Simone Consonni e Francesco Lamon in azione © Bettiniphoto
Simone Consonni e Francesco Lamon in azione © Bettiniphoto

E Madison fece quasi rima con Consonni-Lamon

Coppa del Mondo su pista, azzurri secondi nell’Americana. La tre giorni di Apeldoorn si chiude con un argento e un bronzo per l’Italia

La recente tradizione degli appuntamenti in pista per l’Italia è tutto sommato positiva, dopo qualche anno veramente buio: ancora quasi increduli, lo ripetiamo a ogni occasione. I sorrisi non mancano, e anche quando si chiude una kermesse senza vittorie c’è comunque qualche motivo di soddisfazione: vedi la seconda tappa di Coppa del Mondo, disputata nel weekend ad Apeldoorn (città già nota agli appassionati italiani, visto che da lì è partito l’ultimo Giro).

Zero successi, in Olanda, ma due podi molto interessanti: il primo in ordine di tempo, il terzo posto di Rachele Barbieri nell’Omnium, venerdì, un risultato molto promettente per un’atleta giovanissima che potrà esprimere ancora tanto negli anni a venire; il secondo podio è giunto stasera nella Madison, un secondo posto per Simone Consonni e Francesco Lamon, due ragazzi che ormai da diverso tempo bazzicano gli anelli internazionali.

Il primo dei due – che oggi ha sfiorato pure il podio nell’Omnium – è tra l’altro da tempo individuato come l’erede di Elia Viviani in vista di Rio 2020. Se la squadra di club (esordirà nel professionismo con la TJ Sport-Lampre) gli lascerà i giusti spazi, come hanno fatto con lo stesso Viviani la Liquigas prima e la Sky poi, la nazionale azzurra avrà un asso da giocare anche alle prossime Olimpiadi.

 

Omnium, Consonni scende dal podio solo alla fine
Consonni ha cominciato la giornata abbastanza presto, con le prime due prove dell’Omnium. Settimo nello Scratch (vinto dal kazako Artyom Zakharov sull’hongkonghese Chun Wing Leung e sul polacco Szymon Sajnok), nella Tempo Race l’italiano è stato un po’ in disparte, prendendo il giro come 10 dei 19 concorrenti in gara, e limitandosi a un solo sprint vinto: ottavo posto per lui con 5 punti, prova vinta da Sajnok (14 punti) sullo spagnolo Albert Torres e l’olandese Roy Eefting (10 punti per entrambi).

Il meglio per Simone doveva ancora venire: ed è giunto nella prova dell’Eliminazione, chiusa al secondo posto dietro all’immancabile Sajnok. La somma dei risultati, se vedeva il polacco già notevolmente avvantaggiato (116 punti dopo tre gare), teneva Consonni perfettamente in corsa per la vittoria, terzo in classifica con 94 punti (davanti a lui anche Torres a 102).

Purtroppo la Corsa a punti non è andata come l’azzurro avrebbe voluto: piazzato solo in tre sprint, Consonni ha totalizzato 7 punti, e anche se nessun avversario ha guadagnato giri, tale totale è risultato troppo misero per tenere l’italiano sul podio. Ne ha approfittato il francese Benjamin Thomas, che con una gara gagliarda (piazzato in 6 volate su 10, 19 punti per lui) ha scavalcato il corridore del Team Colpack.

Sajnok (11 punti nell’ultima prova) ha difeso la leadership dall’assalto di Torres (ben 22 punti per lui e una seconda metà di gara arrembante), chiudendo a 127 punti contro i 124 dello spagnolo; 107 sono stati quelli di Thomas, 101 quelli di Consonni, che ha rinviato alla successiva Madison i propositi di riscatto.

 

Madison d’argento per Simone con Francesco Lamon
In una giornata veramente interminabile per lui (ben 5 gare, scusate se è poco!), Simone è tornato in pista meno di mezz’ora dopo la Corsa a punti dell’Omnium, in compagnia di Francesco Lamon con cui ha dato bella battaglia nella Madison. Anche qui, però, l’esito ha rappresentato una piccola delusione per Consonni, visto che solitamente un argento (come quello conquistato dalla coppia azzurra) brilla sì, ma brilla d’amarezza.

Anche qui non ci sono stati giri guadagnati (nelle prove di Coppa, essendo di lunghezza ridotta rispetto ad altre manifestazioni, è evidentemente più difficile fare il vuoto), ma la prima metà di gara per i due azzurri è stata eccellente, con tre volate vinte e un secondo posto nei primi sei sprint. Al giro di boa 18 punti per Consonni-Lamon, saldamente in testa davanti a Polonia (12) e Gran Bretagna (9).

Nella fase discendente della prova però si sono letteralmente scatenati i belgi: Robbe Ghys e Kenny De Ketele hanno imbastito un attacco interminabile che li ha tenuti praticamente sempre al comando fino alla fine, con tanto di tentativo di guadagnare il giro nell’ultimo quarto di gara. L’intento non è riuscito, ma nel frattempo i due fiamminghi infilavano una volata vinta dietro l’altra, arrivando a conquistarne sei di seguito, compresa l’ultima con punteggi raddoppiati.

Ergo, il Belgio è andato a conquistare in scioltezza la Madison, con 40 punti, davanti all’Italia che – assommando altri 4 piazzamenti nelle ultime volate – si è issata fino a 28: ottimo punteggio ma contro i Ghys-De Ketele visti stasera non poteva bastare. Al terzo posto la Gran Bretagna (Mark Stewart-Oliver Wood) con 19 punti, poi Svizzera a 15 e Polonia a 12.

 

Barbieri anonima nella Corsa a punti; Manzoni e i Ceci indietro nelle prove veloci
In programma oggi c’erano anche due gare veloci. Lo Sprint femminile ha sorriso alla hongkonghese Wai Sze Lee. In qualifica la migliore era stata la tedesca Pauline Grabosch, la quale poi si era fatta eliminare dalla spagnola Tania Calvo ai quarti; e in finale Lee si è imposta (2-0) proprio sulla Calvo, mentre al terzo posto ha chiuso l’olandese Laurine Van Riessen dopo la finalina (anche questa chiusa 2-0) con l’ucraina Olena Starikova. Gloria Manzoni, 21esima in qualifica, è stata poi eliminata al primo turno dalla cinese Jun Han.

Nel Keirin maschile l’Italia aveva due concorrenti, Davide e Francesco Ceci; entrambi ultimi nelle due batterie di competenza, il loro destino si è diviso al turno di ripescaggi, dal quale Francesco è riuscito brillantemente a emergere guadagnandosi l’accesso alla semifinale. Qui ha pagato dazio, chiudendo sesto su sei, e accingendosi a una finalina chiusa all’undicesimo posto. La vittoria, nella finale vera, è andata al ceco Tomas Babek davanti all’ucraino Andrii Vynokurov (che ha sfiorato la doppietta con lo Sprint conquistato ieri) e allo spagnolo Juan Peralta.

Resta da dire della Corsa a punti femminile, gara nella quale la britannica Elinor Barker è risultata troppo più costante delle altre, piazzandosi in sei degli otto sprint previsti (ne ha vinto uno solo) e guadagnando pure il giro, come hanno fatto anche le altre atlete piazzate ai primi sette posti della classifica finale.

Vincedo due volate e piazzandosi in altre due, la giapponese Minami Uwano ha tentato di contrastare Barker, ma nella seconda metà di gara quest’ultima è stata nettamente superiore. 39 i suoi punti alla fine, 33 quelli dell’asiatica; 28 punti per la terza, la ceca Jarmila Machacova. Per muoversi da quota 0 punti, Rachele Barbieri ha aspettato l’ultima volata, chiusa al secondo posto dietro alla francese Laurie Berthon. 6 punti per l’azzurra, che le valgono un comunque anonimo decimo posto.

 

Ora la CDM va in letargo
Pur senza i picchi prestazionali della scorsa settimana a Glasgow, la Gran Bretagna ha vinto anche il medagliere di Apeldoorn con 2 ori, 2 argenti e 1 bronzo; 2 ori e 1 argento per l’Ucraina seconda, 1 oro, 2 argenti e 2 bronzi per la Spagna terza. L’Italia risulta 14esima nella tre giorni olandese, coi già citati argento della Madison maschile e bronzo dell’Omnium femminile.

Ora la Coppa del Mondo si prende una lunga pausa dopo queste interessanti due prime tappe. La terza e la quarta andranno in scena in febbraio nel continente americano: a Cali in Colombia (dal 17 al 19) e a Los Angeles negli Stati Uniti per il gran finale il 25 e 26.

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