Alejandro Valverde premiato per la vittoria della Vuelta a Andalucía © Twitter
Alejandro Valverde premiato per la vittoria della Vuelta a Andalucía © Twitter

Piove: chi può vincere, se non Tim Wellens?

Vuelta a Andalucía, va in porto la fuga: terza stagionale per il belga, battuto Clarke. In classifica non cambia nulla, generale a Valverde su Contador

Cento vittorie in carriera; negli ultimi vent’anni sono pochi ad aver raggiunto tale cifra, e sono tutti velocisti più o meno puri. Si va da Mario Cipollini a Alessandro Petacchi, da Robbie McEwen a Mark Cavendish, da Erik Zabel a André Greipel, da Laurent Jalabert a Tom Boonen, da Jaan Kirsipuu e poi forse nessun altro. Al club si è oggi aggiunto Alejandro Valverde: il murciano ha raccolto la centesima vittoria in carriera alla Vuelta a Andalucía, prova che ha conquistato per la quinta volta in carriera. Come nessun altro prima di lui.

Otto uomini in fuga, c’è ancora Wellens
Come ieri la tappa è scattata alle 12.45 da Setenil de las Bodegas, nei pressi di Cadice, in direzione di Coín, nelle vicinanze di Málaga, raggiunta dopo 151.5 km. Un solo non partente, ossia il russo Anton Vorobyev (Gazprom-RusVelo). La fuga si forma già al km 4, con otto elementi: si tratta dei belgi Victor Campenaerts (Team Lotto NL-Jumbo) e Tim Wellens (Lotto Soudal), gli olandesi Marco Minnaard (Wanty-Groupe Gobert) e Nick van der Lijke (Roompot-Nederlandse Loterij), lo spagnolo Garikoitz Bravo (Euskadi Basque Country-Murias), l’australiano Simon Clarke (Cannondale-Drapac), lo sloveno Domen Novak (Bahrain Merida) e il polacco Maciej Paterski (CCC Sprandi Polkowice).

Il loro margine arriva a 2’15” già al km 11, toccando quota 4′ al km 17, 4’30” al km 20 e 5’35” al km 20, in una giornata piovosa e con un vento non indifferente. Anche perché la zona è spesso interessata dalle bizze di Eolo, come testimonia la denominazione del primo gpm di giornata, il Puerto del Viento (km 44), dove Bravo ha preceduto Paterski e Clarke. Il gruppo ha leggermente ridotto il gap, portandosi nell’ordine dei 5′.

Bravo leader virtuale, ma solo temporaneo. Il gap è sempre presente
Nella seguente salita, il Puerto de las Abejas (tradotto, Passo delle api) al km 65, Paterski anticipa Minnaard e Novak, con il gruppo a 5’45”, dato che permette al poliedrico Bravo di indossare virtualmente la maglia rossa. E il margine aumenta ancor più, dato che al km 70 è di 6’15”, con il plotone sempre controllato dagli uomini del Movistar Team. Sotto la pioggia battente si transita una prima volta nella cittadina d’arrivo, con il gruppo che ai meno 50 km ha ancora 5′ tondi da recuperare.

Per non rischiare nulla i gregari di Alejandro Valverde aumentano l’andatura, transitando ai meno 40 km con 4’35” di distacco. A dare manforte agli iberici arrivano corridori di quattro altri team ma, sorprendentemente, non si tratta di squadroni: a tirare sono infatti gli spagnoli della Caja Rural-Seguros RGA, i russi della Gazprom-RusVelo, gli israeliani dell’Israel Cycling Academy e i belgi della Sport Vlaanderen-Baloise, interessati rispettivamente a giocarsi lo sprint con Eduard Prades, Roman Maikin, Mikhel Räim e Maxime Farazijn, non certo dei grossi calibri.

Bravo perde contatto, Contador rimane quieto sull’ultima salita
Ai meno 30 km il ritardo è di 4′ e, al traguardo volante di Alhuarín de la Torre (km 126.5) vinto da Minnard – fa sua la speciale graduatoria – su Wallays e van der Lijke, il ritardo è sceso solo a 2’55”. La fuga inizia l’ultima difficoltà della corsa, l’Alto de Jarapalos, salita non certo impossibile dal punto di vista altimetrico. Campenaerts prova una prima accelerazione, che provoca la perdita di contatto del solo Bravo, che da qualche km appariva col fiato corto.

Quando mancano 20 km il margine sul gruppo, nel quale inizia a lavorare anche la Direct Énergie, è di 2’30”. Una nuova accelerazione fa in modo che solo Campenaerts, Clarke, Paterski, van der Lijke e Wellens rimangano in testa in cima al gpm; anche dietro si registra una selezione da dietro, con il plotone composto da una cinquantina di elementi che scollina a circa 2′ di distanza. Nessun tentativo di evasione da parte di Contador, che alza bandiera bianca nella difficile lotta per ribaltare l’esito della classifica generale.

Novak rientra; davanti si cincischia, ma il gruppo è lontano
E, dunque, ancora molte possibilità per i residui battistrada di fare il colpaccio. Sul quintetto è riuscito a riportarsi Novak, in un sestetto che conserva 2′ ai meno 8 km, in un plotoncino che inizia a controllarsi e a darsi battaglia per la vittoria. Ai meno 4 km il margine è ancora di tranquillità, visto che costeggia i 70″. Le scaramucce proseguono senza sosta anche in un lungo rettilineo in salita che li fa entrare negli ultimi 3000 metri; in particolare sono Clarke e Wellens a rimanere costantemente in coda e a controllarsi senza sosta.

Il primo a scattare ai meno 2.7 km è Campenaerts ma il cronoman belga viene immediatamente ripreso. Poco più tardi van der Lijke prova ad involarsi cercando di passare inosservato, non riuscendo a gabbare Wellens. Il belga lo riprende ai meno 1.8 km e tenta di accelerare, ma desiste quando capisce che gli avversari guadagnano su di lui. All’ultimo km c’è un nuovo, innocuo tentativo di van der Lijke.

Wellens fa sua la volata, Valverde la corsa
La volata viene impostata in testa ad Wellens il quale non ha alcun problema a conquistare la tappa. Per il venticinquenne è la terza affermazione di una stagione iniziata fortissimo, a dimostrazione che, nella giornata giusta, il fiammingo possa essere tra i più pericolosi al mondo. Secondo posto per Simon Clarke, distaccato tuttavia di oltre una bicicletta. A seguire si sono piazzati Victor Campenaerts, Maciej Paterski, Domen Novak e Nick van der Lijke. Marco Minnaard è settimo a 1’34”; il gruppo, giunto a 1’45”, è stato regolato dallo spagnolo Héctor Sáez (Caja Rural-Seguros RGA) che immaginava di aver trionfato. Completano la top 10 il neopro’ spagnolo Iván García Cortina (Bahrain Merida) e il francese Hugo Hofstetter (Cofidis, Solutions Crédits).

Non cambia nulla in classifica generale: per cui Alejandro Valverde (Movistar Team) conquista la corsa con 1″ di margine su Alberto Contador (Trek-Segafredo). Thibaut Pinot (FDJ) completa il podio, distante a 6″; a seguire si sono classificati Wout Poels (Team Sky) a 21″, Diego Rosa (Team Sky) quinto a 45″, Mikel Landa (Team Sky) a 48″, Sébastien Reichenbach (Team Sky) a 52″, Urán a 1’29”, Ondrej Cink (Bahrain Merida) a 1’48” e Javier Moreno (Bahrain Merida) a 1’50”. Tra le graduatorie minori, detto di Minnaard primo nei traguardi volanti, la classifica degli scalatori è stata dominata dall’austriaco Georg Preidler (Team Sunweb), quella a punti dal solito Valverde e quella a squadre dal Team Sky.

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La vignetta di Pellegrini

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