La vittoria di Mark Cavendish nell'ultima tappa dell'Abu Dhabi Tour © Abu Dhabi Tour
La vittoria di Mark Cavendish nell'ultima tappa dell'Abu Dhabi Tour © Abu Dhabi Tour

Cavendish chiude l’anno sotto le luci della ribalta

Vittoria in volata per l’inglese nel finale serale dell’Abu Dhabi Tour. Nizzolo e Viviani a podio, corsa a Tanel Kangert

La seconda edizione dell’Abu Dhabi Tour si conclude nel segno di Mark Cavendish che ha portato a casa la sua seconda vittoria di tappa, la decima complessiva della sua stagione su strada: un’annata fantastica per lui che ha spento definitivamente le critiche di chi lo dava praticamente per finito dopo un paio di stagioni non brillantissime ma in cui era comunque riuscito sempre a salire in doppia cifra come numero di successi. Sorride anche l’estone Tanel Kangert dell’Astana che dopo la vittoria di ieri in salita oggi ha chiuso relativamente tranquillo nel gruppo portando a casa la vittoria finale dell’Abu Dhabi Tour: dopo tanto lavoro per i suoi capitani, questo è il primo successo in carriera nella classifica generale di una corsa a tappe.

 

Una tappa sotto ai riflettori
Come l’anno scorso, l’ultima tappa dell’Abu Dhabi Tour si è disputata interamente sullo spettacolare circuito di Yas Marina con partenza al tramonto e svolgimento sotto le potenti luci dei riflettori che già caratterizzano anche il gran premio di Formula 1 che si disputa qui a partire dal 2009: l’unica differenza rispetto al 2015 è stata l’aumento del numero di giri da 20 a 26 per un totale di 143 chilometri. La fuga del giorno si è formata praticamente subito con Kristian House (ONE), Michal Paluta (CCC), Yauheni Sobal (Minsk), Sergey Firsanov (Gazprom) e Frederik Frison (Lotto) che al termine della seconda tornata da 5500 metri avevano già più di 50″ di vantaggio sul plotone: complici i grossi rischi corsi nelle prime due frazioni di questo Abu Dhabi Tour il gruppo ha sempre tenuto i fuggitivi sotto controllo concedendo loro un vantaggio massimo di 1’57” in corrispondenza del primo traguardo volante vinto da House.

Tra i cinque attaccanti nessuno rappresentava un pericolo per il leader della generale Tanel Kangert (il migliore, Firsanov, era a 15’06”) ma l’Astana si è comunque messa in testa al gruppo con Gatis Smukulis a tenere alta l’andatura: con il successo finale praticamente in cassaforte, per la formazione kazaka c’era anche l’interesse di arrivare allo sprint con Andrea Guardini, già terzo nella seconda tappa. Oltre alla maglie turchesi, nelle prime posizioni si sono viste in blocco anche quelle bianconere del Team Dimension Data e quelle della Wilier-Southeast: i primi per Mark Cavendish, in maglia verde di leader della classifica a punti, i secondi per Jakub Mareczko; attenta davanti anche la Sky di Elia Viviani che vinse proprio qui nel 2015.

Negli ultimi 5 giri, superato il terzo ed ultimo sprint intermedio di giornata, la velocità della corsa è aumentata sensibilmente ma Firsanov, Frison, House, Paluta e Sobal non si sono arresi molto facilmente: ai meno 20, però, il loro vantaggio era già sceso a soli 45″ e poco dopo allora Frison ha deciso di rompere gli indugi ed è scattato portandosi dietro Paluta e House; Sobal e Firsanov invece sono rimasti attardati e sono stati raggiunti prima dall’olandese Floris Gerts (BMC) che era uscito tutto solo dal gruppo principale, poi da tutto il resto del plotone.

 

Un finale a velocità vertiginosa
Quest’accelerazione ha permesso a Frederik Frison, Kristian House e Michal Paluta di allungare la loro fuga: ai meno 13 chilometri il loro vantaggio era ancora di 45″, ma all’inizio dell’ultimo giro da 5.5 chilometri il gruppo, condotto sempre dalla Dimension Data, si era riavvicinato a meno di 15″. Frison e Paluta hanno provato a rilanciare l’andatura ancora una volta ma anche per loro è arrivato il ricongiungimento con il plotone esattamente a quattro chilometri dal traguardo con la Dimension Data che a quel punto è stata scalzata dalle prime posizioni da Giant-Alpecin, Trek-Segafredo, BMC e tutte le altre squadre dei velocisti.

Le 21 curve del circuito di Yas Marina hanno allungato notevolmente il gruppo nell’ultimo giro quando l’andatura è diventata vertiginosa e proprio all’ultimo chilometro sono tornati davanti gli uomini di Mark Cavendish: Renshaw è uscito in testa dall’ultima curva, Koen De Kort alla sua ruota ha fatto un piccolo buco e a quel punto dalla terza posizione è partito proprio Cavendish che non ha dato scampo ai suoi rivali. In seconda posizione si è piazzato Giacomo Nizzolo che, partito a ruota del britannico, ha provato ad affiancarlo senza successo negli ultimi metri; terzo posto invece per Elia Viviani che ha dovuto fare un po’ più di strada per dribblare De Kort ma che difficilmente avrebbe potuto insidiare i primi due.

Giù dal podio Magnus Cort Nielsen e Jempy Drucker, rispettivamente quarto e quinto, mentre tra i primi dieci si è fatto vedere anche Sacha Modolo, ottavo dopo che era stato vittima di una caduta in questo Abu Dhabi Tour. Come detto, la classifica generale è andata all’estone Tanel Kangert senza alcuna differenza rispetto alla situazione delineatasi al termine del tappone di ieri: secondo a 21″ l’irlandese Nicolas Roche, terzo posto invece per Diego Ulissi che riesce a chiudere sul podio con un distacco di 43″; parità di tempo per Vincenzo Nibali e Alberto Contador con il siciliano, all’ultima gara in maglia Astana, che si prende il quarto posto finale grazie ai piazzamenti in corsa.

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