Alejandro Valverde si impone nella prima frazione della Vuelta a Andalucía © Twitter
Alejandro Valverde si impone nella prima frazione della Vuelta a Andalucía © Twitter

Valverde sconfigge rivali e i fantasmi del passato

Vuelta a Andalucía, il murciano attacca nella discesa fatale per la Vuelta a España 2006. Contador dà fuoco alle polveri, buon quarto Rosa

Come piacevolmente stiamo scoprendo in queste prime battute del 2017 i grandi campioni non perdono occasione per darsi battaglia. Che sia Asia o Oceania, Sudamerica o Europa, poco cambia; alla lista di gare combattute si è aggiunta oggi la Vuelta a Andalucía, con i grossi calibri all’attacco nell’ultima salita di giornata. A spuntarla è, come molte volte capita, colui che abbina alla miglior condizione del momento anche le elevati doti di ruota veloce. E, nelle prove spagnole, questo nome tende ad essere sempre quello di Alejandro Valverde.

Sette in fuga, margine massimo di 5′
In una giornata soleggiata, come d’abitudine date le latitudini, scatta la sessantatreesima edizione alla Vuelta a Andalucía dalla località marittima di Rincón de la Victoria, nelle immediate vicinanze di Málaga, per affrontare i 155.4 km di giornata. La fuga si forma attorno al km 15, quando sei elementi evadono dal plotone: si tratta dell’olandese Berden De Vries (Roompot-Nederlandse Loterij), dell’austriaco Georg Preidler (Team Sunweb), del francese Florian Sénéchal (Cofidis, Solutions Crédits), del russo Kirill Sveshnikov (Gazprom-RusVelo), del ceco Daniel Turek (Israel Cycling Academy) e del belga Tosh Van der Sande (Lotto Soudal).

Attorno al km 25 il loro destino era ancora in bilico, visto che il margine si aggirava attorno ai 30″. Il gruppo però lascia fare nelle immediate fasi seguenti, dando così possibilità ai battistrada di prendere il largo. A bagnomaria si è lanciato nel tentativo di raggiungere il sestetto Ibai Salas: il venticinquenne spagnolo del Burgos-BH, riuscendo a rientrare poco prima del km 35, quando il plotone è ad oltre 5′.

Preidler in evidenza, la Trek-Segafredo al lavoro
Poco dopo l’entrata nella seconda ora di gara (37.4 i km percorsi nei primi 60′) inizia l’ascesa verso il gpm inaugurale, il Puerto de Zafarraya, salita non indifferente come testimoniano la classificazione come prima categoria e la decomposizione del drappello. Per primo al km 43.8 transita Preidler con 20″ di margine su Turek (che per primo aveva provato l’attacco) e 38″ sugli altri cinque, con Sénéchal terzo allo scollinamento. Il gruppo viaggia a 4’40”.

Nel corso della seconda salita, l’Alto de Navazo (scollinamento al km 56.5), i fuggitivi si sono raggruppati, dando la possibilità a Turek di prendere il massimo dei punti davanti a Preidler e Salas e al gruppo di riavvicinarsi, pagando meno di 4′. Mentre si registra l’abbandono del belga Tom Van Asbroeck (Cannondale-Drapac) la corsa arriva sulla terza difficoltà, l’Alto de Alhama (km 70.3), con il medesimo transito del gpm precedente; diminuisce ancor più il vantaggio dei sette. Questo perché la Trek-Segafredo di Alberto Contador ha deciso di alzare l’andatura, portandosi a 2’40” dai battistrada.

Il gruppo si riavvicina, Van der Sande cerca di resistere
In rapida successione arriva anche la volta del Puerto de Lucero (km 83): stavolta è Preidler che precede Turek e Van der Sande. La fase seguente prevede un lunghissimo tratto pianeggiante nel quale il plotone ha modo di ricucire pesantemente, portandosi ai meno 50 km con circa 1′ di margine. Visto l’andazzo Svenshinkov si rialza; di diverso avviso è Van der Sande, che scatta, con i soli Sénéchal e Turek che lo vanno ad inseguire mentre gli altri si rialzano.

I tre continuano viaggiando nei lunghi stradoni andalusi sopra i 50 km/h, riuscendo a transitare al traguardo volante di Alhendin (km 111.4) prima del plotone con circa 35″ di margine. Lo sprint intermedio non vede alcuna volata, con Turek che precede Van der Sande e Sénéchal. Il motivo risiede nella pessima segnaletica stradale (neppure un cartello, solo una sottile linea bianca come “avviso”) che ha impedito ai tre di giocarsela, con sommo dispiacere per il belga. Con il plotone, sempre trainato dai Trek-Segafredo, lanciatissimo, il terzetto viene ripreso ai meno 37 km, quando ne mancano 7 all’inizio della salita più attesa.

Arriva il Monachil, Contador inizia con gli attacchi
Il ritmo sempre più sostenuto, con tanto di lotta serrata fra le squadre per prendere le posizioni buone, fa in modo che la selezione da dietro inizi sin dalla pianura prima dell’Alto de Monachil, ascesa particolarmente ostica con i suoi 11 km con punte al 16% di pendenza. Il ritmo inizialmente lo scandisce Jesús Hernández (Trek-Segafredo), sostituito prima da Steve Morabito (FDJ) e poi da Haimar Zubeldia (Trek-Segafredo). Il plotone si assottiglia sempre più quando a tirare iniziano Víctor De la Parte e Marc Soler (entrambi del Movistar Team), portando la perdita di terreno fra gli altri di David López (Team Sky) e di Maciej Paterski (CCC Sprandi Polkowice).

A metà salita l’andatura degli spagnoli provoca la perdita di contatto di uno dei favoriti del giorno, ossia Fabio Felline: ma la Trek-Segafredo non ha neppure un momento per piangersi addosso perché, ai meno 25.5 km dal termine, scatta Alberto Contador. Lo spagnolo ha alla ruota Wout Poels (Team Sky) ma il vincitore dell’ultima Liège-Bastogne-Liège riesce a rimanere con il madrileno giusto per qualche pedalata prima di sfilarsi.

Marcatura stretta di Valverde. Bene Izagirre e Rosa, sorpresa Cink
L’incedere di Contador è il consueto, così come è il solito l’atleta che riesce a riprendere l’ex Tinkoff ai meno 24.5, ossia Alejandro Valverde (Movistar Team): i due fenomeni del ciclismo spagnolo diminuiscono però l’andatura, comportando il rientro ai meno 24 km del già citato Poels e di Ion Izagirre (Bahrain Merida), di Diego Rosa (Team Sky) e di Rigoberto Urán (Cannondale-Drapac). Tutto questo quando al termine dell’ascesa mancano ancora 5 km.

I sei non danno continuità all’azione, favorendo il ricongiungimento con un gruppetto di una dozzina di elementi fra cui Mikel Landa (Team Sky), i due FDJ Thibaut Pinot e Sébastien Reichenbach e il promettentissimo Ondrej Cink (Bahrain Merida), ex biker ceco alle prime uscite su strada. Proprio il basco ex Astana scatta ai meno 23 km, portando con sé Contador, Valverde, Uran e Izagirre. Un nuovo tentativo di Contador risulta innocuo; qualche metro in più lo riguadagna Landa, che resta al comando per circa un paio di km.

Valverde attacca e va via nella discesa della sventura, ma in tre rientrano
Una volta ripreso Landa, Contador riattacca, stavolta in maniera secca: con lui rimangono solo Izagirre, Rosa e Valverde mentre Urán pare parecchio affaticato. Circa un km prima dello scollinamento rientrano Landa, Poels e Reichenbach, dando così la superiorità numerica allo squadrone britannico. La collaborazione è però nulla, dando la possibilità di rientrare a Cink, Pinot e anche a Urán. La velocità ridotta non piace a Valverde: il murciano scatta di nuovo nel falsopiano dopo il gpm, marcato stretto da Contador.

Il trentaseienne Embatido riesce a guadagnare del margine nella discesa del Monachil. Questo fatto rappresenta una sliding doors nella stratosferica carriera del murciano, perché fu proprio in questa discesa che, nel 2006, perse la Vuelta a España da Alexandre Vinokourov. Il leader del Movistar Team continua il forcing sino ai meno 10.5 km quando si rialza e attende i primi tre inseguitori, ossia Contador (in discesa esibitosi in posizioni à la Froome), Izagirre e Rosa.

Poels e Reichenbach rientrano, ma la volata è di Valverde. Domani l’arrivo in salita
Il quartetto collabora con l’eccezione di Rosa, dato che tra i primi inseguitori che passano ai meno 6 km con 13″ il suo compagno Poels assieme a Reichenabch. Il gap si dimezza ai meno 5 km, portando al rientro del francese e dell’olandese ai meno 3.2 km. Il sestetto si controlla in maniera totale, diminuendo inopinatamente l’andatura. Il primo scatto ai meno 1200 metri è di Reichenbach, il quale non guadagna neppure un metro sul sempre vigile Valverde, che però rimane in prima posizione.

La volata viene lanciata ai meno 350 metri, con Rosa e Izagirre che provano a superare il murciano. Il quale, però, non viene sorpreso e lancia una volata irresistibile per gli altri. Secondo successo stagionale per Alejandro Valverde, che ha iniziato col piede giusto anche il 2017. Secondo posto per Wout Poels mentre terzo è Sébastien Reichenbach; Diego Rosa è buon quarto e precede Ion Izagirre e Alberto Contador.

I primi inseguitori, che pagano solamente 5″, sono Thibaut Pinot (FDJ), Mikel Landa (Team Sky), Rigoberto Urán (Cannondale-Drapac)e Warren Barguil (Team Sunweb). Domani la tappa più complicata della corsa spagnola: da Torredonjimeno a Peña del Águila saranno 177.9 km con l’arrivo nell’insidiosa ascesa conclusiva, non prima di aver scalato ulteriori tre salite non certo facili.

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