team qui presente con un altro toscano adottivo come Giovanni Visconti; nella formazione navarra ulteriori due presenze meritano una citazione. È il caso di Carlos Betancur, al rientro dopo il ritiro al Giro d’Italia e i soliti problemi di preparazione (e, si vocifera, in questa stagione anche personali) che condizionano un corridore altrimenti talentuoso come pochi. In tema di dote, anche Adriano Malori è ben rifornito: il parmense, dopo l’inizio della seconda vita agonistica nelle prove canadesi, torna ad attaccare un numero sulla schiena anche in patria.

A Quarrata, dunque a casa Cavendish e poco dopo i meno 40 km, il ritardo del plotone è sceso a 1’30”; si va sotto il minuto ai meno 35 km e ai meno 29 km avviene il ricongiungimento. Pochi momenti prima si era verificata una caduta, che non dovrebbe aver provocato conseguenze serie a chi era rimasto coinvolto. La corsa entra nella fase decisiva con la scalata del Monte Rocchina e il primo ad attaccare è un nome di primo piano.

Si muovono i big, Cav si stacca: in discesa cade Rebellin
Allunga infatti Fabio Aru: il sardo dell’Astana Pro Team viene affiancato quasi immediatamente dall’ecuadoriano Richard Carapaz (Movistar Team). Il loro tentativo dura poco visto che vengono ripresi e saltato dall’altro italiano della formazione kazaka qui presente, ossia Diego Rosa. Il piemontese è a sua volta marcato prima dal portoghese Ricardo Vilela (Caja Rural-Seguros RGA) e poi dal connazionale Giovanni Visconti (Movistar Team).

Data l’alta andatura il plotone si è spezzato in più tronconi; tra i primi a pagare le conseguenze è il favorito di giornata Cavendish. Allo scollinamento la situazione vede sette uomini in testa seguiti a poca distanza da altri sedici colleghi; tra di loro anche Vilela e Davide Rebellin (CCC Sprandi Polkowice) che però finiscono a terra nella prima parte di discesa.

Aru molto attivo, con lui in testa c’è Visconti
Al termine della discesa, quando la corsa passa per Monsummano Terme ai meno 19 km, la situazione è la seguente: sette uomini in testa, ossia Fabio Aru (Astana Pro Team), Daniele Bennati (Nazionale italiana), il colombiano Egan Bernal (Androni Giocattoli-Sidermec), Sonny Colbrelli (Bardiani CSF), il francese Jonathan Hivert (Fortuneo-Vital Concept), Mirko Selvaggi (Androni Giocattoli-Sidermec) e Giovanni Visconti (Movistar Team) con 30″ sul gruppo principale forte di una quarantina di unità e dal quale hanno provato ad evadere, senza esito positivo, Andrea Fedi (Wilier Triestina-Southeast) e lo spagnolo Héctor Sáez (Caja Rural-Seguros RGA).

Al passaggio sotto il traguardo ai meno 15 km i sette, il cui accordo vacilla pericolosamente, vantano ancora 40″ sul plotone trainato da Caja Rural-Seguros RGA e Dimension Data. La scarsa collaborazione davanti provoca l’attacco attorno ai meno 14 km di Aru e Selvaggi, subito però ripresi; il sardo ci prova nelle prime rampe dell’ultima salita di giornale. Nell’ascesa verso Vico il vincitore della Vuelta 2015 viene ripreso da Visconti; la coppia isolana scollina con una manciata di secondi su Bennati e Colbrelli mentre Bernal, Hivert e Selvaggi si trovano a una dozzina di secondi e il plotone resta sempre a 40″.

Quattro al comando, Visconti anticipa tutti ed esulta
Nei primissimi metri di discesa rientrano Bennati e Colbrelli creando così un quartetto di talento assoluto; sempre staccati di una decina di secondi gli altri tre e il plotone, che ai meno 5 km, quando il declivo è pressoché terminato, si trova a circa a 40″ nonostante lo sforzo profuso da Dimension Data e Wilier Triestina-Southeast. La lotta pare ristretta ai quattro alfieri azzurri perché ai meno 3 km il trio di inseguitori è a 20″ e il plotone, con la Bora-Argon 18 di capitan Sam Bennett, è a 28″.

Ma i tricolori cincischiano troppo: ai meno 2 km possono contare solo su 20″. E tale andamento non va bene a Visconti che attacca, venendo prontamente ripreso dagli altri tre prima dell’ultimo km. Ma il siciliano non ci sta e decide di riattaccare; questa volta è quella buona e la sua progressione gli permette anche di esultare con una decina di metri di anticipo rispetto al traguardo. È la trentaseiesima vittoria stagionale per il Movistar Team, la seconda per il palermitano in quello che è il mese conclusivo della sua proficua avventura quinquennale con il team di Eusebio Unzué. Lo aspetta il vecchio rivale Vincenzo Nibali nel nuovo Bahrain-Merida Cycling Team.

Colbrelli e Bennati sul podio, domani si va a Pontedera
Dove approderà anche chi è giunto secondo, vale a dire Sonny Colbrelli (Bardiani CSF) che nella minivolata ha la meglio su Daniele Bennati (Nazionale italiana). Quarto posto a qualche secondo di distanza per Fabio Aru (Astana Pro Team); il gruppo è stato regolato dall’irlandese Sam Bennett (Bora-Argon 18) che ha preceduto Fabio Sabatini (Nazionale italiana), il britannico Mark Cavendish (Dimension Data), il francese Pierre-Luc Perichon (Fortuneo-Vital Concept), Nicola Boem (Bardiani CSF) e Filippo Pozzato (Wilier Triestina-Southeast).

Domani secondo ed ultimo appuntamento con la Montecatini Terme-Pontedera di 185.3 km. A caratterizzare il primo terzo di gara è l’ascesa al Monte Serra mentre nella parte finale verrà percorso per due volte un circuito leggermente ondulato che porta fino alla città della Piaggio.

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