Gli azzurrini prima del via dell'Europeo di Plumelec © Bettiniphoto
Gli azzurrini prima del via dell'Europeo di Plumelec © Bettiniphoto

Deserto rosso, orizzonte azzurro

La presentazione degli azzurrini impegnati a Doha: under 23 e juniores fanno ben sperare

Mentre ci s’interroga su chi possa succedere a Peter Sagan nell’albo d’oro del campionato del mondo tra gli Élite, l’approssimarsi dell’appuntamento iridato di Doha impone di dare uno sguardo anche su ciò che potrà avvenire nelle altre categorie di scena in Qatar in una corsa dagli esiti apparentemente scontati, in cui però il caldo e qualche insidia dovuta alla tortuosità del circuito potrebbero teoricamente disegnare un finale diverso da quello del volatone di gruppo preconizzato in lungo e in largo.

Molta attenzione merita la prova riservata agli Under 23, in cui a partire da questa edizione è consentita la partecipazione anche ad atleti militanti in formazioni World Tour, a patto che essi non abbiano preso il via nella prova riservata agli Élite nelle precedenti edizioni: potremo vedere quindi un Erik Baska (già campione europeo e oggi portacolori della Tinkoff) contendere il titolo al tedesco Phil Bauhaus oppure a interessanti prospetti quali il norvegese Kristoffer Halvorsen, il danese Mads Pedersen, l’olandese Cees Bol e senza dimenticare il temibile transalpino Valentin Madouas, pronto a cercare di far saltare il banco.

Si anticipa al giovedì e l’Italia può far bene
Saranno 166 i chilometri da percorrere, distribuiti in 10 tornate del circuito di 15.2 chilometri ognuna, dopo l’iniziale tratto di 13.7 chilometri dopo la partenza, con la prova concentrata esclusivamente entro il percorso cittadino, senza quindi dover affrontare il lungo tratto nel deserto riservato ai colleghi di maggiore età, messo – tra l’altro – in discussione negli ultimi giorni. Altra novità rispetto al passato è la collocazione della gara, anticipata alla giornata di giovedì 13 ottobre alle ore 12 locali (le 11 italiane) per lasciare spazio alla Ride of Champions, pedalata aperta agli amatori sul tracciato iridato che avrà luogo nella giornata di sabato 15, a far dunque da ideale prologo alla prova riservata alle Donne Élite e alla prova regina dell’indomani.

Come si presenta l’Italia per questo appuntamento? Indubbiamente il sestetto che potrà schierare al via Marino Amadori appare in assoluto uno dei più interessanti e meglio assortiti dell’intero lotto di nazionali in gara, con atleti più che validi per qualsiasi evenienza. Naturalmente in una gara simile, molto più difficile da controllare, essendo sei il numero massimo di atleti schierabili, occorrerà la massima coesione qualora il finale dovesse concludersi con uno sprint di gruppo, non tralasciando però altre interessanti soluzioni. Andiamo quindi a scoprire chi dei nostri sarà della partita.

I capitani
Abbiamo accennato alla possibilità, a partire da Doha 2016, di schierare nella gara Under 23 anche corridori professionisti militanti in formazioni World Tour mentre fino alla scorsa stagione potevano partecipare atleti militanti al massimo in una Professional. Un’opportunità che lo staff azzurro non sfrutterà (era, infatti, arruolabile un atleta come Gianni Moscon, portacolori della Sky in eccellente forma nelle scorse settimane, che pur non avendo uno spunto veloce sufficiente a battere i velocisti più puri poteva rappresentare un’interessante variabile tattica in teoria) ma comunque ci sarà ugualmente tra i nostri un corridore professionista a poter vantare i gradi di capitano: parliamo di Jakub Mareczko, uno dei velocisti più attesi e temuti nello sprint finale.

Il percorso si adatta molto bene alle qualità dell’atleta italo-polacco, partito alla grande in questo 2016 con una bella vittoria (condita da qualche polemica sulla gestione del finale) nella tappa conclusiva del Tour de San Luis. Ad essa seguirono affermazioni in Malesia, alla Coppi & Bartali e in Turchia, che gli fecero guadagnare la convocazione per il Giro d’Italia. Proprio nella corsa rosa però iniziarono settimane difficili per il corridore della Wilier Triestina-Southeast, costretto ad abbandonare presto la contesa e ad osservare qualche settimana di riposo per problemi fisici.

Le tre vittorie ottenute in Cina al Tour of Qinghai Lake in luglio ci riconsegnarono il velocista letale negli ultimissimi metri ammirato in queste prime due stagioni nella massima categoria, anche se l’ultima delle otto affermazioni fin qui ottenute è datata 30 luglio. Le ripetute vittorie ottenute a novembre inoltrato nel 2015 però possono sgomberare il campo sulla competitività di Mareczko nell’ultimissima parte di stagione e se godrà della forma ottimale in Qatar sarà un sicuro pretendente ad un podio che potrebbe aprirgli nuovi scenari dopo le ottime cose mostrate finora, dato che il suo spunto veloce negli ultimi metri sa essere davvero irresistibile. Essendo un classe 1994 per Jakub si tratterà anche dell’ultima occasione utile per poter far centro nella categoria Under 23.

L’altra punta, il cui nome è sulla bocca di tutti da diverse settimane, sarà invece il figlio d’arte Riccardo Minali, reduce dalla stagione della consacrazione tra i dilettanti, forte di ben 9 successi (tra cui spiccano la Popolarissima e la Vicenza-Bionde e senza tralasciare i podi al Circuito del Porto e alla Coppa dei Laghi in maglia azzurra) che ne fanno il velocista più vincente del 2016 e che gli hanno meritatamente spalancato le porte del professionismo (dal 2017 infatti vestirà la casacca dell’Astana). Il giovane veronese, classe 1995, dispone di uno spunto ugualmente efficace e, a differenza di Mareczko che potrebbe districarsi anche da sé nel finale, può contare anche sull’eccellente affiatamento con Consonni e Ganna, compagni di team alla Colpack di cui andremo a parlare a breve, che potrebbero allestire un treno perfetto nel finale. Minali quindi rappresenta l’alternativa più autorevole a Mareczko in caso di conclusione allo sprint a ranghi compatti e, in caso si dovesse optare per una volata con un solo velocista, potrebbe mettersi lui stesso a disposizione del bresciano nel treno che verrà a costituirsi.

I jolly
Molto interessanti e temibili saranno però anche i jolly che l’Italia potrà schierare: il primo nome da citare, in ossequio anche alla medaglia d’argento conquistata lo scorso anno a Richmond, è quello di Simone Consonni. Il bergamasco, destinato ormai anch’egli al professionismo nelle file della Lampre, è reduce da un 2016 positivo in cui ha conquistato il titolo italiano in linea e giungerà a Doha forte di una condizione eccellente (martedì 4 a Calvatone ha conquistato l’ultimo dei suoi 6 successi, imponendosi con autorevolezza allo sprint). Rispetto ai velocisti più puri paga qualcosa, necessitando di percorsi più accidentati ma qualora il gruppo dovesse rompersi e lui dovesse trovarsi nelle posizioni d’avanguardia (o in caso d’inconveniente dei velocisti designati), ecco che diventerebbe un’importantissima carta da giocare in uno sprint decisamente meno affollato del previsto, in cui potrebbe dire assolutamente la propria. In caso contrario potremmo vederlo all’opera nel treno che dovrebbe lanciare Minali o Mareczko.

Molti fari saranno però puntati anche su Vincenzo Albanese: il salernitano divenuto ormai toscano d’adozione è reduce da un’annata a dir poco stellare, in cui ha saputo conquistare ben 8 vittorie firmando capolavori assoluti, come al Gran Premio Liberazione, al Trofeo Matteotti in azzurro in cui riuscì a mettere nel sacco addirittura i professionisti, nella prima tappa del Tour de l’Avenir e alla Ruota d’Oro, senza dimenticare l’Europeo corso da grande protagonista e sfumato solamente negli ultimi 500 metri. Il corridore dell’Hopplà-Petroli Firenze e anch’egli pronto al salto tra i grandi nelle file della Bardiani potrebbe rappresentare la vera e propria scheggia impazzita della formazione italiana: al di là dell’ottimo spunto veloce ammirato negli ultimi mesi, Albanese ha infatti un’ottima capacità d’inserirsi in azioni intermedie e potrebbe quindi entrare in azione a due o tre giri dalla conclusione all’interno di una fuga particolarmente pericolosa. In più possiede notevoli doti da finisseur, che potrebbero essere sfruttate per un colpo a sorpresa ad anticipare lo sprint finale, qualora i nostri sprinter non dovessero godere della gamba dei giorni migliori. Se invece il canovaccio dovesse essere quello previsto e non abbia speso energie in eccesso, anche per lui potrebbe prospettarsi un finale da vagone nel treno azzurro che verrebbe a crearsi per preparare al meglio lo sprint.

I passistoni
Chiudono il sestetto i due atleti teoricamente deputati al grosso del lavoro in testa al gruppo, nel finale oppure in un’azione a lunga gittata nelle fasi iniziali o intermedie della gara. Non si può non partire da Filippo Ganna: il verbanese della Colpack è reduce da un 2016 sensazionale, in cui sono per lui giunti allori fantastici tanto in pista (il titolo mondiale assoluto e quello europeo Under 23 nell’inseguimento individuale, oltre alla partecipazione olimpica nel quartetto) quanto su strada (la Parigi-Roubaix Espoirs e il titolo italiano a cronometro Under 23) e proprio nella prova contro il tempo di 28.9 chilometri punterà ad ottenere un altro prestigiosissimo podio, dopo l’argento europeo conquistato in settembre, in cui venne battuto solamente dal tedesco Kämna, che anche in Qatar sarà il grande favorito.

Nella gara in linea Ganna potrebbe essere sfruttato qualora l’Italia dovesse essere chiamata a controllare la gara e ricucire sulle fughe in atto o essere sganciato in un’azione intermedia, prima di un finale in cui anche lui potrebbe essere parte attiva dell’eventuale treno. Più probabile che ad entrare in una fuga sia però Davide Ballerini, che in stagione ha più volte mostrato una certa propensione alle azioni da lontano (una, di ottima fattura, ammirata anche alla Coppa Sabatini corsa proprio in maglia azzurra), che l’hanno portato anche a conquistare due splendidi successi alla Firenze-Empoli e, più recentemente, al Piccolo Giro dell’Emilia. Il comasco si presta quindi ad essere la pedina ideale per un’entrata in azione ben prima della conclusione, sdoganando nel caso la nostra nazionale da compiti di controllo.

Disputerà invece solamente la prova a cronometro di lunedì 10 ottobre Edoardo Affini, che nella prossima stagione si trasferirà in Olanda per il debutto nel calendario élite abbracciando l’interessante progetto della SEG Racing Academy, designato come riserva per la gara in linea e che pertanto cercherà di ottenere un buon piazzamento contro il tempo, dove pure ha saputo offrire belle prestazioni in passato.

Gazzoli e Marchetti guidano gli juniores, occhio anche a Mozzato
Ben assortita e da seguire con interesse sarà anche la formazione juniores guidata da Rino De Candido, di scena nella giornata di venerdì 14 ottobre sulla distanza di 135.5 chilometri (8 giri di circuito da affrontare) a partire dalle ore 12.15 italiane. Anche qui saranno due i velocisti di riferimento: il lombardo Michele Gazzoli, autore di 6 vittorie nella sua stagione d’esordio nella categoria, tra cui spiccano la Novara-Suno, una frazione del Trittico Veneto e soprattutto la seconda tappa del Giro della Basilicata, dotato di un ottimo spunto e di valide doti sul passo e il veneto Moreno Marchetti, andato anche lui a bersaglio in 6 occasioni ma in grande evidenza anche su pista, in cui ha saputo conquistare un ottimo bronzo ai campionati del mondo di Aigle.

Attenzione ad altri due atleti particolarmente veloci quali Luca Mozzato, che ha racimolato 5 successi in questo 2016 (spicca quello nell’internazionale di Sovilla) e che in uno sprint ristretto potrebbe essere assai temibile e Davide Baldaccini, apparso in buona forma negli ultimi appuntamenti. Completa il quintetto il veneto Filippo Zana, a cui potrebbe essere affidato il compito di guastatore, dopo aver sfiorato per pochissimo il successo all’Europeo e aver timbrato il cartellino per ben 8 volte in questa stagione: a lui quindi potrebbe spettare la ricerca di una soluzione alternativa allo sprint a ranghi compatti.

In gara invece solamente nella prova a cronometro Alessandro Covi, uno degli atleti più interessanti visti all’opera in questa stagione, in virtù di ottime doti da scalatore a cui abbina uno spunto veloce notevole, a cui De Candido ha deciso di affidare il compito di cercare un buon piazzamento nella gara contro il tempo in programma martedì 11 sulla distanza di 28.9 chilometri. Oltre a lui gareggerà uno dei nomi nuovi ammirati in questa stagione: parliamo di Alexander Konyshev, figlio del talentuoso ex professionista Dimitri, che ha optato per la nazionalità italiana invece di quella russa ed ha già vestito in più occasioni la maglia azzurra nel corso di questa stagione. Anche per lui l’obiettivo sarà quello di ottenere un buon piazzamento nella cronometro, oltre alla possibilità di partecipare ad un’altra importantissima manifestazione internazionale e accumulare così ulteriore esperienza.

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